Politica
Sanità, riordino ospedaliero Lombardi: «La regione deve fare chiarezza. Vogliamo un confronto serio sul futuro del nostro ospedale»

«Non vogliamo rischiare di essere condannati senza conoscere per quale colpa, ma soprattutto senza avere la possibilità di difenderci». Così il sindaco Michelangelo Lombardi commenta l’incontro con l’assessore regionale alla Sanità, Tommaso Fiore, che ha incontrato i sindaci dei Comuni della Provincia di Foggia per illustrare, alla vigilia dell’incontro con il Governo, il piano di rientro sanitario dal deficit di bilancio, come richiesto da Palazzo Chigi per non incorrere in sanzioni ancora più dolorose per la sanità pugliese.
«La Regione Puglia e l’assessore Fiore, con il loro atteggiamento e i loro silenzi, continuano ad alimentare il malcontento delle popolazioni. Secondo voci - perché di queste finora abbiamo avuto notizie – il piano di riordino porterebbe alla chiusura di numerosi ospedali, soprattutto di piccole dimensioni, come quello di San Marco in Lamis. Ora se il criterio per stare nel budget di spesa deve essere quello di tagliare tutti i piccoli ospedali siamo in totale disaccordo con il metodo adottato, ma soprattutto come possiamo portare avanti le nostre ragioni se il governo regionale continua a presentarsi agli incontri senza uno straccio di documento sul quale aprire un confronto serio e nell’interesse dei territori?», si chiede il primo cittadino di San Marco in Lamis che, nel corso del suo intervento durante al conferenza dei Sindaci, ha ricordato che «l’unica azione di taglio della spesa sanitaria, portata avanti dal governo regionale, è stato l’accorpamento delle Asl. Ora però si dice che, non potendo incidere con decisione sui costi della sanità privata per evitare destabilizzazioni sociali, si è orientati a usare la mannaia per le strutture pubbliche. A noi pare un metodo sbagliato. Un metodo che non servirà a razionalizzare la spesa ma ad aumentare disparità e sperperi».
Il sindaco Lombardi, superati i toni polemici, si dice pronto a un incontro con le autorità regionali e sanitarie per un confronto sul riordino ospedaliero. «Da tempo chiediamo un incontro per avviare una discussione vera e con dati alla mano sul futuro del nostro ospedale e sulla politica sanitaria regionale per il nostro territorio. Aspettiamo un segnale e speriamo che dalla Regione ci sia l’attenzione che meritiamo».
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