In questi giorni l’Italia intera è alle prese con il fenomeno del superenalotto. Una cifra esorbitante, per i comuni mortali, è la sua posta in gioco. Pochissime le persone che non hanno almeno una volta tentato la fortuna in queste ultime settimane. Eppure dietro l’innocuo gioco si nasconde qualcosa che fa male alle famiglie e alla società: Famiglie disposte a indebitarsi pur di tentare la fortuna. Una volta era il casinò il luogo della perdizione e delle scommesse. Un luogo frequentato da ricchi e da possidenti, ma era nell’immaginario dei poveri come punto di riferimento per cambiare vita. Oggi il casinò è sotto casa: Occultato tra i banconi del tabaccaio o dell’edicolante. Il gioco delle scommesse è un male invisibile che come tarlo si insedia nelle famiglie. Se prima la donna era quella attenta all’economia della casa, oggi sono soprattutto le casalinghe che fanno abuso di giochi. Le pubblicità ammiccanti e la possibilità di una vincita a portata di mano stanno rendendo difficile la vita di molte famiglie. Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti, solo che non si riesce a capire la portata della gravità sulla questione sociale. Si pensa solo ai ricavi. Si pensa alle tante opere culturali finanziate dai proventi. Ma siamo sicuri che dal punto di vista sociale non ci siano risvolti negativi? Alcuni studiosi parlano apertamente di persone affette da gioco patologico che andrebbe curato. In alcune regioni le asl hanno istituito dei centri di ascolto per chi non riesce a far meno di giocare. Chi ha funzione educativa come la scuola, le parrocchie e le associazioni devono aprire gli occhi sui tanti messaggi subdoli che si nascondano dietro i centri scommesse, i video poker, superenalotto, sala bingo e quant’altro. Si deve parlare di una vera e propria emergenza che svuota i portafogli di persone, soprattutto dei meno ambienti che vedono nella possibile vincita la soluzione dei propri problemi. Non si tratta, quindi, di giochi innocui fatti al momento, ma dietro, a volte, si nascondano potentissime organizzazioni criminali che gestiscono alti proventi, molte volte usato per finanziare il mondo dell’usura. Da una recente indagine si è scoperto che l’anno scorso si sono bruciati ben 42 miliardi di euro e le previsioni per il 2008 non sono incoraggianti. Anzi la cifra si dilata in eccesso con 50 miliardi di euro calcolati per i giochi. Solo per tentare di vincere l’ultima tornata del Superenalotto si sono bruciati ben 380 milioni di euro. Anche la televisione ha una sua parte di responsabilità. Non c’è programma che non mette in palio cifre e vincite. Parliamone nelle nostre famiglie, nelle comunità e nei gruppi. Facciamo in modo che il silenzio, complice del fenomeno, non abbia il sopravvento.
Antonio Daniele
Sociale
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