
“Come il più antico degli stratagemmi della vecchia politica- - ha dichiarato Dino Marino Presidente della Commissione Sanità della Regione Puglia - la giunta ha nominato i nuovi direttori delle ASL, subito dopo aver incassato, in consiglio regionale, il voto sulla legge di assestamento di bilancio.
Sono stati cambiati 5 direttori generali, mentre a Foggia, dove la sanità pugliese vive la situazione più drammatica, (ospedali che sono tenuti aperti solo dalla volontà degli operatori, medicina del territorio ferma al palo, servizi ai cittadini tagliati, servizi di emergenza ai limiti della legalità, gli ospedali che si dovevano riconvertire ormai sono chiusi, spesa fuori controllo, processo di stabilizzazione affossato ) si aspetta la scadenza naturale, che dovrebbe essere a novembre”. “Da un anno il governo della sanità nella nostra provincia semplicemente non c’è – aggiunge il Presidente della III commissione consiliare -, mentre c’erano tutte le ragioni anche legislative per mettere fine alla gestione infelice dell’asl foggiana. Infatti, ci sono leggi come quella sul lavoro nero o l’art. 3, comma 27, della L.R. n. 40 che non sono state applicate e che prevedono la rimozione del direttore generale. A questo punto, Vendola e Fiore devono venire a rendersi conto di persona di qual è il livello di offerta sanitaria assicurato in questo territorio e si devono assumere tutte le responsabilità. Non bisogna mettere la testa sotto la sabbia. Ancora una volta la richiesta di innovazione e di ricambio formulata dal PD è stata in parte elusa dal continuismo delle scelte operate”. “Mi ero illuso – conclude Marino - che i criteri tanto sbandierati di individuazione dei nuovi direttori potessero portare ad un cambio di passo. Invece c’è il serio rischio che il Piano di Rientro sia diventato il grimaldello per cancellare e restringere i diritti alla salute dei cittadini pugliesi”.
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