SAN MARCO IN LAMIS. Cari democratici sammarchesi, ho riflettuto attentamente prima di decidere che cosa fare in merito alle mozioni nazionali e ai segretari regionali.
Intanto c'è forse da dire che sul segretario regionale sarebbe stato meglio rinviare le primarie a dopo le elezioni regionali, essendoci bisogno in questo breve periodo che ci separa da esse di “calma” politica per non essere visti dagli elettori come quelli della sinistra al solito conflittuali al loro interno.
Sulle tre mozioni riesco a cogliere differenze sicuramente non notevoli, ragion per cui le valutazioni di ognuno sono influenzate da qualche punto più specifico per il quale egli sente una maggiore sintonia e dalle prospettive politiche che si vengono a configurare con l'aggregarsi dei gruppi, a livello locale provinciale regionale e nazionale, intorno a ciascuna mozione.
E allora, le principali: mi suggestiona molto l'idea del partito radicato nel territorio, improntato a una filosofia di “governance” attraverso uno scambio continuo – e un reciproco influenzarsi – tra la base e gli organismi direttivi, nel quale le primarie diventano una forma di funzionamento non al caso o per necessità eventuale ma come strumento stabile di democrazia reale;
credo molto nella necessaria laicità delle associazioni politiche, indipendentemente dalla loro collocazione, e dello stesso Stato, visto come forma associativa sopra tutte, dovendo assolvere un compito di tutela dei diritti di cittadinanza in favore di tutti gli italiani, sia credenti di qualsiasi religione sia non credenti; ho viceversa paura che forme di integralismo, cioè di non rispetto dei diritti degli altri, possano prendere piede anche dentro il PD; qualche avvisaglia l'abbiamo avuta con il caso Englaro e, ancora prima, quando si è dibattuto su altri temi “etici” in un contesto politico (cioè fuori contesto);
la questione morale, tanto cara a Enrico Berlinguer, ritorna attuale – tanto più in Puglia adesso, ahimè – e si collega a temi come trasparenza, apertura del PD alla società civile e ai giovani in un processo di effettivo rinnovamento.
Da democratico laico e pugliese, alla luce delle riflessioni appena illustrate, ho deciso di aderire sul piano nazionale alla mozione Marino, perchè ritengo che in essa siano affermate in modo più netto, perché nella cordata che sostiene la mozione Marino non intravedo “conflitti d'interesse” tra il dire e il fare o il realizzarsi di lobby di soliti noti più impegnati al momento alla propria sopravvivenza politica, in un perpetuarsi del meccanismo di cooptazione e tutela interna che ben conosciamo, che lascia poco o nessuno spazio – che non sia strumentale – alla partecipazione dei giovani e dei simpatizzanti.
Sul piano regionale, non me ne vogliano i candidati segretari proposti, tutte persone degnissime e capaci, non me ne voglia Fusco candidato segretario per la mozione Marino, ma ho deciso di sostenere la candidatura di Michele Emiliano, del quale condivido la lettura della situzione politica pugliese e la necessità di ribadire fin d'ora la posizione del PD per le prossime elezioni regionali: il binomio Emiliano – Vendola mi pare l'unico che abbia serie possibilità di successo rispetto ad altri, soprattutto a livello della società pugliese reale; naturalmente al termine di un processo politico imperniato sulla costruzione di alleanze con le altre forze di sinistra disponibili e con il centro.
Non penso, in effetti, che altri politici pugliesi abbiano già adesso un carisma tale da trascinarci a una nuova vittoria, nonostante le fibrillazioni degli ultimi mesi conseguenti al disastro sulla sanità.
Certo, sarà determinante per Vendola e i partiti e le liste che lo sosterranno concertare un programma credibile affidato a uomini nuovi e, contemporaneamente, smarcarsi dal tentativo di corresponsabilizzarlo personalmente in quello che è successo, in atto anche a sinistra (già la proposta di Vendola di partecipare a primarie di coalizione va in quella direzione).
Non ho dubbi che se questo riuscisse, avremmo la migliore probabilità di rinnovare il successo del 2005.
La speranza di ciascuno di noi è che indipendentemente dal segretario nazionale e da quelli regionali eletti, il PD trovi una linea politica che coniughi le diversità presenti al proprio interno non sacrificando la chiarezza e la credibilità nei confronti di tutti, i pugliesi e gli italiani più in generale.
Spero che molti di voi concordino su quanto ho scritto e decidano di coordinarsi a livello di circolo in forma di comitato.
Su questo attendo vostre sollecitazioni in merito e vi aspetto mercoledì sera alle 19.00 al circolo in occasione della presentazione della mozione Marino a cura di Angela Ferrante e Agostino Cursio alle 19.00.
Antonio Raimondo Pettolino
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; telefono: 320.1106387; fax: 0882.833764.
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