Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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Giuseppe Soccio (IdV): Borse di studio comunali illegittime e umilianti

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A quanto è dato sapere, la commissione per la graduatoria delle cosiddette borse di studio che il Comune dovrebbe assegnare a dieci laureati (di cui uno addirittura non residente a San Marco!) sta lavorando “persino in orario di apertura degli uffici al pubblico” per fare in fretta. Chi scrive, però, ha chiesto copia dell’impegno di spesa ed ha scoperto che l’impegno di spesa non c’è, nonostante nella deliberazione si dica espressamente di demandare al responsabile del Settore Attività delle Politiche Sociali e Culturali “l’assunzione del formale impegno di spesa con relativo parere del... (segue)

...responsabile Economico Finanziario”. Nella deliberazione si prende atto solo del fatto che alcuni capitoli del bilancio 2010 presentano la disponibilità per una parte della spesa e che per un’altra parte si utilizzeranno fondi del 2011. La deliberazione è stata adottata il 31.12.2010.

Non essendoci formale impegno di spesa (la Giunta non può sostituirsi al Responsabile di settore e al Ragioniere), quindi, le somme dello scorso anno non costituiscono residuo e, pertanto, non si possono spendere se prima non vengono formalmente iscritte di nuovo in bilancio ed impegnate insieme all’altra somma che, a sua volta, non può essere impegnata prima che sia, anch’essa, formalmente iscritta in bilancio.

Ma c’è di più: l’impegno di spesa in ogni caso non poteva essere fatto per quanto afferma l’art. 191 comma 5 del TUEL (testo unico enti locali): “5. Agli enti locali che presentino, nell'ultimo rendiconto deliberato, disavanzo di amministrazione ovvero indichino debiti fuori bilancio per i quali non sono stati validamente adottati i provvedimenti di cui all'articolo 193, è fatto divieto di assumere impegni e pagare spese per servizi non espressamente previsti per legge. Sono fatte salve le spese da sostenere a fronte di impegni già assunti nei precedenti esercizi.”

Ora, hanno sbandierato ai quattro venti, ed è stato pubblicato anche su questo sito, il riconoscimento di un debito con la SIA di oltre € 610.852,63 in data 9 settembre del 2010 (ma si sa bene che vi sono tanti altri debiti come, ad esempio, tutte le parcelle di avvocati per diverse centinaia di migliaia di euro ed i numerosi danni per le buche delle strade ed i cani randagi) e, pertanto, siamo perfettamente nel divieto di assumere impegni di spesa (e “pagare” spese, per cui si rischia di assegnare le borse di studio e non poterle pagare), visto che nessuna legge impone di elargire borse di studio (quel riconoscimento di debito con la SIA, poi, è un ulteriore atto illegittimo, perché mai portato a conoscenza del Consiglio Comunale, teso a coprire altre illegittimità come quella di far risultare gli equilibri di bilancio in regola, pur non essendo vero).

Anche le modalità di erogazione delle borse di studio sono illegittime: infatti l’erogazione del riconoscimento è subordinato ad una vera e propria selezione per titoli (non il solo titolo della laurea) ed alla prestazione di una collaborazione, per 20 ore settimanali e per sei mesi, con i dirigenti dei vari settori. Si tratta, insomma, di prestazione d’opera, cioè, di rapporto di lavoro vero e proprio. In altri termini, si tratta di mortificanti regalini preelettorali, mentre i debiti vengono “lasciati” a future amministrazioni.

Se, poi, è tutto legale (lo accerteranno gli organi competenti che saranno informati e chiamati a pronunciarsi), si possono finanziare (questa è la proposta alternativa), con questi soldi, le spese per stages di giovani laureati presso aziende e consorzi tra imprese ed enti pubblici (ad esempio di agricoltura biologica, di turismo o agriturismo, di impianti di energie alternative, di selvicoltura, ma ci sono anche, ad esempio in Umbria, consorzi tra albergatori ed associazioni per il turismo ambientale) per incentivare la creazione di imprese e non per “collaborare” con i responsabili degli uffici comunali (c’è da chiedersi veramente che cosa impareranno!).

Giuseppe Soccio

Consigliere Comunale Italia dei Valori.