Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
TEXT_SIZE
Banner

LA CARITA’ PRINCIPALE FORZA A SERVIZIO DELLO SVILUPPO

popeBenedictXVI

La società globalizzata ci rende vicini, ma non fratelli. Iniziamo da questa frase di Benedetto XVI per capire le ragioni dello sviluppo come principale traino della promozione dell’uomo nella sua interezza. Nel capitolo 1 dell’enciclica sociale del Papa, il Pontefice sottolinea l’importanza dello sviluppo umano visto nell’ottica non solo della tecnica e del benessere, pure la forza che l’uomo può trarre dall’insegnamento del Vangelo per la costruzione della società secondo libertà e giustizia.

Benedetto XVI parte dalla commemorazione per il 40° anniversario della Popolorum Progressio sottolineando alcune verità che sono ancora oggi attuali: tutta la Chiesa, in tutto il suo essere e il suo agire, quando annuncia, celebra e opera nella carità, è tesa a promuovere lo sviluppo integrale dell'uomo. La seconda verità è quella: che l'autentico sviluppo dell'uomo riguarda unitariamente la totalità della persona in ogni sua dimensione. Lo sviluppo, quindi, non può fare a meno della trascendenza verso la Verità. Ha bisogno di Dio. Il rischio dello sviluppo senza Dio è una società ripiegata su se stessa che trova solo nell’interesse e nel profitto la sua ragione. Il Papa menziona più volte l’importanza del Concilio Vaticano II come prospettiva e rilancio della dottrina sociale della Chiesa. Non perché prima non ci sia stata nessun interessamento. Anzi, a partire dall’insegnamento degli Apostoli, la Chiesa ha parlato con la vita dei Santi e nella Tradizione è da cercare il suo valore dottrinale. La dottrina sociale della Chiesa illumina con una luce che non muta i problemi sempre nuovi che emergono. Benedetto XVI trae dall’insegnamento di Paolo VI alcune riflessioni importanti per capire i cardini dello sviluppo umano. In primo luogo il forte collegamento tra la difesa della vita umana e l’etica sociale: non può “avere solide basi una società che — mentre afferma valori quali la dignità della persona, la giustizia e la pace — si contraddice radicalmente accettando e tollerando le più diverse forme di disistima e violazione della vita umana, soprattutto se debole ed emarginata”. Paolo VI nel suo magistero ha affermato anche l’importanza dell’Evangelizzazione e in generale il rapporto tra l’annuncio di Cristo e la promozione della persona nella società: “La testimonianza della carità di Cristo attraverso opere di giustizia, pace e sviluppo fa parte dell’evangelizzazione, perché a Gesù Cristo, che ci ama, sta a cuore tutto l'uomo”. È sempre nell’insegnamento di Paolo VI che Benedetto XVI afferma che lo sviluppo e vero se in esso ci sono i semi di una vocazione. Sembrerà strano parlare di vocazione nello sviluppo, ma il Papa sottolinea che una società progredisce quando parte da Dio e in Dio ripone la sua speranza e il suo progresso. La Chiesa, nel corso della storia, ha guardato i segni dei mutamenti della società e li ha interpretati come presenza salvifica del suo Signore. La vocazione allo sviluppo significa per l’uomo e per la società intera contribuire alla promozione dell’uomo e di tutti gli uomini. Ancora oggi l’uomo è chiamato attraverso le tante strutture internazionali alla sua vocazione: promuovere il bene di tutta l’umanità. Le ragioni del sottosviluppo di una grande parte della popolazione umana sono da ricercare nell’egoismo delle società ricche e dipendono dalla responsabilità umana. Lo sviluppo umano integrale sul piano naturale, risposta a una vocazione di Dio creatore, domanda il proprio inveramento in un « umanesimo trascendente, che ... conferisce [all'uomo] la sua più grande pienezza: questa è la finalità suprema dello sviluppo personale ». La vocazione cristiana a tale sviluppo riguarda dunque sia il piano naturale sia quello soprannaturale; motivo per cui, « quando Dio viene eclissato, la nostra capacità di riconoscere l'ordine naturale, lo scopo e il “bene” comincia a svanire ». Carità, verità, vocazione e libertà richiedono l’urgenza della risposta dell’uomo che deve ricercare con coraggio le riforme giuste per la lotta al sottosviluppo e all’ingiustizia.

Antonio Daniele

 


Chi è online

 91 visitatori online