Sono 11 i Comuni della provincia di Foggia che vedranno rinnovati i Consigli Comunali nelle prossime elezioni di maggio. Ieri, alle 12, la chiusura delle liste. Riassumiamo le candidature.
ALBERONA. Come ogni piccola realtà, nel piccolo e suggestivo borgo dei Monti Dauni, sarà scontro fra civiche. Il sindaco uscente e favorito per la riconferma, Giambattista Forgione, conta sul ritorno d’immagine del nome del capo. La sua civica è “Berlusconi per Forgione” ed ottiene il cruciale obiettivo di mettere insieme i grandi divisi: PdL e Fli più Udc ed Unione di Capitanata. Con loro, anche La Destra. “Vivi Alberona”, invece, la lista di Antonio Fucci.
ASCOLI SATRIANO. Tonino Rolla dovrà lasciare lo scettro. Il super sindaco dimissionario, condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione per concussione nell’ambito dell’Operazione Dominus, lascia Palazzo di Città sotto commissariamento. Insomma, come mai avrebbe voluto e come mai si sarebbe immaginato alla vigilia. Al suo posto, la coalizione di centrosinistra schiererà ai nastri di partenza il suo vicesindaco, Nino Danaro, vincitore delle primarie ed incoronato da un autentica pioggia di schede. Danaro presenta anche una civica, “Per Ascoli”. A sinistra, in antitesi a Danaro, Donato Ruscigno. Dalle parti del centrodestra, dove le disavventure giudiziarie di Rolla danno modo di sperare in un clamoroso ribaltone, scende in campo Vincenzo Sarcone, che riunisce tutto lo schieramento.
CANDELA. Pochi chilometri e, a Candela, la partita viene data già per chiusa da molti osservatori e dagli stessi settori politici. Nino Santarella è un molosso, e, seppure non candidato, punta forte sul suo vice Nicola Gatta. Partita che l’adesione allo schieramento di centrodestra dell’Udc pare aver chiuso in anticipo. Antonio Petrillo, appoggiato da democratici e vendoliani, è una sfida. Terzo candidato, Raffaele De Vito, per una civica.
CASALNUOVO MONTEROTARO. Per Pasquale De Vita, sindaco uscente di centrosinistra, nessuna competizione con il centrodestra. Che non riesce a trovare i numeri necessario per la candidatura del redivivo Armando Palmieri. I voti dovrebbero confluire sul candidato centrista, Michele Vittozzi, candidato con la civica “Alleanza cittadina”.
ORTA NOVA. Una valanga di candidati, ben cinque, per il centro del Basso Tavoliere. Uscente, il ricandidato Peppino Moscarella. Per Moscarella, ex uomo forte di Alleanza Nazionale, forza elettorale assoluta nel centro ortese, la vittoria è a rischio. Il Pdl non trova infatti la quadra con settori moderati e con Futuro e Libertà, che convergono su Antonio Porcelli. Non pare vero a Iaia Calvio, giovane avvocatessa piddina, mai seriamente in discussione. Sul suo nome assenso in extremis anche di SeL, che non fa rientrare, però, lo strappo interno. Gianluca Di Giovine si smarca e, dopo aver cullato il sogni di scendere in campo per nome e per conto della formazione del Presidente della Regione, si candiderà a nome e per conto della civica “L’Orta Nova che vorrei”. Di Giovine, malgrado la faglia orioginatasi, può contare su una fetta di elettorato sellino ortese. Chiude il cerchio, il giornalista Gianni Lannes, con “Per il bene comune”.
SAN GIOVANNI ROTONDO. L’eterno male amministrativo per la città di San Pio, dove sono 18 anni che non si conclude una sindacatura per intero. In Gennaro Giuliani, nella sua capacità attrattiva e di rinnovamento, aveva fatto leva tutta la sinistra. Ma prima il congresso pd, poi le mille fratture centriste, infine l’indignazione dello stesso primo cittadino, hanno causato la rovinosa caduta. E, nel tafazzismo della sinistra, anche ai blocchi di queste amministrative 2011, ci si presenta frammentati. Il Pd scglie l’Udc e Idv. I tre partiti hanno trovato la quadra sul nome di Francesco Bertani. Resta fuori dall’accordo la SeL della segretaria Cgil Mara De Felici, che, in coalizione, andrà con Rifondazione mettendo in campo Giovanni Longo. La partita, quindi, pare in discesa per il centrodestra che, per ritornare in possesso del Palazzo di Città garganico si rimette insieme con il collante Luigi Pompilio. Ultimo, il centrista Michele Crisetti (Api, socialisti, mastelliani e liberaldemocratici).
SAN MARCO IN LAMIS. Senza dubbio, la sfida più interessante. Attorno al nome del sindaco uscente e ricandidato a gran voce, Michelangelo Lombardi, fanno quadrato tutti i componenti dell’attuale maggioranza ad eccezione di Idv (che schiera il dottor Tiziano Paragone): Pd, SeL e Prc. ma Lombardi, molto amato in paese, dovrà vedersela con un cavallo di razza come Angelo Cera. Il deputato Udc, ha riunito un’ampia coalizione che tiene dentro Fli, mastelliani e Socialisti Dauni. Per il centrodestra pidiellino, appoggiato dall’Unione di Capitanata, Ciro Nardella.
SANNICANDRO GARGANICO. Anche qui, il centrosinistra si gioca lo scranno cittadino più alto. Sull’ottimo Costantino Squeo, c’è, dopo polemiche e contrasti, la convergenza dell’intera coalizione. Dal Pd partono segnali tranquillizzanti, ma l’appeal di Nino Marinacci, onorevole, ex consigliere provinciale, è forte. Il suo nome è sostenuto da Popolari per il Sud (il suo partito di appartenenza), Pdl, Dc, Puglia Prima di Tutto, Socialisti Dauni. A Sannicandro ci sono anche tentativi di Terzo Polo. Fli ed Udc convergono infatti su Vincenzo Monte. Meno quotate le candidature di Nazario Vocino, sostenuto dalla lista “Caccia & Ambiente” e Pierpaolo Gualano.
SERRACAPRIOLA. Piccolo paese chiama candidature civiche. Il sindaco uscente di centrodestra, Marco Camporeale, sarà in campo. Contro di lui, quota Pd, Michele Caccavone.
VIESTE. C’è Ersilia Nobile, sindaco uscente. PdL ed Udc, dopo lunghe trattative e profonde fratture, hanno chiuso l’accordo, con l’appoggio anche del Fli di Fabrizio Tatarella. Il centrosinistra culla sogni di rivincita. Per fronteggiare l’assalto della Nobile, cui la (ri)discesa di Mimì Spina Diana salasserà parecchi consensi, Pd e SeL schierano Anna Maria Giuffreda. Meno decisiva, la candidatura dell’ecologista Lazzaro Santoro, in campo con la civica “La Rinascita”.
ZAPPONETA. Se le suonano di santa ragione a Zapponeta. Nel centro adagiato sul ciglio delle zone umide, si fronteggiano due soli candidati. Tutto il centrodestra è compatto su Fabio La Macchia. Pd, SeL e Cristiano Uniti, invece, si compattano sul nome di Domenico Rizzi, referente foggiano dell’Arci.
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