Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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Enplus: Marino replica a Damone

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Il Consigliere regionale del PD e Presidente della Commissione consiliare Sanità, Dino Marino, risponde con una nota al consigliere regionale, Francesco Damone, sulla questione Enplus. “Allora facciamo chiarezza, non conosco e non so chi siano i rappresentanti dell’Avellar Energy, anzi non conoscevo, ad oggi, l’esistenza della stessa azienda, quindi non mi sono mai confrontato con questi presunti rappresentanti.

Se Damone e quelli dell’Enplus, pensano che attraverso questi mezzi mi mettono a tacere si sbagliano. Il presidente del gruppo della Puglia Prima di Tutto, dice che continuo con le strumentalizzazioni, mentre ho già dichiarato che sono disponibile, accetto la sfida, sediamoci ad un tavolo istituzionale per trovare il giusto ristoro per la città. Sono contento che finalmente si è letto le convenzioni di Lodi e di Termoli e che ammette un possibile ristoro ambientale di circa 20 milioni di euro, contro la proposta avanzata dall’Enplus di un milione e mezzo di euro

Su questa base possiamo discutere, anche perché fin ora i 200 milioni di investimenti effettuati dall’Enplus non hanno prodotto ne sviluppo ne occupazione locale, neppure quella prevista nella stessa autorizzazione unica. Voglio ricordare al mio collega, che tutelare gli investimenti dell’azienda, per lui che è un rappresentante istituzionale, significa innanzitutto far rispettare alla stessa le leggi e le norme che regolano tutte le costruzioni di manufatti edilizi. Per esempio, mi risulta che una prescrizione dell’Autorità di Bacino non è stata considerata, c’è un progetto presentato dai tecnici della centrale alla stessa Autorità, che, però, ancora non esprime un parere. Parere che di norma, anzi per legge, doveva essere preventivo alla costruzione della centrale stessa, come mi ha ricordato il segretario generale dell’Autorità di Bacino, prof. Antonio Rosario Di Santo.

Risulta, al consigliere regionale Damone, visto che frequenta spesso i dirigenti dell’ Enplus, che la centrale nei mesi scorsi, proprio per la mancanza di opere di contenimento delle acque di scolo e per l’affioramento di acqua dalla falda freatica, si è allagata mettendo a repentaglio l'impianto e la sicurezza degli stessi lavoratori? Vogliamo continuare, Damone si è mai chiesto perché la centrale non è stata inserita nel Pug, neppure quando alla guida dell'assessorato all'urbanistica c'era un suo rappresentante? Si è mai chiesto perché all’Autorizzazione Ministeriale che tra l’altro aveva ridimensionato le volumetrie su proposta della Sovraintendenza per rilasciare l'autorizzazione paesaggistica, non ha avuto nessun controllo da parte del Comune, infatti, il RUP - Il responsabile unico del procedimento – non ha mai controllato l’opera, quindi non sappiamo cosa si è costruito e se è quello previsto dalla autorizzazione unica.

E ancora, è normale che chi fornisce i dati sulle emissioni sia lo stesso che deve essere controllato, cioè quello che emette le polveri sottili nell’aria? Possiamo mettere la salute dei cittadini nelle mani di chi solo nei mesi di gennaio e febbraio scorso ha superato per ben 5 volte i limiti di emissioni consentiti per legge? Infine,conclude Marino, il mio collega vuole sapere perché il sottoscritto si è svegliato solo ora? Perché, voglio ripeterlo, ancora una volta, nessuno, deve pensare che qui abbiamo l’anello al naso. Finite le opere c’è bisogno che l’azienda rispetti tutti gli obblighi di legge a partire dal ristoro ambientale. Sediamoci, io voglio solo tutelare la mia città e la salute dei sanseveresi, spero che almeno questo possiamo farlo assieme”.