
Il Presidente del Gruppo consiliare de La Puglia Prima di Tutto, Francesco Damone ha diffuso la seguente dichiarazione: “È giunto il momento di prendere coscienza - a tutti i livelli - che ormai la sanità della provincia di Foggia rischia di essere definitivamente cancellata con la chiusura di reparti e servizi degli ospedali pubblici della Capitanata, oltre che attraverso l’assurdo ed illogico ridimensionamento delle cliniche private...
e dei laboratori: il tutto in nome del patto di stabilità che deve essere garantito e sopportato solo dalla nostra gente. La causa principale di tanta macroscopica sventura scaturisce dalla presenza ingombrante, ma improduttiva sotto l’aspetto politico del Presidente della Commissione Sanità della Regione Puglia, nostro conterraneo senza peso specifico rispetto al Presidente Vendola. La responsabilità unica ed esclusiva va ricercata in chi - pur avendo una responsabilità istituzionale (Presidenza della Commissione Sanità, appunto) – non ha mai assunto una iniziativa politica a tutela delle strutture sanitarie ed ospedaliere del territorio, nonostante sia al terzo mandato e sia al Governo regionale da oltre sei anni!!!
In questo lunghissimo lasso di tempo la sua unica preoccupazione è stata quella di coltivare il proprio orticello, portando nella provincia di Foggia l’esperimento fallimentare e opaco della Sanitaservice, orientando incarichi professionali, tutelando nullafacenti e servitori occasionali, senza mai prendere posizione a difesa del territorio, a salvaguardia dei servizi, a tutela dei deboli e dei sofferenti, senza mai dire nulla sui numerosi scandali che hanno investito e stanno investendo la sanità foggiana!!!
Per consolidare una posizione di potere fine a se stessa ha costruito un sistema tuttora oggetto di approfondimento, sostenendo e poi silurando di volta in volta persone gradite o sgradite a seconda della bisogna. Ha sperimentato una politica ‘usa e getta’, assumendo posizioni contraddittorie e spesso inspiegabili (o facilmente comprensibili rispetto ad un tornaconto esclusivamente personale) rispetto ai managers susseguitisi all’Azienda Provinciale di Foggia: ieri Troiano, oggi Castrignanò. D’altra parte è evidente a tutti che è un soggetto isolato, inascoltato e negletto nel suo stesso partito ed anche a livello di Giunta e Presidenza di Regione: probabilmente paghiamo le vendette dei compagni di partito, dei compagni di cordata, dei compagni di coalizione, che continuano a infliggere colpi mortali – forse per evidenziare la presa di distanze - ai nostri presidi sia pubblici che privati. Di fronte a questo regolamento di conti fra gruppi della maggioranza, credo sia non più procrastinabile una presa di coscienza da parte di tutti i Sindaci dell’intera Capitanata raccordati dal Presidente della Provincia, on. Pepe, perché si apra un tavolo politico serio con i rappresentanti sindacali e degli operatori per proporre una politica vera sanitaria che, in linea con le direttive regionali, operi una proposta condivisa e percorribile.
A che serve la protesta del Sindaco di Monte Sant’Angelo, l’iniziativa del primo cittadino di Cerignola, la trattativa del governo di Torremaggiore se non si fa squadra, se non si fa sistema, se non si fa rete? Non sarebbe più giusto, più serio, più politicamente concreta una proposta complessiva di sanità che eviti le chiusure di reparti di ortopedia, di urologia, e quant’altro? Di qui l’invito a tutti i sindaci della Provincia di Foggia, dal Gargano, al Subappennino, al Tavoliere a Foggia Città ad aderire ad un incontro presso Palazzo Dogana perché in qualità di eletti del territorio e non designati dalle politiche di palazzo, abbiano a discutere delle condizioni dei nostri ospedali e della razionalizzazione dei servizi.
Ma vi è di più. Finalmente si sta mettendo mano ai cosiddetti “costi della politica”, mediante la riduzione di indennità, benefit e guarentigie! Sarebbe auspicabile in questo periodo delicato e drammatico che a partire dalla Regione Puglia per finire all’ultimo comune pugliese che si aboliscano le spese voluttuarie tutte (spese di rappresentanza, auto blu, rimborsi e contributi vari), allo scopo di liberare risorse da destinare alla qualità dei servizi ed alla qualità della spesa, specie in campo sanitario. Sarà capace di tanto la politica ad ogni livello? Saprà eliminare le spese di rappresentanza, di immagine, di promozione dell’ego del singolo politico, di feste estive ed invernali, di sostegno a enti che vivono solo sui contributi pubblici ed a direzione politica mirata? Avrà il Governo la capacità di imporre l’eliminazione delle Province e di ridurre i compensi ai rappresentanti istituzionali in linea con le medie europee? Io me lo auguro di vero cuore e sono pronto a sottoscrivere una adesione a tali segnali di attenzione ad una politica di effettivo rigore, dove la politica sia di esempio e di stimolo al resto del Paese. Tornando al tema: la speranza di miglioramento si realizza solo con la partecipazione convinta dei rappresentanti della Capitanata che – mettendo da parte le differenze di colore politico – facciano sintesi per l’affermazione concreta e convinta del bene comune e del servizio al territorio.
Uniti si vince: lo dimostrano il raddoppio della linea ferroviaria fino a Termoli e il contrasto alla trivellazione delle Tremiti!!!Sono certo che il Presidente della Provincia, on. Pepe, saprà farsi carico di questo invito, promuovendo al più presto un tavolo di tutti i Sindaci per far sentire forte la voce della nostra gente in terra di Bari!”.
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