Martedì, Maggio 22, 2012
   
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Piano di Rientro: Marino soddisfatto per esito commissioni

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Puglia Prima di Tutto: "Marino e Vendola prendono impegni-fotocopia da sei anni"

“Abbiamo svolto una discussione seria e approfondita che ci consentirà l’approvazione del disegno di legge sul piano di rientro nella seduta del Consiglio regionale del 3 febbraio prossimo e di approdare al primo tavolo istituzionale romano del 15 febbraio con la carte a posto”.

Così ha commentato il Presidente della III commissione consiliare, Dino Marino, al termine della seduta odierna congiunta con la I commissione. Nei prossimi giorni vi saranno ulteriori riunioni perchè si intende entrare nel merito, in modo da procedere decisamente verso il governo clinico della sanità pugliese e il potenziamento della medicina territoriale, per arrivare a un cambiamento della filosofia delle politiche della salute in Puglia.

"Tra l'altro - ha aggiunto il Presidente Marino - è intenzione della commissione intervenire anche sui modelli organizzativi (a partire dal personale), sui ricoveri impropri, sulle modalità delle forniture di beni e servizi del S.S.R. e sulla spesa farmaceutica.

Se si farà questo lavoro potremmo essere nelle condizioni, al tavolo ministeriale di verifica del 15 giugno prossimo, di modificare il Piano di rientro, con particolare riferimento al blocco del turn over del personale". E' stato deciso, inoltre, di concordare un emendamento al Piano ospedaliero o, in alternativa, un ordine del giorno che sarà approvato dal Consiglio regionale del 3 febbraio, con cui viene dato mandato all'Assessore Fiore di prevedere una deroga per prevedere, negli ospedali dismessi o parzialmente dismessi, Residenze sanitarie per anziani e posti letto di riabilitazione. "In questa maniera - ha spiegato il Presidente Marino - assicureremo una reale contestualità tra disattivazioni e riconversioni, dando una risposta immediata sul piano assistenziale".

Marino ha, infine, espresso apprezzamento per il lavoro che sta conducendo l'Assessore Fiore nei due tavoli romani: uno relativo al riparto del Fondo sanitario nazionale alle Regioni e l'altro, nell'ambito del Coordinamento degli assessori alla sanità delle regioni del Sud, per cambiare i criteri di ripartizione dello stesso Fondo sanitario, in particolare con riferimento all'introduzione del parametro relativo all'"indice di deprivazione".

Greco: “Marino e Vendola prendono impegni-fotocopia da sei anni”

Fa piacere sapere che il presidente della commissione Sanità, Dino Marino, oggi prenda l'impegno di ‘intervenire sui modelli organizzativi (a partire dal personale), sui ricoveri impropri, sulle modalità delle forniture di beni e servizi del Ssr e sulla spesa farmaceutica’. Peccato che Marino non ricordi che questi sono gli stessi impegni che, allora in veste di responsabile sanità dei Ds, dichiarò già assunti con il Patto per la salute 2006: lo scrisse perfino in un intervento mandato ai giornali”. Lo dichiara il consigliere regionale e  coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco.
Quello che oggi la giunta Vendola dice essere un piano di lacrime e sangue imposto dal Governo Berlusconi – spiega Greco – altro non è che l'elenco delle inadempienze di questa amministrazione rispetto agli impegni presi cinque anni fa, dalla verifica della appropriatezza dei ricoveri alla rete di assistenza territoriale. A fine 2008 inoltre il Piano regionale di salute aveva già previsto la riduzione dei posti letto fino a 4,5 per mille abitanti, riduzione che però è rimasta sulla carta: se Vendola avesse dato seguito agli impegni che ha fatto diventare legge regionale, nel 2006 e nel 2008, oggi la ulteriore diminuzione fino a 4 non sarebbe stata così "dolorosa": sono soltanto alcune delle inadempienze che oggi deve spiegare ai pugliesi”.
Il riordino del settore – prosegue Greco – è rimasto sulla carta perfino sotto il profilo meramente normativo: nel 2006 la giunta si impegnò a varare un testo unico delle norme in materia di sanità entro fine 2008, ma ancora a dicembre 2010, nel Dief, è stato ammesso che niente è stato fatto. Anzi: si è approfittato per stanziare 50mila euro in più per consulenze, finalizzate appunto a colmare il ritardo”.

Di questo Vendola e tutto il centrosinistra, Pd in testa – conclude Greco – deve dare conto, e non soltanto a chi lo ha votato