Domenica 11 ottobre p.v. i volontari dell’A.I.D.O. di San Marco in Lamis saranno presenti sul Viale per incontrare i cittadini, dare loro informazioni sull’importanza della donazione come valore sociale e come opportunità per salvare la vita a chi non ha altre possibilità di sopravvivenza, offrire una piantina di Anthurium andreanum. Le offerte ricevute saranno finalizzate a ulteriori campagne informative e alla ricerca sui trapianti.
Nonostante siamo il terzo Paese in Europa per numero di donatori (22,9 per milione di popolazione), secondi solo a Spagna (34 pmp) e alla Francia (25 pmp), in Italia si registra ancora un 30% di rifiuto alla donazione. I dati parlano chiaro: sono infatti più di 9.000 gli italiani in lista d’attesa per ricevere un cuore, un fegato, i polmoni, i reni, l’intestino. Nel 2008 i trapianti effettuati sono stati circa 3.000: in pratica solo una persona su tre ha ricevuto un organo.
“Ancora oggi, malgrado l’aumento deciso delle donazioni che dagli inizi degli anni ‘90 sono praticamente triplicate (si è passati da circa 1.083 donatori utilizzati nel ’92 a 2.932 nel 2008), l’attesa è ancora troppo lunga per chi necessita di un trapianto – afferma Vincenzo Passarelli, Presidente Nazionale A.I.D.O. – La responsabilità sociale, che è la chiave di volta della donazione, va supportata non solo attraverso un sistema sanitario che assicuri risultati ma anche attraverso la diffusione di un’informazione continua e trasparente per chiarire soprattutto gli aspetti più controversi come, per esempio, le modalità di accertamento della morte cerebrale, le garanzie di rispetto delle volontà del potenziale donatore e dei familiari, la trasparenza delle liste d’attesa. In 35 anni di attività della nostra associazione abbiamo spesso percepito resistenza da parte della gente ad affrontare l’argomento della donazione, con giustificazioni quali ‘non ci voglio pensare’, ‘è un argomento imbarazzante’, ‘perché devo pensare alla morte adesso?’. Molto spesso, inoltre, si guarda alla donazione solo sull’onda dell’emozione di un fatto di cronaca. Il nostro obiettivo è smussare questa resistenza psicologica ed eliminare pregiudizi e disinformazione che rischiano il più delle volte di incrinare il sistema delle donazioni. E’ necessario generare un cambiamento culturale nell’opinione pubblica: gli incontri con la popolazione nelle piazze, può aiutare ad avvicinarsi in maniera cosciente e razionale alla realtà dei trapianti”.
Per informazioni:
Dott. Giuseppe Ciavarella
cell: 3357319346
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