Il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna ha chiuso la seduta con una raccomandazione rivolta ai rappresentanti dei sindacati che hanno seguito la seduta, fattasi particolarmente tesa nelle battute finali. Introna ha invitato i rappresentanti dei lavoratori, a cui ha dato atto di essersi adoperati per evitare ogni genere di incidente, di vigilare anche in futuro per evitare atti ingiustificati di violenza.“Il risultato conseguito a larga maggioranza – ha affermato Introna – non deve trasformarsi in una sconfitta, ma deve rappresentare una rinnovata attenzione del Consiglio regionale verso le legittime aspirazioni dei lavoratori”.
Il massimo della tensione è stato raggiunto con l’abbandono dell’aula da parte dell’opposizione di centro-destra, intervenuta quando dall’area riservata al pubblico si è levato qualche commento ad alta voce contro l’opposizione. Il capogruppo del Pdl, Rocco Palese, che aveva da poco replicato al presidente Vendola, prima di abbandonare l’emiciclo ha consegnato alla presidenza dell’assemblea una comunicazione nella quale ha vincolato il prosieguo della seduta a quanto contenuto nell’articolo 289 del codice di procedura penale (“È punito con la reclusione non inferiore a dieci anni, qualora non si tratti di un più grave delitto, chiunque commette un fatto diretto ad impedire, in tutto o in parte, anche temporaneamente: al Presidente della Repubblica o al Governo l’esercizio delle attribuzioni o prerogative conferite dalla legge; alle assemblee legislative o ad una di queste, o alla Corte costituzionale o alle assemblee regionali l’esercizio delle loro funzioni. La pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è diretto soltanto a turbare l’esercizio delle attribuzioni, prerogative o funzioni suddette”).
Palese aveva chiesto di replicare al presidente Vendola che chiudendo il suo intervento aveva chiesto collaborazione all’opposizione: “noi abbiamo bisogno di voi” aveva detto rivolto al centro destra sottolineando come in tema di precarietà e diritti soggettivi politica ed istituzioni debbano procedere di pari passo. “Dire di essere contro la precarietà è un’affermazione inutile se non agganciata ad un atto politico”, così Vendola aveva sollecitato l’opposizione a sottoscrivere l’ordine del giorno rivolto al governo nazionale per chiedere la di riapertura del tavolo sulla vertenza internalizzazioni. Diametralmente opposta la posizione di Palese. “La formulazione dell’ordine del giorno non consente nemmeno di avviare una trattativa – ha sostenuto Palese – la giunta regionale invece faccia quello che avrebbe dovuto già fare mesi fa, approvi un regolamento di disciplina e proceda così alle internalizzazioni senza prendere in giro nessuno. Abbiamo gli stessi obiettivi – ha proseguito – solo che il vostro è di natura politica, mentre noi chiediamo la legittimità delle procedure”.Inutile il tentativo di mediazione del presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna che “condividendo e apprezzando l’ulteriore sforzo e disponibilità al dialogo offerta dal Presidente Vendola” aveva proposto una breve sospensione della seduta per dare modo all’Ufficio di presidenza di incontrarsi con i capigruppo e valutare la possibilità di emendare l’ordine del giorno. Proposta resa vana dall’intervento di Palese e dall’abbandono dell’aula da parte dell’opposizione di centro destra.
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