Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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La politica tra mente e cuore

vendola

Ah se Nichi Vendola dovesse ascoltare ciò che Nikolaj Lenin diceva il secolo scorso della politica: «Non è serio in politica contare sulle convinzioni, la devozione e le belle qualità dell’anima»; Nichy, a voler dar retta a Lenin, smetterebbe immediatamente di far poesia e si occuperebbe seriamente dello stomaco dei pugliesi, prima che del loro cervello.

«Al diavolo le idee. Sono delle vagabonde, delle zingare che bussano alla porta di servizio della nostra mente, e ognuna vi ruba un po’ della vostra sostanza», verrebbe da dire con il romanziere inglese di origine polaca Joseph Conrad. Ma, all’opposto, Rocco Palese dovrebbe prendere seriamente in considerazione quello che diceva lo statista tedesco Otto von Bismarck: «La politica non è una scienza, come molti signori professori s’immaginano, ma un’arte». Per questo Palese la stoffa del politico proprio non ce l’ha: dopo anni di frequenza di via Capruzzi, è diventato un ottimo conoscitore della macchina amministrativa regionale, appunto uno scienziato della tecnica ragioneristica, ma gli manca l’afflato del leader. Insomma, diventa imbarazzante per il cittadino pugliese comune decidere a chi dare il voto nelle urne del 28 e 29 marzo prossimo, tra un candidato presidente idealista e un contabile. Anche le ragioni del cuore, incarnate dalla Poli Bortone con “Io Sud” difettano dell’incoerenza dell’Udc. Allora? I dubbi si risolvono per fede o per oculatezza: ad ognuno la sua scelta. (www.antonioblasotta.it)