Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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L'Aquila: Una città senza il cuore

DSCF7075Sono passati quattro mesi dal disastroso sisma che ha colpito il capoluogo abruzzese e i paesi limitrofi.

 

In queste domeniche di Agosto, mentre la gente è presa dalle sospirate vacanze, volontari e protezione civile continuano il faticoso lavoro di ripristino delle attività normali.

Passeggiando per le vie de L’Aquila ti accorgi subito del senso di smarrimento che ha colpito i suoi abitanti. Una città vuota, attraversata solo dai mezzi di soccorso e dai pochi abitanti ammessi a recuperare i propri averi. Una città dal cuore ferito. Anzi, sembra quasi come un corpo esanime su se stesso. Una città a cui manca un cuore. Un cuore rappresentato dai suoi abitanti. Dalle migliaia di studenti che frequentavano l’università. Un cuore che non batte per la troppa paura di rientrare in quelle case che hanno dato sofferenza e lutto. Più che annunci e promesse, gli abitanti de L’Aquila aspettano di riappropriarsi delle loro attività commerciali e dei luoghi simboli della comunità: Piazze e Chiese. Una città ferità nel cuore con la distruzione dei suoi monumenti simboli: per primo la Basilica di Collemaggio, il Duomo e il centro storico praticamente non percorribile se non in piccola parte.

Adesso mancano pochi giorni alla riapertura delle scuole e dell’università. La città ha bisogno di riappropriarsi della sua normalità. Spetta alle forze di governo dare ossigeno alla speranza di migliaia di famiglie che vogliono non assistenza ma certezze. Passeggiando sulle strade del dolore de L’Aquila, ti accorgi come anche i luoghi che dovevano rappresentare la sicurezza e l’affidabilità siano miseramente crollati. La prefettura è diventato il monumento simbolo di questa tragedia, ma ci sono anche la sede del Consiglio Regionale, la Questura, la sede dei Vigili del Fuoco, l’Ospedale. Nei campi d’accoglienza la vita scorre lentamente. Mentre le famiglie giovani sono nella costa per alcuni giorni di mare, gli anziani e gli ammalati sono rimaste nelle calde tende, dove di giorno nonostante i condizionatori si raggiungono temperature alte e la sera per colpo dell’escursione termica le stesse tende diventano molto fredde.

Una piccola campana vicino a una tenda più grande verde annuncia la S. Messa. Una parvenza di normalità in una città dove il cielo diventa subito grigio e i primi tuoni annunciano un forte temporale. Lasciando L’Aquila e leggendo i cartelli stradali ti accorgi della familiarità di alcune località: Onna, Paganica, Assergi e la più famosa Coppido. Anche i cartelli di pubblicità disseminati lungo l’arteria principale di Viale Croce Rossa sembrano adeguarsi al mondo circostante. Non ci sono griffe di vestiti o miss in primo piano. Leggiamo la pubblicità di una società che affitta cestelli e ponteggi. Più in là vicino al semaforo c’è un’altra società che affitta camper e roulotte. Lo sguardo corre lontano verso l’autostrada e quel cuore che deve incominciare a battere è rappresentato dai tanti cantieri di nuove abitazioni lungo la periferia della città.

Antonio Daniele

 

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