
Un gruppo di cristiani devoti, a mezzanotte tra il 28 e 29 settembre, si ritrova davanti al portone della Chiesa Madre di San Marco in Lamis per iniziare un pellegrinaggio a piedi diretto alla grotta angelica di Monte Sant'Angelo e fa l'ingresso in Basilica per la Santa Messa.
II pellegrinaggio ha un rituale articolato quasi come un ritiro spirituale e impostato sulla penitenza. Il gruppo è spontaneo, non ha dirigenti e chiunque può aggregarsi seguendo però uno spirito di preghiera, penitenza e raccoglimento. Il pellegrino deve ricordarsi che il pellegrinaggio è un atto di fede per volersi convenire a Dio. Durante il pellegrinaggio bisogna partecipare a tutti i momenti di preghiera, e bisogna evitare di fare discorsi inutili. Non sono previste soste di ristoro ma solo soste per momenti di preghiera comunitaria. Il rituale è molto complesso e articolato per questo si chiede il massimo impegno a rispettare i tempi e la compostezza. Si consiglia ad ogni pellegrino di procurarsi un Rosario, un bastone, una bisaccia o borsa a tracolla e una candela con il paracandela. L'anziano consegnerà l'abito del pellegrino che dovrà essere indossato durante il pellegrinaggio. Nella bisaccia o borsa si può portare un ombrello pieghevole, una bottiglia d'acqua e se si vuole dei pezzi di pane, ma si ricorda che non sono previste soste per nessun tipo di colazione. Il libretto con le preghiere lo potete richiedere e vi verrà dato gratuitamente. Se alcuni parenti, amici e conoscenti vogliono affidarvi intenzioni di preghiere particolari potete scriverle su dei foglietti che verranno consegnati prima della partenza "all'anziano” il quale provvederà a depositarli sull'altare di San Michele a Monte Sant'Angelo. Alla fine del pellegrinaggio verranno raccolte delle offerte devolute in beneficenza. Per il rientro a San Marco i pellegrini possono usare i mezzi pubblici che nel pomeriggio partono da Monte Sant'Angelo.
Questo pellegrinaggio settembrino non è in antagonismo al pellegrinaggio di maggio che rimane la sola e vera Cumpagnia comunitaria dei pellegrini sammarchesi a San Michele.
Tutti i pellegrini che percorrono a piedi le strade che conducono alla grotta angelica si sentono portatori di uno spirito cristiano che da oltre 15 secoli si dirige alla grotta angelica per implorare il perdono, la gioia e l'allegrezza per una vita migliore sotto la protezione di san Michele. Tutto deve essere fatto per onore e gloria di Dio e della sua Chiesa. Il pellegrinaggio è una tappa per l'edificazione e la crescita della santità personale per la Chiesa.



















