«So che hai molto amore per il nucleare», ma i pugliesi «sono contrari alle centrali che sono la prosecuzione di una storia che è giunta al capolinea». Così, in una videolettera pubblicata sul suo sito, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, si rivolge al ministro per le Regioni, Raffaele Fitto, per ribadire le ragioni che hanno portato all'approvazione della legge regionale contro il nucleare che il ministro ha impugnato dinanzi alla Corte Costituzionale.
Vendola contesta a Fitto di avere dichiarato nel 2008 in una intervista la disponibilità della Puglia al nucleare, senza essere più presidente della Regione e a prescindere dalla volontà dei cittadini. «La regione Puglia - afferma Vendola - ha voluto una legge chiara e semplice votata da tutti i gruppi politici che dice che non vogliamo nè scorie nè atomi, nè centrali e nè rifiuti». «Una legge votata anche dal tuo partito - afferma - e che tu hai impugnato invocando la costituzione, quella che il centrodestra bombarda a giorni alterni cercando di delegittimarla». Vendola chiede quindi a Fitto e al governo di ripensarci e «fare un passo indietro, perchè il popolo pugliese - conclude - è disposto a fare subito un passo avanti per difendere la propria vita». Il governo ha impugnato il no della Puglia davanti alla Corte Costituzionale.




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