Religione
“Il lavoro a misura dell'uomo”. Un convegno a Rimini con i responsabili della Pastorale sociale

di Antonio Daniele
“Educare al lavoro dignitoso: il tema del Convegno rappresenta un interessante contributo nell’attuale momento, in cui la realtà del lavoro e della occupazione sono motivo di apprensioni, attese e ripensamento per tutti alla luce anche della contingenza internazionale”.
E' stato il Card. Bagnasco ad aprire i lavori del Convegno nazionale dei direttori diocesani della pastorale sociale, evidenziando “la prossimità della Chiesa alla vita degli uomini” e chiedendo “una conversione educativa permanente e generale, in grado di coniugare sempre meglio solidarietà e sussidiarietà, senza le quali non esiste futuro a fronte della aggressiva globalizzazione in atto”.
Il Convegno – che celebra i 40 anni della pastorale sociale in Italia – intende rileggere e rinnovare l’impegno di evangelizzazione ed educazione nel variegato mondo del lavoro sviluppando le prospettive contenute negli orientamenti pastorali Educare alla vita buona del Vangelo e nell’enciclica Caritas in veritate. Il primo incontro del genere si è tenuto nel lontano 4 dicembre del 1971 con l'allora Papa Paolo VI in cui si è data una struttura pastorale alla realtà del lavoro che aveva conosciuto esperienze significative soprattutto in Francia con l'intensa opera dei preti operai.
Prima dell'intervento di Bagnasco i delegati sono stati salutati dal direttore nazionale mons. Angelo Casile che ha sottolineato il lavoro che oggi l'ufficio svolge nella realtà sociale italiana interessandosi di tutti gli aspetti della vita dell'uomo legati alla sua esistenza. il Cardinale Bagnasco nel suo articolato intervento ha sottolineato il primato della cultura sul lavoro: "La cultura, infatti, nasce soprattutto e innanzitutto dal modo di affrontare la domanda circa il senso dell’esistenza personale, consiste nel modo di guardare la realtà della persona e di determinare ciò che è veramente bene per l’uomo in quanto tale.
E’ dunque un orizzonte di valore che abbraccia tutto l’agire umano, compreso quello economico, per giudicarlo e orientarlo al fine ultimo, e quindi stabilire le priorità nella produzione, nelle sue modalità, e nell’uso dei beni". Infine, il Cardinale ha voluto rimarcare la grande opera educativa nei confronti del lavoro visto nella triplice dimensione di "guadaganrsi il pane dignitosamente per la propria vita; di partecipare all'opera creatrice di Dio; di contribuire con la propria opera la bene comune.
"Per queste diverse ragioni - ha continuato Bagnasco - si deve parlare del lavoro come diritto e dovere di ogni persona, del primato dell'uomo sul lavoro, e del primato del lavoro sul capitale: senza il lavoro, infatti, la persona viene a mancare di quelle vie di auto-sviluppo che Dio ha inscritto nella natura umana come grazia e compito per ognuno. Senza occupazione dignitosa, l’uomo difficilmente riuscirà a misurare le sue capacità personali, a stabilire relazioni collaborative con altri, a contribuire per il conseguimento del bene sociale, a sentirsi partecipe della edificazione del mondo, a percepire la sua dignità nel guadagnarsi onorevolmente il pane per sé e per i propri cari".
Sotto un momento del convegno

















