Politica
Michelangelo Lombardi oggi a Bari, nel giorno del voto al Piano di Riordino Sanitario
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Nota Facebook del primo cittadino
"Giovedì 3 febbraio sono a Bari per partecipare alla seduta del Consiglio regionale che voterà il Piano di Riordino Sanitario. Con l'auspicio che vengano accolti gli emendamenti proposti dalla maggioranza per salvaguardare i piccoli ospedali da riconvertire." Intanto partono i primi ricorsi al TAR dei comuni pugliesi contro il piano di riordino sanitario che prevede soppressioni o ridimensionamenti di ospedali. A ricorrere davanti al TAR sono il Comune di Ostuni (Brindisi) e Gagliano del Capo (Lecce).
A Ostuni il sindaco Domenico Tanzarella( Pd) spiega che «il ricorso al Tar che stiamo predisponendo non è contro nessuno e contro nessuna parte politica ma è finalizzato a tutelare i diritti del territorio che amministriamo e che riteniamo siano stati lesi immotivatamente». Per il sindaco il ridimensionamento dell’ospedale è «in contrasto netto con le linee guida nazionali che prevedono che l’ostetricia, ginecologia e la pediatria, quindi i reparti materno-infantili, debbano essere allocati in ambienti protetti cioè dove c’è la chirurgia, rianimazione e sale operatorie. Questo è in contrasto con la scelta fatta e sembra più condizionata da questioni territoriali e politiche. Mi rendo conto delle difficoltà di intervenire per ridare assetti che giustifichino anche un ridimensionamento dei costi ma, allo stesso tempo, gradirei che queste scelte avessero una coerenza di fondo».
Il sindaco di Gagliano del Capo, Antonio Buccarello (Centrodestra), ha presentato ricorso contro la soppressione, prevista dal piano ospedaliero regionale, dell’ospedale cittadino che è anche l’unica struttura pubblica nel Capo di Leuca. Nel ricorso, ha presentato dall’avvocato Pietro Quinto, si evidenziano profili di illegittimità, tra cui l’aspetto procedurale con cui la giunta Vendola ha dato corso al piano e il mancato coinvolgimento delle popolazioni interessate e dei loro sindaci. Nel ricorso viene anche fatto presente che l'ospedale è frutto di una donazione della famiglia di nobili Daniele-Romasi grazie al cui lascito fu possibile edificare l'ospedale nel 1962. «Un lascito di cui resta ancora - commenta Buccarello – una parte residuale: terreni, gioielli per un valore di 8 miliardi di lire che sono tuttora nella disponibilità della Asl. Chiediamo di sapere che fine abbiano fatto».
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