“Il declassamento delle strutture ospedaliere pubbliche di Monte Sant’Angelo, San Marco in Lamis e Torremaggiore nell’ambito del contenimento della spesa e della razionalizzazione dei servizi erogati, imposto dal piano di rientro sanitario, appare preoccupante perché ai sacrifici e disagi per i cittadini non sembra corrispondere un salto di qualità complessivo nella sanità e nell’assistenza, e le distanze e i crudi numeri da soli non possono giustificare decisioni che andrebbero pienamente concertate e condivise e non semplicemente imposte”.
“Superata questa fase critica ed emergenziale occorrerà rapportarsi in modo completamente differente con un ambito di fondamentale importanza come quello sanitario, perché – conclude De Leonardis - non possono essere sempre e soltanto i cittadini, in particolare quelli più deboli, a subire e pagare sulla propria pelle le conseguenze di gravi e colpevoli errori, ritardi e disastri. E il futuro non può essere compromesso da un nebuloso presente e un discutibilissimo passato”.
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