Da Tinto Brass all’impegno per l’Africa: Una testimonianza di conversione.
Domenica 6 maggio, alle ore 18.00, la Comunità parrocchiale di Borgo Celano e il gruppo “Regina della pace” ospiteranno per un momento di preghiera e di ascolto della sua testimonianza l’artista Claudia Koll.
L’attrice Claudia Koll, all’apice della sua carriera, ha conosciuto l’Amore vero espresso attraverso la sofferenza di un suo aiutante malato di Aids, del volto scavato dalla fame di un bambino africano, dall’abbraccio al crocifisso in un momento di sfiducia. Ha iniziato a frequentare i sacramenti e oggi ha il volto felice per essere stata guarita dalla misericordia di Dio. Il suo lavoro si spende per progetti di solidarietà con il popolo africano. Oggi Claudia Koll invita tutti a guardare a Dio e a farsi guarire dalla sua Misericordia: “Dopo l’incontro con il Signore Gesù la mia vita è cambiata. Dalle macerie della mia vita prostrata e sola ho gridato al Signore e Lui nella sua infinita bontà mi ha risposto: è venuto in aiuto e con il suo infinito amore ha curato le ferite dell’anima e perdonandomi con il Suo Santo Spirito mi ha ricreata, fatta nuova! La conversione è frutto del ritrovamento di questo Padre ricco di Misericordia. Come Gesù mi ha riconciliata con il Padre per i meriti della Sua Passione, Morte e Resurrezione, spingo chi si è smarrito a riconciliarsi con il Padre. Il messaggio della Divina Misericordia è un grande messaggio per l’umanità sofferente che ha perduto la pace. Con la preghiera, l’adorazione Eucaristica, la partecipazione alla Santa Messa e il sacramento della Riconciliazione, il Signore cura le nostre ferite e ci rimette in cammino. Dio non fa preferenze e non usa parzialità. L’amore incontrato nella sofferenza mi spinge ad andare verso chi soffre, per portare proprio quest’Amore, per consolare con la stessa consolazione con la quale sono stata consolata per infondere fiducia in Dio e nella Sua Misericordia. Ho compreso il bisogno di unire le forze in nome di un Amore più grande da attingere dal Signore e da riversare a chi è più debole. Allarghiamo, uniti, le nostre braccia fino ai fratelli dell’Africa”.














