Martedì, Maggio 22, 2012
   
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Damone: “Sanità vendoliana e libertà di cura”

DamoneIl Presidente del Gruppo la Puglia prima di tutto in Consiglio regionale, Francesco Damone, ha diffuso la seguente dichiarazione:

“La polemica astiosa ed incessante di Vendola e compagni nei confronti dello Stato centrale, reo di fare il proprio dovere di verifica sul buon esito dell’operazione prima di erogare fondi pubblici che questo Governo regionale ha perduto per propria volontà o inettitudine, ha di fatto furbescamente oscurato lo stato disastroso in cui versa - sulla pelle dell’utenza e dei malati - la Sanità vendoliana, caratterizzata da liste d’attesa interminabili, restrizioni dei tetti di spesa per le strutture e cliniche private, ospedali intasati e mobilità extraregionale in fortissimo aumento; come si può notare siamo di fronte ad un quadro devastante e drammatico.
Un disastro rispetto ai cui rimedi la sinistra preferisce tenere in piedi all’infinito il teatrino della polemica, non fermandosi nemmeno di fronte al rischio di vedere morire – insieme a Sansone - anche tutti i filistei, ossia - nel caso- quel che resta della Sanità pugliese, il cui massacro è già in atto sul versante del privato, di cui si sta operando scientificamente lo strozzamento finale, nonostante offra servizi suppletivi e/0 sostitutivi assolutamente irrinunciabili per le nostre Comunità ..
La verità è che i 500 milioni pretesi da Vendola e compagni rischiano di perpetuare un sistema infetto di potere fondato sia su consulenze dorate quanto inutili ed assunzioni opache, sia sulle ‘internalizzazioni’, attraverso la cui promessa – dopo avere truffato gli elettori pugliesi nel 2005 promettendo una ‘Sanità migliore’ ha di fatto estorto il voto di decine di migliaia di persone bisognose.
Le forze di opposizione non hanno mai inteso speculare sul bisogno ormai ineludibile dei lavoratori, comunque assunti, ma non si può sottacere la tentazione irresponsabile del Governatore e dintorni di mettere a rischio la sopravvivenza del sistema sanitario pugliese pur di far credere di volere comunque onorare le sue promesse pre-elettorali a spese di Pantalone. Quanto alla reale volontà di Vendola di razionalizzare il sistema sanitario, basti pensare agli sprechi delle inutili ‘case della Salute’, che impediranno, senza essere in alcun modo attrezzate anche per i bisogni sanitari più elementari, alle strutture efficienti di dotarsi delle tecnologie e delle competenze necessarie ad una Sanità che non si limiti a curare le influenze.
Una politica controproducente che intanto sta massacrando il comparto privato con insostenibili tetti di spesa, di fatto azzerando quella libertà di cura che, fondata sul meccanismo della concorrenza, garantisce- per esempio- ai cittadini lombardi forse il miglior servizio sanitario del mondo.
Se si vuole offrire un cambiamento sostanziale al sistema sanitario, ritengo sia giunto il momento di abbandonare le scelte ideologiche di una sinistra obsoleta e affrontare un confronto serio per la instaurazione di una politica che abbia il coraggio rivoluzionario di equiparare il pubblico ed il privato in modo tale da consegnare all’utente il criterio di scelta di esami e ricoveri in strutture adeguate.

Altrimenti il degrado continuerà, ed il diritto costituzionale alla Salute diventerà sempre di più un privilegio per ricchi”.