Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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Spettanze da federalismo fiscale (aggiornato) per il Comune di S. Marco in L. relativo all’anno 2011

Comune

Con decreto del ministro dell'Interno 30 giugno 2011, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.153 del 4 luglio, è stato differito al 31 agosto il termine per la deliberazione del bilancio di previsione per l'anno 2011 da parte degli enti locali. Intanto il Ministero ha reso noto l'elenco delle attribuzioni delle risorse finanziarie da federalismo municipale e l'elenco della distribuzione compartecipazione IVA degli enti locali.

Nel caso di San Marco in Lamis le attribuzioni delle risorse finanziarie e la distribuzione della compartecipazione IVA per il 2011 risultano:

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Nota sulla territorializzazione della compartecipazione Iva a livello comunale

  1. Il decreto sul federalismo municipale ha introdotto tra gli strumenti di finanziamento dei comuni una compartecipazione all’Iva in sostituzione di quella all’Irpef precedentemente prevista, stabilendo le modalità per l’acquisizione delle informazioni necessarie al fine di assicurare, in sede di prima applicazione, l’assegnazione del gettito dell’imposta sul valore aggiunto per provincia. La disposizione stabilisce inoltre che fino a quando le predette informazioni non sono disponibili l’assegnazione del gettito dell’imposta sul valore aggiunto per ogni comune ha luogo sulla base del gettito di tale imposta per Regione, suddiviso per il numero degli abitanti di ciascun comune.
  2. Sulla base delle informazioni disponibili in Anagrafe Tributaria, ai fini della territorializzazione, si è proceduto sulla base delle informazioni presenti nel Quadro VT. Nel quadro VT (anno 2008) della dichiarazione Iva vengono indicate separatamente le operazioni imponibili che gli operatori hanno effettuato nei riguardi di altri soggetti Iva (vendite a partite Iva) e/o di consumatori finali (vendite a non partite Iva), questi ultimi essendo i contribuenti di fatto dell’imposta. Per le operazioni effettuate nei confronti dei consumatori finali è inoltre disponibile la distribuzione regionale e la relativa imposta. Occorre tenere presente però che i dati riportati nel quadro VT non individuano come operazioni finali né le cessioni di beni e servizi effettuate nei confronti della PA, né l’Iva monofase assolta a monte della filiera produttiva (ad esempio quella relativa ai tabacchi, all’editoria, schede telefoniche ecc). In definitiva, solo a livello regionale (e non provinciale e comunale), possono essere evidenziati con immediatezza i flussi di operazioni imponibili sui quali non è possibile esercitare alcuna rivalsa: si individua pertanto la base imponibile finale del tributo che può essere contestualmente territorializzata.
  3. Con riferimento alla stima della distribuzione territoriale sulla base del quadro VT si segnalano le seguenti criticità:

a. Attualmente: non è possibile, sulla base di tali dati, derivare la distribuzione a livello provinciale e comunale se non riferendosi al domicilio fiscale del soggetto che dichiara l’imposta, ma in questo caso la ripartizione non sarebbe rappresentativa della distribuzione territoriale dei consumi (di fatto, a livello provinciale e comunale, si ricadrebbe nei limiti della distribuzione effettuata con le deleghe F24). Per superare tale criticità la norma ha previsto di ripartire il gettito Iva regionalizzato sulla base del numero degli abitanti di ciascun comune.

b. In prospettiva: volendo procedere ad una territorializzazione puntuale per provincia o comune del gettito IVA occorrerebbe raccogliere una notevole mole di informazioni che implicano costi di adempimento non indifferenti per il contribuente Iva. Questi ultimi attualmente, separano le vendite a altri soggetti Iva rispetto a quelle a consumatori finali e, con riferimento ai consumatori finali, riportano l’ammontare delle vendite effettuate e l’imposta sulle vendite incassata, distintamente per i territori regionali dove sono i luoghi di esercizio della propria attività. Ad esempio, se una catena di supermercati ha filiali in varie regioni deve riportare l’ammontare delle vendite a consumatori finali realizzate distintamente in ciascuna di quelle regioni. Queste informazioni non sono disponibili con dettaglio provinciale e tanto meno comunale e la loro rilevazione implicherebbe per il contribuente oneri amministrativo-contabili elevati ed inoltre dipendendo da dichiarazioni dei contribuenti potrebbero presentare problemi di affidabilità in ordine a mancate, errate o mendaci comunicazioni.

  1. E’ stata effettuata una simulazione sulla distribuzione comunale dell’Iva a partire dai dati regionalizzati sulla base del quadro VT, ripartendo il gettito IVA a livello comunale sulla base del numero degli abitanti. I risultati evidenziano che la distribuzione comunale dell’Iva sulla base del numero di abitanti determina un’attribuzione del gettito che non è influenzata dalla classe demografica del comune.

L'elenco delle attribuzioni delle risorse finanziarie da federalismo municipale lo potete trovare QUI

L'elenco della distribuzione compartecipazione IVA lo potete trovare QUI

Fonte: Ministero dell’Interno

Prof. Antonio Petruccelli