Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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San Martino: tra leggenda e poesia

san_martino

di Luigi Tricarico

Ognuno di noi, durante i suoi studi elementari, avrà almeno una volta o ascoltato e magari anche disegnato, la storia di un cavaliere che divide il suo mantello per vestire un signore mezzo nudo che incontra lungo la strada. La storia di questo evento è quella di San Martino. La leggenda che lo consacrò, accadde durante un gelido e piovoso 11 novembre.

Martino stava cavalcando, alla vista di un povero vecchio coperto solamente di pochi stracci si fermò, tagliò il suo mantello e ne diede una parte all’anziano. Il mendicante balbettando disse: "Dio ve ne renda merito!", e sparì. San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre un ventaccio rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma. Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno. Il cielo diventa sereno, l'aria si fa mite. Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Ecco l'estate di San Martino( terminologia  per indicare belle giornate di novembre), che si rinnova ogni anno per festeggiare un bell'atto di carità ed anche per ricordarci che la carità verso i poveri è il dono più gradito a Dio. Ma la storia di San Martino non finisce qui. Durante la notte, infatti, Martino sognò Gesù che lo ringraziava mostrandogli la metà del mantello, quasi per fargli capire che il mendicante incontrato era proprio lui in persona. Tradizionalmente durante questi giorni si aprono le botti per il primo assaggio del vino nuovo, che solitamente viene abbinato alle prime castagne. Questa tradizione è celebrata anche in una famosa poesia di Giosuè Carducci intitolata appunto San Martino:

La nebbia a gl'irti colli

Piovigginando sale,
E sotto il maestrale

Urla e biancheggia il mar;

Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de' tini
Va l'aspro odor de i vini
L'anime a rallegrar.

Gira su' ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l'uscio a rimirar

Tra le rossastre nubi
Stormi d'uccelli neri,
Com'esuli pensieri,

Nel vespero migrar. »

 


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