Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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Il consigliere comunale Giuseppe Soccio risponde all’Ufficio di Piano

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Egregio dott. Cascavilla,da convinto democratico, non mi spaventano i confronti. Anzi, rammento sempre a me stesso, ed ora a lei, che aveva ragione uno dei padri fondatori degli Stati Uniti quando affermava che la polemica (civilmente condotta, ovviamente) per la democrazia è come l’ossigeno per il fuoco: se viene a mancare, si spegne (e mi verrebbe da allargare i riferimenti storici ai totalitarismi che, invece, spedivano nei Gulag chi dissentiva opportunamente abbigliato di camicia di forza). Tuttavia, per onestà intellettuale, non posso nascondere un certo fastidio per le velate minacce nei confronti del sito che ci ospita (o, forse, non solo?) ....

e per la sua personalizzazione nei miei confronti (come se non rappresentassi un partito e, quindi, parte dei cittadini dai quali raccolgo umori ed opinioni), oltre che per la sua rappresentazione dei fatti, che, trincerandosi dietro tecnicismi, è, invece, molto partigiana. Ma, mi sta bene anche questo, purché sgombriamo il campo dall’ipocrisia del tecnico che si dice imparziale anche quando apertamente sposa una opinione.

Per non occupare molto spazio e per consentire a chi legge di giudicare con meno condizionamenti, procederò per punti schematici senza troppe argomentazioni.

Prima di tutto, il sito web dell’Ambito Territoriale dei Servizi Sociali pubblica le opinioni dell’Assessore Vincenzo Villani che io ritengo diffamatorie, sul piano politico, nei confronti dell’Italia dei Valori. Ho inviato una nota di precisazioni e vedremo se sarà pubblicata: se, cioè, un sito pagato con i soldi pubblici è altrettanto democratico come questo che ci ospita o se, in maniera illegittima, viene usato per propaganda di parte.

Dei compensi in sé del dott. Cascavilla e di altri collaboratori dell’Ufficio di Piano a me non interessa un bel niente, anche se approfitto dell’occasione per invitarlo, comunque, al fine di sgombrare il campo da altre possibili incomprensioni, a precisare se quello finora riportato è l’unico da lui percepito in questi anni o se non ve ne sono altri.

Infatti, qualche altro dovrebbe esserci, poiché io facevo riferimento alla determinazione n. 497 del 1 dicembre 2009 che liquida al dott. Cascavilla la somma di € 7.922,00 per il progetto RESET, affidato all’Ente di Formazione “Monte Celano-Onlus”, in quanto “si è occupato della progettazione e della predisposizione degli atti necessari all’avvio e alla gestione del servizio in parola”.

Io ho citato questa determinazione (come noterà il dott. Cascavilla, mi documento) per pormi questa domanda: come mai nella deliberazione del Coordinamento Istituzionale n. 8 del 2 dicembre 2009 i compensi, tra gli altri, al dirigente dei servizi sociali di San Marco in Lamis (equivalenti a € 700 mensili!) sono giustificati, tra l’altro, anche dalla predisposizione di progetti? Quante volte si paga questa attività progettuale?

Il manifesto che ha provocato questo dibattito, quindi, (e siamo contenti che sulle questioni concrete i cittadini partecipino al dibattito, stufi dei soliti manifesti pieni di insulti e minacce personali – da “ladri di Pisa”, però –) conteneva semplici dati ed interrogativi, desunti da atti pubblici.

Il ragionamento, inizialmente, era molto semplice: si può dire che non ci sono soldi per riparare il tetto di una scuola che, letteralmente, cade in testa ai bambini e, poi, liquidare contributi ad associazioni, bloccati prima per una situazione di disavanzo che ha giustificato l’aumento della TARSU?

Non sono mai entrato nel merito della bontà delle iniziative svolte da queste associazioni, però, riporto la domanda di molti cittadini: l’AVIS (la raccolta di sangue quindi), le associazioni di disabili, gli oratori che organizzano manifestazioni sportive (e non solo), la banda musicale, che suona in manifestazioni ufficiali del Comune, altre associazioni hanno fatto richiesta di contributi? Hanno ricevuto qualcosa? In qualche modo i Servizi Sociali non dovrebbero coordinare anche il volontariato?

Sugli effetti speciali riportati dal dott. Cascavilla (le cifre che dovrebbero stupirci), mi limito a dire che sono pronto ad ogni confronto per motivare la mia opinione circa l’inadeguatezza dei servizi socio-assistenziali e sanitari nel nostro territorio che l’Ambito Territoriale dovrebbe garantire (a parte, per carità, qualche lodevole eccezione): pensiamo solo alle vicende drammatiche di questi giorni con arresti che rivelano aspetti inquietanti della condizione giovanile (non condivido quanto detto, e riportato in questo sito, da parte del sindaco di San Giovanni Rotondo che, come esponente dell’Ambito Territoriale, dovrebbe spendere qualche parola di autocritica per le politiche giovanili carenti, oltre che, giustamente, elogiare la repressione e difendere gli affari che ruotano in quel comune.)

Io non mi stupisco perché, da sindaco e da militante di forze politiche che si richiamano alla solidarietà per chi ha maggiormente bisogno, ho partecipato con passione alla realizzazione di importanti strutture ed iniziative in questo settore: il Centro Sociale nella Villa Comunale, la Biblioteca Comunale, tre asili-nido, oggi usati per scuole materne e per servizi di riabilitazione e psichiatria, oltre alla istituzione del primo ufficio di servizi sociali, la realizzazione dei primi soggiorni climatici per anziani e minori, dopo la soppressione dell’ECA (Ente Comunale Assistenza, dei Patronati Scolastici e di altre IPAB) e dopo il superamento della concezione dell’assistenza sociale come mera elemosina una tantum (si diceva la pasta cautata). Tutte queste strutture e queste attività sono state realizzate quando dalla Regione, a parte per gli asili nido, non proveniva quel flusso di denaro che circola ora, ma tutto gravava sul bilancio comunale.

Vorrei parlare anche delle occasioni mancate e delle scelte sbagliate: questa amministrazione ha abbandonato, ad esempio, l’idea, dall’IdV e da altri caldeggiata, di redazione del PIRP (Programma Integrato Riqualificazione Periferie) che interessava l’area tra il campo sortivo e la scuola media fino al Balilla, comprendendo l’Opera Pia che doveva includere impianti sportivi (era prevista anche una piscina già progettata in linea di massima), spazi verdi ed edilizia sociale per anziani autosufficienti. Non se n’è fatto niente e per caparbia insistenza di qualcuno ci si è limitati alla ristrutturazione dell’alloggio del custode della scuola media, che non servirà a molto e che ha comportato l’impegno di €100.000,00 di fondi comunali che potevano servire per altro.

Allo stesso modo, l’ambito Territoriale ha assistito indifferente alla chiusura della scuola materna e della scuola elementare a Borgo Celano: le scuole e la cultura (tante manifestazioni, come accennato, potrebbero rientrare in questo settore, vista la maggiore disponibilità di fondi) non sono un servizio sociale? Perché l’assessore Villani se ne occupa solo quando deve proclamare, magari sotto elezione, che si possono riscuotere le borse studio e cose del genere?

Per il momento mi fermo qui, con l’impegno di fornire ai cittadini ogni altra utile informazione perché il fuoco della democrazia e della partecipazione che si è acceso non deve spegnersi.

Cordialmente.

Giuseppe Soccio.

Egregio dott. Cascavilla,

da convinto democratico, non mi spaventano i confronti. Anzi, rammento sempre a me stesso, ed ora a lei, che aveva ragione uno dei padri fondatori degli Stati Uniti quando affermava che la polemica (civilmente condotta, ovviamente) per la democrazia è come l’ossigeno per il fuoco: se viene a mancare, si spegne (e mi verrebbe da allargare i riferimenti storici ai totalitarismi che, invece, spedivano nei Gulag chi dissentiva opportunamente abbigliato di camicia di forza). Tuttavia, per onestà intellettuale, non posso nascondere un certo fastidio per le velate minacce nei confronti del sito che ci ospita (o, forse, non solo?) e per la sua personalizzazione nei miei confronti (come se non rappresentassi un partito e, quindi, parte dei cittadini dai quali raccolgo umori ed opinioni), oltre che per la sua rappresentazione dei fatti, che, trincerandosi dietro tecnicismi, è, invece, molto partigiana. Ma, mi sta bene anche questo, purché sgombriamo il campo dall’ipocrisia del tecnico che si dice imparziale anche quando apertamente sposa una opinione.

Per non occupare molto spazio e per consentire a chi legge di giudicare con meno condizionamenti, procederò per punti schematici senza troppe argomentazioni.

Prima di tutto, il sito web dell’Ambito Territoriale dei Servizi Sociali pubblica le opinioni dell’Assessore Vincenzo Villani che io ritengo diffamatorie, sul piano politico, nei confronti dell’Italia dei Valori. Ho inviato una nota di precisazioni e vedremo se sarà pubblicata: se, cioè, un sito pagato con i soldi pubblici è altrettanto democratico come questo che ci ospita o se, in maniera illegittima, viene usato per propaganda di parte.

Dei compensi in sé del dott. Cascavilla e di altri collaboratori dell’Ufficio di Piano a me non interessa un bel niente, anche se approfitto dell’occasione per invitarlo, comunque, al fine di sgombrare il campo da altre possibili incomprensioni, a precisare se quello finora riportato è l’unico da lui percepito in questi anni o se non ve ne sono altri.

Infatti, qualche altro dovrebbe esserci, poiché io facevo riferimento alla determinazione n. 497 del 1 dicembre 2009 che liquida al dott. Cascavilla la somma di € 7.922,00 per il progetto RESET, affidato all’Ente di Formazione “Monte Celano-Onlus”, in quanto “si è occupato della progettazione e della predisposizione degli atti necessari all’avvio e alla gestione del servizio in parola”.

Io ho citato questa determinazione (come noterà il dott. Cascavilla, mi documento) per pormi questa domanda: come mai nella deliberazione del Coordinamento Istituzionale n. 8 del 2 dicembre 2009 i compensi, tra gli altri, al dirigente dei servizi sociali di San Marco in Lamis (equivalenti a € 700 mensili!) sono giustificati, tra l’altro, anche dalla predisposizione di progetti? Quante volte si paga questa attività progettuale?

Il manifesto che ha provocato questo dibattito, quindi, (e siamo contenti che sulle questioni concrete i cittadini partecipino al dibattito, stufi dei soliti manifesti pieni di insulti e minacce personali – da “ladri di Pisa”, però –) conteneva semplici dati ed interrogativi, desunti da atti pubblici.

Il ragionamento, inizialmente, era molto semplice: si può dire che non ci sono soldi per riparare il tetto di una scuola che, letteralmente, cade in testa ai bambini e, poi, liquidare contributi ad associazioni, bloccati prima per una situazione di disavanzo che ha giustificato l’aumento della TARSU?

Non sono mai entrato nel merito della bontà delle iniziative svolte da queste associazioni, però, riporto la domanda di molti cittadini: l’AVIS (la raccolta di sangue quindi), le associazioni di disabili, gli oratori che organizzano manifestazioni sportive (e non solo), la banda musicale, che suona in manifestazioni ufficiali del Comune, altre associazioni hanno fatto richiesta di contributi? Hanno ricevuto qualcosa? In qualche modo i Servizi Sociali non dovrebbero coordinare anche il volontariato?

Sugli effetti speciali riportati dal dott. Cascavilla (le cifre che dovrebbero stupirci), mi limito a dire che sono pronto ad ogni confronto per motivare la mia opinione circa l’inadeguatezza dei servizi socio-assistenziali e sanitari nel nostro territorio che l’Ambito Territoriale dovrebbe garantire (a parte, per carità, qualche lodevole eccezione): pensiamo solo alle vicende drammatiche di questi giorni con arresti che rivelano aspetti inquietanti della condizione giovanile (non condivido quanto detto, e riportato in questo sito, da parte del sindaco di San Giovanni Rotondo che, come esponente dell’Ambito Territoriale, dovrebbe spendere qualche parola di autocritica per le politiche giovanili carenti, oltre che, giustamente, elogiare la repressione e difendere gli affari che ruotano in quel comune.)

Io non mi stupisco perché, da sindaco e da militante di forze politiche che si richiamano alla solidarietà per chi ha maggiormente bisogno, ho partecipato con passione alla realizzazione di importanti strutture ed iniziative in questo settore: il Centro Sociale nella Villa Comunale, la Biblioteca Comunale, tre asili-nido, oggi usati per scuole materne e per servizi di riabilitazione e psichiatria, oltre alla istituzione del primo ufficio di servizi sociali, la realizzazione dei primi soggiorni climatici per anziani e minori, dopo la soppressione dell’ECA (Ente Comunale Assistenza, dei Patronati Scolastici e di altre IPAB) e dopo il superamento della concezione dell’assistenza sociale come mera elemosina una tantum (si diceva la pasta cautata). Tutte queste strutture e queste attività sono state realizzate quando dalla Regione, a parte per gli asili nido, non proveniva quel flusso di denaro che circola ora, ma tutto gravava sul bilancio comunale.

Vorrei parlare anche delle occasioni mancate e delle scelte sbagliate: questa amministrazione ha abbandonato, ad esempio, l’idea, dall’IdV e da altri caldeggiata, di redazione del PIRP (Programma Integrato Riqualificazione Periferie) che interessava l’area tra il campo sortivo e la scuola media fino al Balilla, comprendendo l’Opera Pia che doveva includere impianti sportivi (era prevista anche una piscina già progettata in linea di massima), spazi verdi ed edilizia sociale per anziani autosufficienti. Non se n’è fatto niente e per caparbia insistenza di qualcuno ci si è limitati alla ristrutturazione dell’alloggio del custode della scuola media, che non servirà a molto e che ha comportato l’impegno di €100.000,00 di fondi comunali che potevano servire per altro.

Allo stesso modo, l’ambito Territoriale ha assistito indifferente alla chiusura della scuola materna e della scuola elementare a Borgo Celano: le scuole e la cultura (tante manifestazioni, come accennato, potrebbero rientrare in questo settore, vista la maggiore disponibilità di fondi) non sono un servizio sociale? Perché l’assessore Villani se ne occupa solo quando deve proclamare, magari sotto elezione, che si possono riscuotere le borse studio e cose del genere?

Per il momento mi fermo qui, con l’impegno di fornire ai cittadini ogni altra utile informazione perché il fuoco della democrazia e della partecipazione che si è acceso non deve spegnersi.

Cordialmente.

Giuseppe Soccio.

Egregio dott. Cascavilla,

 

da convinto democratico, non mi spaventano i confronti. Anzi, rammento sempre a me stesso, ed ora a lei, che aveva ragione uno dei padri fondatori degli Stati Uniti quando affermava che la polemica (civilmente condotta, ovviamente) per la democrazia è come l’ossigeno per il fuoco: se viene a mancare, si spegne (e mi verrebbe da allargare i riferimenti storici ai totalitarismi che, invece, spedivano nei Gulag chi dissentiva opportunamente abbigliato di camicia di forza). Tuttavia, per onestà intellettuale, non posso nascondere un certo fastidio per le velate minacce nei confronti del sito che ci ospita (o, forse, non solo?) e per la sua personalizzazione nei miei confronti (come se non rappresentassi un partito e, quindi, parte dei cittadini dai quali raccolgo umori ed opinioni), oltre che per la sua rappresentazione dei fatti, che, trincerandosi dietro tecnicismi, è, invece, molto partigiana. Ma, mi sta bene anche questo, purché sgombriamo il campo dall’ipocrisia del tecnico che si dice imparziale anche quando apertamente sposa una opinione.

 

Per non occupare molto spazio e per consentire a chi legge di giudicare con meno condizionamenti, procederò per punti schematici senza troppe argomentazioni.

 

Prima di tutto, il sito web dell’Ambito Territoriale dei Servizi Sociali pubblica le opinioni dell’Assessore Vincenzo Villani che io ritengo diffamatorie, sul piano politico, nei confronti dell’Italia dei Valori. Ho inviato una nota di precisazioni e vedremo se sarà pubblicata: se, cioè, un sito pagato con i soldi pubblici è altrettanto democratico come questo che ci ospita o se, in maniera illegittima, viene usato per propaganda di parte.

 

Dei compensi in sé del dott. Cascavilla e di altri collaboratori dell’Ufficio di Piano a me non interessa un bel niente, anche se approfitto dell’occasione per invitarlo, comunque, al fine di sgombrare il campo da altre possibili incomprensioni, a precisare se quello finora riportato è l’unico da lui percepito in questi anni o se non ve ne sono altri.

 

Infatti, qualche altro dovrebbe esserci, poiché io facevo riferimento alla determinazione n. 497 del 1 dicembre 2009 che liquida al dott. Cascavilla la somma di € 7.922,00 per il progetto RESET, affidato all’Ente di Formazione “Monte Celano-Onlus”, in quanto “si è occupato della progettazione e della predisposizione degli atti necessari all’avvio e alla gestione del servizio in parola”.

 

Io ho citato questa determinazione (come noterà il dott. Cascavilla, mi documento) per pormi questa domanda: come mai nella deliberazione del Coordinamento Istituzionale n. 8 del 2 dicembre 2009 i compensi, tra gli altri, al dirigente dei servizi sociali di San Marco in Lamis (equivalenti a € 700 mensili!) sono giustificati, tra l’altro, anche dalla predisposizione di progetti? Quante volte si paga questa attività progettuale?

 

Il manifesto che ha provocato questo dibattito, quindi, (e siamo contenti che sulle questioni concrete i cittadini partecipino al dibattito, stufi dei soliti manifesti pieni di insulti e minacce personali – da “ladri di Pisa”, però –) conteneva semplici dati ed interrogativi, desunti da atti pubblici.

 

Il ragionamento, inizialmente, era molto semplice: si può dire che non ci sono soldi per riparare il tetto di una scuola che, letteralmente, cade in testa ai bambini e, poi, liquidare contributi ad associazioni, bloccati prima per una situazione di disavanzo che ha giustificato l’aumento della TARSU?

 

Non sono mai entrato nel merito della bontà delle iniziative svolte da queste associazioni, però, riporto la domanda di molti cittadini: l’AVIS (la raccolta di sangue quindi), le associazioni di disabili, gli oratori che organizzano manifestazioni sportive (e non solo), la banda musicale, che suona in manifestazioni ufficiali del Comune, altre associazioni hanno fatto richiesta di contributi? Hanno ricevuto qualcosa? In qualche modo i Servizi Sociali non dovrebbero coordinare anche il volontariato?

 

Sugli effetti speciali riportati dal dott. Cascavilla (le cifre che dovrebbero stupirci), mi limito a dire che sono pronto ad ogni confronto per motivare la mia opinione circa l’inadeguatezza dei servizi socio-assistenziali e sanitari nel nostro territorio che l’Ambito Territoriale dovrebbe garantire (a parte, per carità, qualche lodevole eccezione): pensiamo solo alle vicende drammatiche di questi giorni con arresti che rivelano aspetti inquietanti della condizione giovanile (non condivido quanto detto, e riportato in questo sito, da parte del sindaco di San Giovanni Rotondo che, come esponente dell’Ambito Territoriale, dovrebbe spendere qualche parola di autocritica per le politiche giovanili carenti, oltre che, giustamente, elogiare la repressione e difendere gli affari che ruotano in quel comune.)

 

Io non mi stupisco perché, da sindaco e da militante di forze politiche che si richiamano alla solidarietà per chi ha maggiormente bisogno, ho partecipato con passione alla realizzazione di importanti strutture ed iniziative in questo settore: il Centro Sociale nella Villa Comunale, la Biblioteca Comunale, tre asili-nido, oggi usati per scuole materne e per servizi di riabilitazione e psichiatria, oltre alla istituzione del primo ufficio di servizi sociali, la realizzazione dei primi soggiorni climatici per anziani e minori, dopo la soppressione dell’ECA (Ente Comunale Assistenza, dei Patronati Scolastici e di altre IPAB) e dopo il superamento della concezione dell’assistenza sociale come mera elemosina una tantum (si diceva la pasta cautata). Tutte queste strutture e queste attività sono state realizzate quando dalla Regione, a parte per gli asili nido, non proveniva quel flusso di denaro che circola ora, ma tutto gravava sul bilancio comunale.

 

Vorrei parlare anche delle occasioni mancate e delle scelte sbagliate: questa amministrazione ha abbandonato, ad esempio, l’idea, dall’IdV e da altri caldeggiata, di redazione del PIRP (Programma Integrato Riqualificazione Periferie) che interessava l’area tra il campo sortivo e la scuola media fino al Balilla, comprendendo l’Opera Pia che doveva includere impianti sportivi (era prevista anche una piscina già progettata in linea di massima), spazi verdi ed edilizia sociale per anziani autosufficienti. Non se n’è fatto niente e per caparbia insistenza di qualcuno ci si è limitati alla ristrutturazione dell’alloggio del custode della scuola media, che non servirà a molto e che ha comportato l’impegno di €100.000,00 di fondi comunali che potevano servire per altro.

 

Allo stesso modo, l’ambito Territoriale ha assistito indifferente alla chiusura della scuola materna e della scuola elementare a Borgo Celano: le scuole e la cultura (tante manifestazioni, come accennato, potrebbero rientrare in questo settore, vista la maggiore disponibilità di fondi) non sono un servizio sociale? Perché l’assessore Villani se ne occupa solo quando deve proclamare, magari sotto elezione, che si possono riscuotere le borse studio e cose del genere?

 

Per il momento mi fermo qui, con l’impegno di fornire ai cittadini ogni altra utile informazione perché il fuoco della democrazia e della partecipazione che si è acceso non deve spegnersi.

 

Cordialmente.

 

Giuseppe Soccio.

Egregio dott. Cascavilla,

 

da convinto democratico, non mi spaventano i confronti. Anzi, rammento sempre a me stesso, ed ora a lei, che aveva ragione uno dei padri fondatori degli Stati Uniti quando affermava che la polemica (civilmente condotta, ovviamente) per la democrazia è come l’ossigeno per il fuoco: se viene a mancare, si spegne (e mi verrebbe da allargare i riferimenti storici ai totalitarismi che, invece, spedivano nei Gulag chi dissentiva opportunamente abbigliato di camicia di forza). Tuttavia, per onestà intellettuale, non posso nascondere un certo fastidio per le velate minacce nei confronti del sito che ci ospita (o, forse, non solo?) e per la sua personalizzazione nei miei confronti (come se non rappresentassi un partito e, quindi, parte dei cittadini dai quali raccolgo umori ed opinioni), oltre che per la sua rappresentazione dei fatti, che, trincerandosi dietro tecnicismi, è, invece, molto partigiana. Ma, mi sta bene anche questo, purché sgombriamo il campo dall’ipocrisia del tecnico che si dice imparziale anche quando apertamente sposa una opinione.

 

Per non occupare molto spazio e per consentire a chi legge di giudicare con meno condizionamenti, procederò per punti schematici senza troppe argomentazioni.

 

Prima di tutto, il sito web dell’Ambito Territoriale dei Servizi Sociali pubblica le opinioni dell’Assessore Vincenzo Villani che io ritengo diffamatorie, sul piano politico, nei confronti dell’Italia dei Valori. Ho inviato una nota di precisazioni e vedremo se sarà pubblicata: se, cioè, un sito pagato con i soldi pubblici è altrettanto democratico come questo che ci ospita o se, in maniera illegittima, viene usato per propaganda di parte.

 

Dei compensi in sé del dott. Cascavilla e di altri collaboratori dell’Ufficio di Piano a me non interessa un bel niente, anche se approfitto dell’occasione per invitarlo, comunque, al fine di sgombrare il campo da altre possibili incomprensioni, a precisare se quello finora riportato è l’unico da lui percepito in questi anni o se non ve ne sono altri.

 

Infatti, qualche altro dovrebbe esserci, poiché io facevo riferimento alla determinazione n. 497 del 1 dicembre 2009 che liquida al dott. Cascavilla la somma di € 7.922,00 per il progetto RESET, affidato all’Ente di Formazione “Monte Celano-Onlus”, in quanto “si è occupato della progettazione e della predisposizione degli atti necessari all’avvio e alla gestione del servizio in parola”.

 

Io ho citato questa determinazione (come noterà il dott. Cascavilla, mi documento) per pormi questa domanda: come mai nella deliberazione del Coordinamento Istituzionale n. 8 del 2 dicembre 2009 i compensi, tra gli altri, al dirigente dei servizi sociali di San Marco in Lamis (equivalenti a € 700 mensili!) sono giustificati, tra l’altro, anche dalla predisposizione di progetti? Quante volte si paga questa attività progettuale?

 

Il manifesto che ha provocato questo dibattito, quindi, (e siamo contenti che sulle questioni concrete i cittadini partecipino al dibattito, stufi dei soliti manifesti pieni di insulti e minacce personali – da “ladri di Pisa”, però –) conteneva semplici dati ed interrogativi, desunti da atti pubblici.

 

Il ragionamento, inizialmente, era molto semplice: si può dire che non ci sono soldi per riparare il tetto di una scuola che, letteralmente, cade in testa ai bambini e, poi, liquidare contributi ad associazioni, bloccati prima per una situazione di disavanzo che ha giustificato l’aumento della TARSU?

 

Non sono mai entrato nel merito della bontà delle iniziative svolte da queste associazioni, però, riporto la domanda di molti cittadini: l’AVIS (la raccolta di sangue quindi), le associazioni di disabili, gli oratori che organizzano manifestazioni sportive (e non solo), la banda musicale, che suona in manifestazioni ufficiali del Comune, altre associazioni hanno fatto richiesta di contributi? Hanno ricevuto qualcosa? In qualche modo i Servizi Sociali non dovrebbero coordinare anche il volontariato?

 

Sugli effetti speciali riportati dal dott. Cascavilla (le cifre che dovrebbero stupirci), mi limito a dire che sono pronto ad ogni confronto per motivare la mia opinione circa l’inadeguatezza dei servizi socio-assistenziali e sanitari nel nostro territorio che l’Ambito Territoriale dovrebbe garantire (a parte, per carità, qualche lodevole eccezione): pensiamo solo alle vicende drammatiche di questi giorni con arresti che rivelano aspetti inquietanti della condizione giovanile (non condivido quanto detto, e riportato in questo sito, da parte del sindaco di San Giovanni Rotondo che, come esponente dell’Ambito Territoriale, dovrebbe spendere qualche parola di autocritica per le politiche giovanili carenti, oltre che, giustamente, elogiare la repressione e difendere gli affari che ruotano in quel comune.)

 

Io non mi stupisco perché, da sindaco e da militante di forze politiche che si richiamano alla solidarietà per chi ha maggiormente bisogno, ho partecipato con passione alla realizzazione di importanti strutture ed iniziative in questo settore: il Centro Sociale nella Villa Comunale, la Biblioteca Comunale, tre asili-nido, oggi usati per scuole materne e per servizi di riabilitazione e psichiatria, oltre alla istituzione del primo ufficio di servizi sociali, la realizzazione dei primi soggiorni climatici per anziani e minori, dopo la soppressione dell’ECA (Ente Comunale Assistenza, dei Patronati Scolastici e di altre IPAB) e dopo il superamento della concezione dell’assistenza sociale come mera elemosina una tantum (si diceva la pasta cautata). Tutte queste strutture e queste attività sono state realizzate quando dalla Regione, a parte per gli asili nido, non proveniva quel flusso di denaro che circola ora, ma tutto gravava sul bilancio comunale.

 

Vorrei parlare anche delle occasioni mancate e delle scelte sbagliate: questa amministrazione ha abbandonato, ad esempio, l’idea, dall’IdV e da altri caldeggiata, di redazione del PIRP (Programma Integrato Riqualificazione Periferie) che interessava l’area tra il campo sortivo e la scuola media fino al Balilla, comprendendo l’Opera Pia che doveva includere impianti sportivi (era prevista anche una piscina già progettata in linea di massima), spazi verdi ed edilizia sociale per anziani autosufficienti. Non se n’è fatto niente e per caparbia insistenza di qualcuno ci si è limitati alla ristrutturazione dell’alloggio del custode della scuola media, che non servirà a molto e che ha comportato l’impegno di €100.000,00 di fondi comunali che potevano servire per altro.

 

Allo stesso modo, l’ambito Territoriale ha assistito indifferente alla chiusura della scuola materna e della scuola elementare a Borgo Celano: le scuole e la cultura (tante manifestazioni, come accennato, potrebbero rientrare in questo settore, vista la maggiore disponibilità di fondi) non sono un servizio sociale? Perché l’assessore Villani se ne occupa solo quando deve proclamare, magari sotto elezione, che si possono riscuotere le borse studio e cose del genere?

 

Per il momento mi fermo qui, con l’impegno di fornire ai cittadini ogni altra utile informazione perché il fuoco della democrazia e della partecipazione che si è acceso non deve spegnersi.

 

Cordialmente.

 

Giuseppe Soccio.