Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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San Marco in Lamis, Cera (UDC): Poste chiuse nel pomeriggio? Mi sospendo dai lavori parlamentari

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“Mi sospendo dai lavori parlamentari per protestare nei confronti di Poste Italiane e Governo per il mancato ripristino dell’apertura pomeridiana dell’ufficio postale di San Marco in Lamis. Fino a quando non sarà ripristinato il cosiddetto ‘doppio turno’ resterò in tenda davanti all’ufficio postale, rinunciando dunque ai gettoni di presenza nell’Aula di Montecitorio. Ci rimetto di tasca mia. Questa sì che è solidarietà concreta. Il resto sono solo chiacchere e promesse al vento, come quelle che i cittadini si sono sentiti raccontare per un anno, dall’amministrazione di Poste Italiane da una parte e dal Governo dall’altra”.

Così il deputato dell’Unione di Centro Angelo Cera, che ha comunicato oggi al Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, e al Presidente del Gruppo parlamentare Unione di Centro di Montecitorio, Pier Ferdinando Casini, la decisione di autosospendersi temporaneamente dalla partecipazione ai lavori parlamentari “per esprimere solidarietà ai cittadini utenti – dichiara l’esponente centrista – costretti a poter utilizzare i servizi postali solo di mattina dopo l’eliminazione del turno pomeridiano”.

“Penso ai pensionati – spiega Cera - costretti ad aspettare per ore e ore in piedi prima di poter riscuotere la pensione; ma penso anche a tutti gli altri utenti: casalinghe, operai, professionisti, che non possono essere posti di fronte all’alternativa di rivolgersi agli uffici postali di paesi limitrofi. Dopo l’avvio del doppio turno l’ufficio postale di San Marco aveva registrato un aumento significativo della produttività, a tal punto da ottenere non solo il raggiungimento degli obiettivi aziendali, ma addirittura di superare l’obiettivo prefissato di oltre il 30 per cento. Il mantenimento del turno pomeridiano era dunque più che giustificato per spalmare nell’arco dell’intera giornata una mole di lavoro che invece nella sola mattinata crea soltanto caos e disservizi. Per questa ragione - conclude l'esponente centrista - rinuncio volentieri allo stipendio, restando in tenda fino a quando non ci saranno novità concrete".