FOGGIA - Obiettivo legittimazione. E se così non fosse “adunata di tutti i soldati”. Correlandosi a delle metafore, e gerarchie di coppoliana memoria (vedasi alla voce The Godfather), Angelo Cera da San Marco in Lamis ha riproposto, in un recente comizio, la figura dei generali ma soprattutto quella dei soldati fedeli.
Questo per configurare – ai presenti in sala – l’obiettivo inderogabile del coordinamento provinciale: legittimazione delle nomine ma innanzitutto “traghettamento verso il Partito della Nazione”.
“La fase attuale – ha detto l’onorevole Cera, parlamentare e capogruppo recente del partito in commissione Finanze alla Camera, nonché coordinatore provinciale – non è di certo quella dei generali”, data infatti la necessità di “soldati attenti” al fine di “ricostruire un grande partito di centro”. Un partito “che con l’arma del dialogo e del confronto” possa consentire il “trasferimento nel costituente partito della Nazione”. Difatti, ha detto Cera nel corso dell’incontro, “i consensi ci sono stati dati”, così confermando indirettamente come il gruppo Cera si sia indirizzato “nella giusta direzione”. Giusta direzione verso l’auspicata – come detto – legittimazione delle nomine.
L’INCONTRO AL CICOLELLA – Lo scorso sabato 23 ottobre, l’onorevole Angelo Cera ha aperto “il confronto dell’UDC” per la provincia di Foggia. “Un’occasione per far partire – come detto dall’onorevole – i processi organizzativi utili per la definizione del Partito della Nazione”. Nell’ampio salone del cinema Cicolella di Foggia erano presenti, sabato scorso, tutte le delegazioni dei comuni della provincia. Molti i simpatizzanti e sostenitori che si sono organizzati in pullman per presenziare all’incontro. Per gli organizzatori sono stati addirittura “numerosi” i presenti in sala, ma “giustificanti al contempo – come detto durante l’incontro – l’efficienza del coordinatore UDC nella Provincia”.
IN discussione come detto la legittimazione della nomina di Cera a coordinatore provinciale dei Centristi. Una nomina che ha sollevato non poche rimostranze di una “vecchia classe dirigente – come sottolineò il rappresentante UdC di Manfredonia Giuseppe Dicembrino – una classe politica battutasi sempre per il bene del partito”. Ma Cera, coordinatore provinciale dallo scorso settembre ed ora anche candidato per le comunali di San Marco in Lamis, continua imperterrito la sua opera di traghettamento del partito, in una “fase di passaggio” nella quale lo stesso onorevole foggiano desiderebbe essere sostenuto dal consigliere regionale Giannicola De Leonardis. Un De Leonardis che si è dichiarato in più occasioni contrario (nonché contrariato) al beneplacito finale per la legittimazione di Cera a coordinatore provinciale.
COSA ERA SUCCESSO IN PRECEDENZA - In attesa dell’arrivo in Capitanata del segretario nazionale del partito onorevole Lorenzo Cesa (che avrebbe appoggiato da sempre il rappresentante UdC di San Marco in Lamis per la convalida della sua posizione), si ricorda che lo scorso 6 ottobre a Roma c’era stata un incontro tra lo stesso Cesa ed una “qualificata delegazione rappresentativa dell’intero territorio di Capitanata dell’Udc”, con la delegazione che avrebbe rappresentato al segretario nazionale lo “stato di estremo disagio e di grande confusione determinatasi a seguito dell’improvvisa nomina – di cui è stata richiesta la revoca – del Coordinatore e del Presidente”. Un disagio derivante anche “dagli atteggiamenti e le decisioni immotivate, irragionevoli e prive di ogni senso politiche adottate dal neocoordinatore Cera”, con nomina effettuata “in dispregio delle più elementari regole di rapporti civili e democratici con la stragrande maggioranza della dirigenza locale”. Chiara la richiesta – priva di qualsiasi riflessione copernicana – dei rappresentanti UdC della Capitanata: “annullare” tutte le nomine stabilite dal coordinatore originario di San Marco in Lamis. Anche se gli stessi rappresentanti avevano sostenuto (in una nota successiva) la volontà di Cesa di annullare le nomine nella Provincia, lo stesso segretario nazionale non tardò nel comunicare la “mancata autorizzazione” della stessa nota e finanche “ le opinioni riportate” nel comunicato. Ancora in precedenza c’era stata una successiva polemica dopo la richiesta dell’attuale segretario UdC di Manfredonia Giovanni Caratù al sindaco Angelo Riccardi, richiiesta datata 6 ottobre, di revocare l’incarico assessorile all’assessore all’Ambiente, Nunzio Giandolfi, “non più espressione politica dell’Udc in giunta – secondo Caratù – in quanto autosospeso”.
La richiesta originò nella stessa giornata la reazione del consigliere regionale e presidente provinciale UDC di Foggia Giannicola De Leonardis, sostenuto dallo stesso Giuseppe Dicembrino: “Cera continua a predicare bene e razzolare male” in una vicenda che De Leonardis non tardò di definire “stucchevole”, una vicenda che rischierebbe di “appannare l’immagine del partito in Capitanata”. “In pubblico e nelle apparizioni televisive riconosce piena legittimità e importanza al mio ruolo di presidente provinciale – disse De Leonardis – salvo puntualmente smentirsi con una raffica di nomine, prese di posizioni e discutibilissime richieste formulate ancora e sempre in piena solitudine”. “Dov’è la collegialità prevista dalla doppia funzione del coordinatore e del presidente provinciale?”, concluse De Leonardis nella nota.
L’INCONTRO AL CICOLELLA DI FOGGIA, CERA: “QUESTA NON E’ L’ERA DEI GENERALI, RICHIAMO ALLE ARMI TUTTI I SOLDATI” – Visibilmente commosso per l’adesione di massa al Cicolella di Foggia, l’onorevole Angelo Cera ha richiamato “alla raccolta le forze giovani del territorio” al fine di “mantenere saldo l’impegno assunto dal partito” (e proporzionalmente dal Pier Ferdinando Casini e dall’onorevole Lorenzo Cesa) di “traghettare l’UDC nel costituente Partito della Nazione”. “Necessario armarsi di umiltà e moderazione per coinvolgere tutti i moderati di centro in un unico partito”, ha detto Cera durante l’incontro.
L’opposizione mostrata dalla vecchia classe dirigente – come fatto intendere da Cera – ha rappresentato la causa scatenante della decisione (dai tanti definita irrazionale) di “azzerare tutte le cariche del partito in Capitanata”. Nomine stabilite – secondo Cera – al fine di “ripartire con una nuova forza politica” dato che – secondo l’onorevole da San Marco – la ripartenza presuppone di base “l’azzeramento” di ogni sussistenza e res cartesiana determinatasi in precedenza. “Ripartire dalla base – ha detto Cera – dal punto di partenza, ripartire per dare a tutti, anche a quelli che verranno, lo spazio per confrontarsi”.
Nell’incontro di Foggia è emersa la volontà del coordinatore di San Marco di riavvicinare il consigliere De Leonardis, anche per nominare in modo congiunto il coordinamento provinciale provvisorio che dovrebbe essere composto da 40 persone. Proporzionale dunque la posizione per le nomine: 20 persone dovrebbero essere scelte dall’onorevole Cera – qualora si concretizzasse il riavvicinamento con De Leonardis – 20 dallo stesso consigliere foggiano. Attendendo l’intesa, nonostante i tempi – come precisato da Cera – siano “oramai prossimi alla scadenza” l’entourage del coordinatore di San Marco in Lamis lavorerebbe attualmente per una ridefinizione dei rapporto con le altre forze politiche della Capitanata, in vista delle prossime amministrative. In primis la situazione della Giunta di Palazzo Dogana, con trattative in corso fra Cera, il presidente Antonio Pepe ed il coordinatore provinciale del PdL Gabriele Mazzone, trattative che vedrebbero spingere Cera per un riconsegna dei due assessorati all’Unione di Centro. Aggiornamento fra le parti previsto per il prossimo 30 ottobre, con la maggioranza forse ora ad inseguire, data la naturale volontà di riottenere un’autosufficienza necessaria di Governo.”Invito gli assenti a confrontarsi tra la gente e nelle sezioni”ha concluso il rappresentante UdC originario di San Marco in Lamis. Ma più che ai suoi oppositori Cera sembrava già pensare al riavvicinamento con il consigliere De Leonardis.
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