Politica
Crisi Provincia, Campo: “Marinacci ha il dovere di rendere noti fatti e circostanze da cui emerge la ‘questione morale’ a Palazzo Dogana”
“Quando si parla di ‘questione morale’ riferendosi ad un’istituzione chi ne è parte ha il dovere, politico e istituzionale, di rendere noti fatti e circostanze che la sostanziano, senza indugio e ambiguità”. Il segretario provinciale del Partito Democratico, Paolo Campo, invita il capogruppo a Palazzo Dogana e portavoce regionale dei Popolari per il Sud, Nicandro Marinacci, a “rendere trasparente il contenuto delle dichiarazioni con cui ha deciso di schierare il movimento che rappresenta all’opposizione della Giunta Pepe”.
“Da oltre un anno e mezzo i cittadini di Capitanata sono costretti ad assistere al misero spettacolo offerto dalle risse politiche e dalle trame di palazzo che esplodono e si consumano nella maggioranza – prosegue Campo – L’assetto politico del centrodestra è cambiato talmente tante volte che si fa fatica ad individuarne i contorni; al punto che la stessa conta dei consiglieri pro e contro l’Amministrazione varia ogni 48 ore”.
Le dichiarazioni del consigliere Marinacci, però, hanno determinato un “salto di qualità del confronto tra il PdL e la variegata galassia dei propri alleati – sottolinea il segretario del Partito Democratico – A suo dire ci sono documenti che testimonierebbero la fondatezza della ‘questione morale’ a Palazzo Dogana: documenti che noi tutti abbiamo il diritto di conoscere e che il capogruppo dei Popolari per il Sud ha il dovere di rendere pubblici. A maggior ragione se tale documentazione dovesse prefigurare ipotesi di reati connessi all’attività amministrativa”.
Infine, le critiche pubbliche espresse dallo stesso Marinacci “nei confronti degli assessori, definiti inetti, e del presidente Pepe, responsabile dell’inesistenza di un progetto politico e un programma amministrativo, confermano quanto il PD e l’intero centrosinistra sostengono da oltre 2 anni – conclude Paolo Campo – Per tale ragione invito lo stesso Marinacci a farsi promotore della mozione di sfiducia del presidente: è l’unico atto capace di conferire dignità politica e istituzionale ad affermazioni altrimenti destinate ad essere archiviate come la solita ‘ammuina’ fatta da chi cerca poltrone e prebende”.
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