Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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De Leonardis: “Intollerabili disservizi di Poste italiane in Capitanata”

Giannicola-De-Leonardis

“Carenze di organico paurose – si parla di 70 unità lavorative tra sportellisti e portalettere – e che aumenteranno con i pensionamenti previsti per la fine dell’anno. Mezzi di trasporto insufficienti e spesso datati. Tecnologia ben lontana dall’essere al passo con i tempi. Il quadro denunciato dalla Cisl, che ha iniziato uno sciopero lungo un mese inevitabilmente destinato a produrre ulteriori disagi e disservizi (...segue)

per un’utenza già duramente provata e penalizzata da una politica aziendale miope, è sconcertante ed evidenzia come la dirigenza di Poste Italiane Spa abbia di fatto cancellato la provincia di Foggia”.

Per Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, “basta recarsi in un qualsiasi giorno in un qualsiasi orario lavorativo in un qualsiasi sportello della Capitanata per rendersi conto direttamente della reale situazione, al di là di rassicurazioni e proclami e di allarmi e denunce. E la rabbia aumenta in considerazione dell’età media dell’utenza, dell’elevato numero di anziani costretti a interminabili code per riscuotere la loro risicata pensione o per pagare le bollette; e per come il ricevimento della corrispondenza– anche quella più delicata e importante – a casa o in ufficio sia diventato ormai un optional” sottolinea. “La situazione a Foggia è da tempo ormai ben oltre il livello di guardia, e non migliora certamente in provincia. Nonostante le lamentele, le proteste, le resse e spesso le risse davanti agli sportelli, ripetutamente denunciate dal personale e dai comuni cittadini, e nonostante i ripetuti inviti a investire concretamente in un territorio che, in termini di servizi, riceve poco meno di nulla rispetto a quanto dà” continua De Leonardis. “Questo ulteriore mese di calvario annunciato speriamo induca il management di Poste Italiane Spa a cambiare decisamente rotta, nell’interesse di una comunità che assiste sconcertata a un disimpegno sempre più marcato dal territorio e dei lavoratori stessi che sono le prime vittime di un disastro annunciato” la sua conclusione.