SAN NICANDRO – Si è aperta con il bilancio del mandato amministrativo del sindaco Pd Costantino Squeo, sollecitato dalla stampa locale, la Festa Democratica in corso nella cittadina garganica, nella villa comunale. Sul tappeto, oltre alle realizzazioni (infrastrutture sociali, Pug, Pirp, società pubblica per le energie alternative) e la normalizzazione nei contratti (smaltimento rifiuti, trasporto pubblico)...
e nella gestione ordinaria (tributi), alcune delle questioni più spinose dell’amministrazione Squeo: dall’impianto complesso, alla situazione finanziaria dell’ente, al significativo numero di assessori avvicendatisi nella squadra di governo, fino alla più recente polemica che riguarda il museo etnografico cittadino.
Un mandato improntato alla necessità di superare l’emergenza, a detta del sindaco Squeo, che ha evidenziato le difficoltà di amministrare un comune sull’orlo del baratro, più volte a rischio dissesto per via dell’enorme debitoria ereditata e lo sforzo di rimetterlo sui binari della “normalità” amministrativa attraverso scelte a volte anche dolorose. Un excursus del governo Squeo, attraverso non solo le luci, ma anche le ombre degli inevitabili errori, interdizioni e veti che, a suo dire, a volte hanno appesantito l’azione amministrativa, la quale, dal punto di vista politico, per il sindaco, ha registrato il punto più basso con la decisione dell’allargamento della maggioranza, scelta che però, allo stesso tempo, ha consentito di portare a termine il mandato e raggiungere i risultati prefissati. “Consegneremo alla città un ente con una propria capacità programmatoria, non più commissariato, interrompendo il ciclo che poneva a fronte di ogni sindaco un commissario prefettizio – ha dichiarato il primo cittadino -. Abbiamo restituito normalità non solo amministrativa ma anche politica a questa città, attraverso un confronto aperto, spesso anche molto duro, ma civile tra le forze politiche che hanno espresso in consiglio comunale una dialettica ordinaria. Non ci saranno risse nemmeno in campagna elettorale, come qualcuno vorrebbe far credere, né riteniamo possibile consegnare ai riti violenti le istituzioni di questa città.” Torna a difendere la scelta dell’impianto complesso, Squeo, che la considera una scelta di responsabilità, ma anche economicamente vantaggiosa se inquadrata nella prospettiva che guarda ai rifiuti come risorsa, non un problema, quindi, ma un’opportunità sia per le entrate che assicura all’ente che per l’indotto e le possibilità occupazionali che ingenera. Fra le scelte dolorose, quella obbligata, per Squeo, della vendita dei beni immobili, primo fra tutti il “Favaro” l’area comunale a vocazione turistica di Torre Mileto che, però, per il primo cittadino, se gestita con la dovuta attenzione (per evitare gli scempi altrove perpetrati) e mettendo in rete le attrattive naturalistico-culturali del territorio può trasformarsi in virtuosa, favorendo il decollo turistico della cittadina garganica. Poi il Pirp per la riqualificazione delle periferie per il quartiere San Cristoforo e il borgo antico, in cui la significativa domanda relativa all’acquisizione di casette da ristrutturare (alcune già egregiamente recuperate) da parte dei privati, fra i quali molti non residenti, dà sostanza all’idea dell’albergo diffuso e al consorzio tra privati ed imprenditori locali per lo sviluppo del turismo. L’auspicio, per il primo cittadino, è che si possa assicurare continuità all’azione amministrativa, al di là della persona del futuro sindaco, mentre riguardo ad un eventuale ricandidatura il sindaco Squeo ha ribadito: “Rimetterò il mio mandato nelle mani del mio partito, il Pd, che mi designò nel 2006, perché ne faccia ciò che ritiene opportuno. Le autocandidature non appartengono alla mia cultura politica”.
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