"Ora i parlamentari eletti in Capitanata e in Puglia - accusa Rifondazione Comunista - dicano chiaramente cosa intendono fare per opporsi a questo ulteriore scippo!"
La Sicurezza alimentare resta nelle mani del ministero della Salute, la riorganizzazione delle competenze non cambia nulla di quanto già deciso a Palazzo Chigi. Semmai la ristrutturazione che andrà in porto a breve (mancano i pareri di rito delle commissioni Affari sociali e Igiene e Sanità di Camera e Senato, informa Rifondazione comunista) consentirà di organizzare meglio una materia di estrema delicatezza per la salute di noi liberi cittadini, ma che finora è rimasta sempre confinata nelle stanze ministeriali. Il nuovo assetto nasce dalla ristrutturazione dell'ex direzione generale per la Veterinaria, decisa già qualche anno fa, oggi organizzato in Dipartimento con tre direzioni generali: la terza funge da Segretariato per il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare.
Dunque la notizia pubblicata dal «Sole 24 Ore» qualche giorno fa (che solleva commenti piccati nei confronti del governo e del ministero, ma solo da parte di qualche forza politica locale), è il risultato di un percorso che giunge a compimento.
Per Foggia resta comunque il dato di un’altra sconfitta maturata sul campo, dal momento che la legge sull’Authority ancora esiste (dopo averla difesa durante la manifestazione dei sindaci l’8 giugno scorso davanti a Montecitorio), ma è come se non ci fosse. I veri vincitori di questa battaglia silenziosa sono, insomma, i «baroni» ministeriali la cui regia ha finora funzionato benissimo, altro che rivendicazioni della Lega Nord che pure esistono. Quegli stessi baroni già additati dall’ex sottosegretario foggiano all’Agricoltura, Gianni Mongiello, nell’estate 2007 (si era in piena approvazione della legge).
Mongiello puntò il dito in più di un’occasione contro le «congiure di palazzo» indicando nei dirigenti e nei funzionari ministeriali «il vero ostacolo» da superare per l’asse gnazione dell’Authority sulla sicurezza alimentare a Foggia. Non poteva sapere all’epoca Mongiello che lo stop ministeriale, unito al cambio di governo, avrebbe rappresentato una barriera insormontabile per le velleità daune. Così il provvedimento votato dal Parlamento si arenò subito dopola caduta del governo di Romano Prodi.
Una tesi sulla quale oggi concorda il sindaco Gianni Mongelli: «E’ evidente che gli apparati ministeriali fossero i meno contenti, e voglio usare un eufemismo, di fronte all’ipotesi che Foggia potesse vincere la sua battaglia una volta ottenuta la legge numero 31 del 28 febbraio 2008 votata dal Parlamento. Oggi si compie un disegno strategico che parte da lontano, ma che non ci può vedere sconfitti perchè il pallino della situazione resta nelle mani della politica. Per questo non smetteremo di vigilare con attenzione su tutto quel che succederà in fatto di sicurezza alimentare in questo paese. Non è ancora scritta l’ultima parola - promette il sindaco - e non credo che questa vicenda possa chiudersi così».
Secondo il segretario del circolo “Che Guevara” di Rifondazione comunista, Giorgio Cislaghi, «non ci restano adesso che le barricate». «Non ci sembra - afferma - che questa attribuzione interpreti compiutamente il principio europeo che dal 2002 ha definito le authority nazionali “strutture di interfaccia nazionale con l’Authority europea Efsa”, tenute a operare in maniera indipendente da altre strutture incaricate di gestire il rischio e la sicurezza alimentare mediante l’adozione di decisioni politico- amministrative separando la valutazione del rischi dalla gestione». «Ora i parlamentari eletti in Capitanata e in Puglia - insiste Rifondazione - dicano chiaramente cosa intendono fare per opporsi a questo ulteriore scippo».
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