Religione
“Recuperare la dignità”, Mons. Tamburrino in visita alla comunità terapeutica di Stignano

di Antonio Daniele
La comunità terapeutica l’Oasi di Stignano opera dal lontano 1992. Voluta dal sacerdote francescano Padre Lino Iacobucci, la comunità accoglie giovani che hanno problemi di dipendenza soprattutto da alcool e droga.
Padre Lino Iacobucci ha dedicato la sua vita al servizio dei giovani fondando prima dell’Oasi di Stignano la comunità terapeutica “Molise” di Toro in provincia di Campobasso. Tantissimi i giovani che sono passati per Stignano per un periodo di tempo per uscire dal problema della dipendenza. Storie a lieto fine, con giovani che sono riusciti a rifarsi una vita sana e tranquilla. Hanno formato delle famiglie, sono inseriti pienamente nella società. Storie finite male, con giovani che hanno scelto la strada del ritorno e i problemi di sempre. Non poteva mancare la visita dell’Arcivescovo Tamburrino ai giovani che cercano un senso alla propria esistenza dedicando due anni di percorso formativo per ritornare ad essere giovani normali, quelli che la droga ha distrutto.
L’Arcivescovo Tamburrino ha ascoltato le storie di ognuno. Ha prestato attenzione alle domande di senso che i giovani hanno rivolto al proprio pastore. Ha confortato e dato una parola di speranza. Ha invitato i giovani a non fermarsi prima del traguardo, a ritornare a vivere e a riprendersi la propria esistenza. All’incontro era presente anche il fondatore della comunità Padre Lino Iacobucci. Il frate francescano rivolgendosi all’Arcivescovo ha detto che “purtroppo i ragazzi oggi conoscono benissimo gli effetti degli stupefacenti, ma nonostante questo non ne stanno alla larga, anzi li cercano. La realtà è che c'è un vuoto esistenziale che in primo luogo la famiglia, con il dialogo, può contribuire a colmare, trasmettendo il giusto senso di responsabilità, i valori essenziali da amare più della droga.
La droga - ha continuato Padre Lino - è il rilevatore di un disagio. Bisogna recuperare la dignità di questi giovani che subiscono danni irreversibili dalle sostanze”. Oggi, purtroppo, pochi vanno nelle comunità, gli ospiti sono soprattutto i giovani che scelgono la strada alternativa al carcere e molti di questi non sono sufficientemente motivati. Padre Lino ha detto all’Arcivescovo che più che curare i ragazzi dalla tossicodipendenza, oggi c’è bisogno di fare prevenzione. I danni causati da certe sostanze sono irreversibili e molti dei ragazzi finiscono con problemi psichiatrici. “I giovani - ha concluso Padre Lino - sono le vittime designate di una società che non riesce a farsi carico dei loro progetti, aspirazioni, desideri. I nostri giovani fanno tutto, ma sono privi di figure di riferimento educative da parte degli adulti”. Mons. Tamburrino ha visitato i locali del convento di Stignano, rimanendo sorpreso dalla bellezza e dalla cura con cui i giovani della comunità gestiscono l’accoglienza dei pellegrini. Ad accompagnare l’Arcivescovo c’era anche Padre Francesco Taronna responsabile della cura pastorale del Santuario di Stignano.
Sotto, due momenti della visita del vescovo alla comunità di Stignano


















