
Ancora proteste per la traslazione nella cripta ricoperta di 120 kg d’oro
“Chi autorizza, chi approva, chi vuole il trasferimento del simulacro raffigurante Padre Pio da Pietrelcina nel nuovo tempio che è un inno alla massoneria, non ama Padre pio, che in vita aveva chiesto:“...i frati vengono seppelliti al cimitero ed io voglio essere messo sotto terra!”. Non usa mezzi termini il vicepresidente dell’Associazione Pro Padre Pio, Giuseppe Saldutto, da sempre contraria al trasferimento del corpo del Santo dalla vecchia Chiesa di Santa Maria delle Grazie al nuovo santuario progettato da Renzo Piano e inaugurato a San Giovanni Rotondo (Foggia) nel 2004.
“Chi ama Padre Pio – ha spiegato Saldutto – non può umiliare il voto che il Santo fece in vita, quello della povertà, stipandolo in mezzo a 120 Kg d’oro, che è un’offesa alla povertà, a tutti i poveri del mondo, a tutte quelle persone che in questo momento di crisi economica vengono licenziate e vivono in gravi difficoltà economiche. La nuova tomba d’oro è un insulto a chi ama i poveri, è un insulto a Padre Pio, che amava i poveri e i sofferenti”. Nonostante le proteste, la traslazione dell’urna è ugualmente proseguita lungo tutto il pomeriggio di ieri sotto gli occhi di migliaia di fedeli giunti per l’occasione da ogni parte d’Italia e anche dall’estero: la cerimonia, preceduta da un quarto d’ora di vespri, è iniziata alle 16.30 è stata presieduta dall’Arcivescovo di Manfredonia–Vieste–San Giovanni Rotondo, Monsignor Michele Castoro, che ha dato il via alla processione dalla vecchia Chiesa al nuovo santuario, per lasciare poi spazio alla venerazione dell’urna da partedei fedeli e al trasferimento nella cripta (benedetta il 21 giugno scorso da Papa Benedetto XVI nel corso della sua visita pastorale nella cittadina foggiana).
Successivamente la celebrazione eucaristica, durante la quale il vicario generale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, frate Felice Cangelosi, ha affermato che “...le reliquie di San Pio non vengono sottratte alle espressioni d’affetto,ma al contrario collocate in un luogo più degno, in cui risplende la regalità di Cristo, per divenire ancora di più fonte di crescita spirituale”.
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