Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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Calcio in Rosa: La grande beffa del campionato provinciale calcio a 5 femminile

locandinacamporatorio

Gli attesi Playoff del campionato di calcio a 5 femminile organizzato dall’US.ACLI, verranno ricordati nella storia della nostra avventura calcistica certamente non per la sua spettacolarità, per il sentimento o il coinvolgimento, bensì per una ignobile farsa ,che si è consumata oltre sul nostro campo del centro sportivo “Balilla”....

ma soprattutto nei campi che ci hanno ospitato e non meno l’arbitraggio che ha fatto molto a desiderare (con esclusione dei pochi che hanno professionalità da vendere). Un peccato, dal momento che la magica atmosfera che si respirava in torno alla squadra Femminile dell’Oratorio della Chiesa Madre e sugli spalti, meritava ben altra sorte:un pubblico colorato, vivace pronto a sostenere le sfavillanti giocate con la solita passione di fronte al bel gioco. Uno scenario ideale per una manifestazione così importante, giunta alla stretta finale dei Playoff. Aver visto con i propri occhi cosa è accaduto ha dell'incredibile: spettatori ammutoliti.Un epilogo beffardo, surreale e intriso di mistero e una dose di soluzione politica alquanto discutibile, anzi da condannare.

La cronaca dei fatti: Oratorio “Chiesa Madre San Marco in Lamis”- Castellucio dei SauriSiamo ai primi minuti,di una partita molto tattica, strano da dirsi per un incontro di calcio a 5, ma così è stato. Le avversarie passono in vantaggio siglando l’1-0 dopo solo tre minuti , si ha una immediata reazione delle nostre ragazze , e dopo aver siglato il pari e messo a ferro e fuoco la retroguardia del Castelluccio dei Sauri , si portano in vantaggio . Nel contempo nella propria area rimaneva infortunata una delle ragazze del Castelluccio (per una probabile distorsione del ginocchio sx, alla stessa vanno i nostri migliori auguri per una pronta guarigioni).Non si sa per quale assurdo motivo, la partita termina a soli 7 minuti di gioco, il dirigente della Castelluccio , dopo aver colloquiato con l’arbitro decide di ritirare la squadra. Ma qui iniziano prima le polemiche e poi l'ignobile siparietto in cui arbitri e organizzazione recitano dei ruoli davvero pessimi. La delegazione dell’oratorio sbraita, non ci sta e il Ct Preziosi dalla gradinata e il suo collaboratore Soccio e tutti i membri accompagnatori diventano un fiume in piena; l’arbitro, assalito verbalmente da ambo le parti, va letteralmente nel pallone e non ci sono modi e tempi per venire al dunque. Il regolamento poi in questi casi parla chiaro, nonostante il numero legale degli avversari l’arbitro decreta la fine ella gara per il ritiro della squadra avversaria.

A questo punto, parlare di sport o futsal non ha più senso; c'è da chiedersi come e perché il direttori di gara sia giunto alla incomprensibile decisione di sospendere la gara. Un patetico epilogo non degno della splendida cornice di pubblico e spettacolo che ha accolto chi ha visto con i propri occhi di spettatore uno scempio calcistico, un furto di fronte al quale nemmeno il Cristo del Cocovadro nulla può: con le braccia aperte, quasi sconsolato sulla "gobba" di Rio, il candido e buon Gesù sembra dire: "Non posso farci nulla nemmeno io".

Alla fine si scopre che il dirigente del Castelluccio aveva architettato tutto , allo scopo di poter recuperare nella partita di ritorno la sconfitta per ritiro ( 3-0) , una strategia messa in gioco con la complicità non so di chi ma chiaramente evidente perché la paura di continuare la gara e di subire una sconfitta con vari goal di scarto, non gli avrebbe permesso di recuperare con facilità nella partita di ritorno e quinti la probabile eliminazione.   Non è bastato tutto quello che è successo durate il regolare svolgimento del normale campionato , ci voleva anche questa grande beffa. Non siamo una società a livello agonistico le ragazze giocano per il gusto e il piacere di confrontare la propria realtà con le altre , ma …………………………. vi lascio immaginare cosa c’è dietro allo scopo di conquistare il posto nelle finali nazionali. Si fa un gran parlare , oggi, dei cattivi esempi che la società dei grandi da ai nostri giovani. I giovani sono in attesa.

Aspettano parole e gesti di noi adulti . E’ nostro compito fare delle nostre società e gruppi sportivi dei veri luoghi di incontro e di amicizia, e fare delle tante attività sportive, culturali ed associative che quotidianamente organizzano autentiche esperienze di maturazione umana. Ciò si concretizza nell’aiutare ogni atleta a dare il meglio di se stesso:nell’allenamento, nella gara, nella vita di gruppo, nella scuola, in famiglia, cosa che oggi e nel passato non si è verificato nei nostri e nei confronti di chissà quale altre squadre