Benedetto XVI: “Abbiate il coraggio, vorrei dire l’audacia, di non lasciare nessun ambiente privo di Gesù."
È ancora notte, in una Roma deserta, quando i primi autobus arrivano nelle vicinanze di Piazza S. Pietro. Doveva essere la festa dell’Azione Cattolica ed è stata la festa di tutta la Chiesa italiana che ha mostrato il suo volto giovane a tutta la nazione.
La lunga notte di viaggio non ha scoraggiato la voglia di gridare che nella vita c’è un di più da perseguire e raggiungere. Bandiere, zaini, pass, sciarpe tutto è impresso con lo slogan stilizzato della croce che diventa più per ogni ragazzo e giovanissimo di AC. È buio, ma le luci di S. Pietro regalano uno spettacolo indescrivibile prima della luce del sole. Si canta in una Roma ancora assonnata dalla prima notte del lungo week end. Ci si incontra da città e paesi diversi per condividere insieme un progetto di vita e di santità alla sequela del Signore. Prima di aprire i cancelli di Piazza S. Pietro, Via della Conciliazione si presenta piena di ragazzi che sventolano bandiere e cartelli per dire da quale parte d’Italia provengono. I gesti, i bans e i canti associativi annientano la separazione geografica e accumuna tutti come in una grande famiglia. C’è anche chi preso da nostalgia degli ultimi mondiali di calcio porta con sé il vuvuzela per chiamare l’attenzione. S’inizia subito con un momento di preghiera guidato dall’Assistente Generale dell’AC mons. Domenico Sigalini. Il compito per ogni ragazzo e giovanissimo di AC è scritto nel Vangelo che viene proclamato: “Voi siete luce e sale della terra”. Nell’attesa del Papa, vengono presentati i progetti di solidarietà per il mese della pace che contraddistingue l’impegno dei ragazzi a guardare oltre i confini del proprio ambiente e interessarsi ai propri coetanei che vivono in ogni angolo del mondo. Quest’anno l’AC sarà chiamata a sostenere i ragazzi di strada di S. Pietroburgo e gli orfani della Siberia, in due grandi progetti realizzati insieme da cattolici e ortodossi. “Diventiamo grandi insieme” è il sottotitolo della manifestazione che apre il decennio dedicato all’attenzione della Chiesa Italiana all’emergenza educativa. Sono tante le testimonianze di giovani di AC che vivono la propria fede con gli occhi rivolti al cielo e lo sguardo sulla realtà temporale. C’è l’esperienza della santità vissuta nell’associazione come la piccola Nennolina, il giovane Piergiorgio Frassati e la sorella maggiore Armida Barelli. Volti e parole proiettate dai maxischermi e che hanno raggiunto il cuore di ognuno. Ma c’è, anche, chi ha raccontato la sua esperienza di fede ricordando il proprio impegno a favore dei terremotati de L’Aquila. Mentre la Piazza si riempie giungono i messaggi del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del Nunzio apostolico in Italia Giuseppe Bertello. Prima dell’arrivo del Papa è stato il Cardinale Angelo Bagnasco a portare i saluti della Chiesa italiana rappresentata anche dai tanti Vescovi, circa trenta, che hanno voluto accompagnare assieme ai tantissimi sacerdoti, i ragazzi all’incontro con Benedetto XVI. Bagnasco ha esortato i presenti a servire le parrocchie, pregando tutti i giorni e partecipando con fedeltà alla messa e alla confessione. Allora - ha spiegato - "i vostri gruppi associativi diventeranno cenacoli di bontà intelligente e contagiosa, l'amicizia sarà più vera perché ognuno aiuterà l'altro a scoprire Cristo. Solo così - ha continuato - non sarete timidi nel testimoniare il Signore nei vostri ambienti: dalla famiglia alla scuola, allo sport, al tempo libero". Sembra che anche il Papa sia impaziente ad incontrare i ragazzi dell’AC. Arriva in anticipo in Piazza S. Pietro salutato dall’Inno “C’è di più” e da un entusiasmo da stadio. Sorride, saluta, allarga le braccia per accogliere tutti in un unico grande abbraccio: “Sono semplicemente felice di incontrarvi, così numerosi, su questa bella piazza e vi ringrazio di cuore per il vostro affetto!”. La festa è proseguita durante il pomeriggio con due diversi momenti per i ragazzi in Villa Borghese e per i giovanissimi in Piazza del Popolo.

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