Martedì, Maggio 22, 2012
   
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Istituti Don Uva di Bisceglie e Foggia: mozione urgente di Damone su chiusura e licenziamento del personale

Damone

Premesso che è a tutti noto ormai che la sanità pubblica versa in condizioni economiche di gravissimo disagio gestionale e finanziario con enormi ripercussioni sugli utenti; infatti eliminare presidi e strutture pubblici a tutt’oggi operanti, bloccano e diminuisce gli accreditamenti delle cliniche e laboratori privati, ha generato lo stato drammatico dell’istituto don Uva di Foggia e Bisceglie (segue)

che da 89 anni assicura interventi sanitari umani e sociali di altissimo livello, prestazioni ignorate da una Regione che dovrebbe esaltarsi di fronte alle prestazioni di riabilitazione specialistica di qualsiasi voglia malattia, di presenza dell’hospis che assolve tutti i drammi terapeutici di malati terminali e che riesce ancora oggi nonostante le riforme intervenute, malati ortofrenici oggi degenti con patologie psico-fisiche mentali che purtroppo non esistono nel comparto sanitario pugliese; considerato che oggi la discussione negli organismi istituzionali mira a ricercare una soluzione politica che riesca ad attenuare i danni rivenienti dalla chiusura degli ospedali già individuati; visto che la mozione vuole perseguire un’attenzione particolare alle problematiche del Don Uva già note all’assessore e le cui richieste si allegano alla presente, serve anche per offrire al Consiglio regionale l’opportunità di attivare una rivisitazione complessiva del pianeta sanità; alla luce delle premesse i sottoscritti consiglieri regionali propongono formale richiesta di discussione urgentissima della mozione che affronti con immediatezza le problematiche drammatiche in cui versa l’Istituto don Uva di Bisceglie e Foggia, connesse alle nuove dismissioni che l’Assessorato alla Sanità insieme alla Giunta si accinge ad attivare. Allegato alla presente viene rimesso la nota con le richieste inerenti l’Istituto e gli adempimenti che la Regione dovrebbe assumere e che sin ad oggi non ha fatto. Si confida molto nella sensibilità del Presidente, specificando che la drammaticità del contesto e la eliminazione di duemila e trecento posti di lavoro costituiscono un dramma regionale che a tutti i costi deve essere scongiurata.