Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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De Leonardis: “Le ragioni del territorio per salvare l'ospedale Lastaria”

Giannicola-De-Leonardis“Mi auguro vivamente che l’incontro in programma domani a Bari tra il presidente Vendola, l’assessore Fiore e la delegazione rappresentativa del Comitato per la salvaguardia dell’ospedale Lastaria a Lucera chiuda definitivamente una pagina amara per la nostra provincia per aprirne una finalmente nuova. Per tornare a parlare di potenziamento e rilancio, e non di chiusura e ridimensionamento. Per garantire il diritto alla salute a chiunque, anche a chi è nato nel Subappennino dauno”.

Il Consigliere regionale Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, sottolinea ancora una volta “la necessità di tutelare un territorio che garantisce alla Regione i fondi comunitari derivanti dall’inserimento nell’Obiettivo 1, e di non stravolgere la sanità pubblica in Capitanata, perché l’eventuale chiusura del presidio ospedaliero di Lucera produrrebbe inevitabilmente la congestione degli Ospedali Riuniti a Foggia oppure l’aumento della mobilità passiva verso il Molise, o ancora il pellegrinaggio alla ricerca di un ricovero prima causa della malasanità, come ampiamente documentato dalle recenti cronache”.
“Non è sulla pelle dei cittadini che si possono operare tagli e risparmi, mettendo a rischio la loro stessa vita – sottolinea De Leonardis. Il ‘Lastaria’ è il riferimento in particolare del Subappennino, un territorio caratterizzato dalla geo-morfologia impervia, soprattutto nei mesi invernali, e la relativa vicinanza tra Lucera e il comune capoluogo non deve trarre in inganno chi è chiamato a operare per il bene della comunità: perché anche quei pochi minuti in più di percorrenza potrebbero rivelarsi fatali, in casi drammatici e che richiedono interventi immediati”.
“Quindi parliamo di una risorsa per il territorio nella sua globalità e non di un problema – continua il consigliere regionale . Una risorsa che non va né ridimensionata né smantellata, perché anche i reparti di eccellenza che oggi costituiscono il fiore all’occhiello della struttura e che hanno richiesto milioni di euro di investimento verrebbero inevitabilmente danneggiati da sinergie con altri reparti diventate improvvisamente più difficoltose”.“Cerchiamo allora altri canali per risparmiare -  conclude De Leonardis - senza abdicare al nostro ruolo istituzionale e con un’analisi attenta non solo ai costi, ma anche e soprattutto ai benefici per una comunità che non può e non deve pagare per errori e disattenzioni latenti”.

Intanto il comitato per la salvaguardia del Lastaria, prosegue incessante l'opera per scongiurare definitivamente la paventata chiusura del nosocomio: "Dimostreremo che la lotta per il Lastaria non è una lotta di campanile ma una lotta per difendere il Diritto alla Salute di un intero territorio visto come fonte di ricchezza solo quando c'è bisogno di acquisire i Fondi Europei. Abbiamo costituito al nostro interno un Comitato Tecnico, e a tal proposito ringraziamo gli operatori del settore per il supporto offertoci, il cui intento è quello di presentare al Presidente Vendola e all'Assessore al ramo una proposta valida per la salvaguardia del Lastaria basata su equità e appropriatezza dei servizi offerti. All'incontro al quale parteciperà assieme a noi una delegazione composta dal Sindaco e da alcuni Consiglieri porteremo al Presidente le circa diecimila firme sinora raccolte. Siamo entusiasti del lavoro finora svolto essendo stati i primi a presentare una richiesta di incontro sottoscritta dai Sindaci di Lucera e dell'Appennino. Dopo l'incontro valuteremo ulteriori iniziative da intraprendere e non ci fermeremo sino a quando non avremo la certezza che il Lastaria non sarà toccato, non solo oggi, ma nemmeno tra sei mesi uno o due anni. Dobbiamo garantire al nostro territorio il Diritto alla Salute, senza del quale il territorio non può esistere".