Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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Treni, la Puglia da 33 giorni isolata

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Stato di emergenza da venerdì

Il diritto alla mobilità è un diritto fondamentale ed inalienabile della persona. Un diritto che da 32 giorni viene però negato ai pugliesi e a tutti cittadini (pugliesi certo ma anche italiani e stranieri), costretti, per raggiungere Roma dalla Puglia o la Puglia da Roma ad un viaggio da terzo mondo se si sceglie il treno a o pagare tariffe scandalose se si preferisce l'aereo.

Nel primo caso i passeggeri (statisticamente la maggior parte, visto che il treno è di gran lunga il mezzo di trasporto più utilizzato dalle classi medie), sono costretti a scendere dal treno a Foggia, trasbordare sugli autobus fino a Benevento e risalire poi su un altro convoglio alla volta di Roma per arrivare con 60/90 minuti di ritardo rispetto al tempo trevisto e alla tariffa che Trenitalia continua ad imporre (nonostante i disagi e il ritardo). 

La seconda ipotesi per raggiungere la Capitale (oltre all'auto) è l'aereo. In questo caso la tariffa praticata da Alitalia, l' unica compagnia che in regime di monopolio collega la Puglia con Roma (dopo che a febbraio Easyjet ha cessato di operare sulla tratta Roma-Bari a tariffe low cost) e che supera in queste ultime settimane le 250 euro. Andata e ritorno.
Il diritto alla mobilità sancito dalla Costituzione per i pugliesi resta dunque un diritto solo sulla carta. Nè i politici (regionali o parlamentari, questi ultimi teoricamente più esperti di leggi) si sono indignati o agito per chiedere a Trenitalia una riduzione delle tariffe praticate o alla compagnia di aumentare il numero dei collegamenti o dei posti (annunciati qualche giorno prima della chiusura della campagna elettorale dall'assessore regionale: Con Alitalia abbiamo trovato un’intesa - fu detto - che è volta a limitare i disagi dei passeggeri. La soluzione è sfruttare tutte le modalità di trasporto in nostro possesso: la Puglia non può essere tagliata fuori dai collegamenti con la Capitale»).

«Un’opportunità la offre Alitalia che - assicurono in coro politici ed esperti della mobilità aerea locali - da domenica 21 e fino a fine mese istituisce da Bari e Brindisi nuovi voli low cost con la Capitale: 430 posti in più a 74 euro da Bari; 285 posti a partire da 49 euro da Brindisi)». Oggi però un biglietto da Bari per Roma (partenza il 14, domani, ritorno il 15) costava da 236 euro, ad un massimo di 301 (andata e ritorno a dire il vero).

Esiste però uno strumento legislativo sulla continuità territoriale (uno strumento legislativo europeo che ha lo scopo di garantire i servizi di trasporto ai cittadini abitanti in regioni disagiate della nazione a cui appartengono) che consentirebbe al governo, su proposta della Regione di aumentare il numero dei collegamenti, abbattendo i costi per i passeggeri. Questo strumento già utilizzato per i collegamenti da e per la Sardegna, ma anche per la Sicilia e con la Calabria (Crotone) può essere «copiato» dalla nostra Regione in un momento di grave difficoltà per la mobilità dei cittadini legata al trasporto su ferro. 

A dirlo è l'avvocato dello Stato Pierluigi Di Palma, già direttore generale dell'Enac, attualmente consigliere giuridico dell'Agenzia spaziale Italia e redattore del disegno di legge Fitto sulla concessione degli aeroporti pugliesi e punto di riferimento per gli aeroporti pugliesi per le procedure che hanno portato la Puglia ad ottenere il riconoscimento dall'Ue per gli aiuti al passeggero.

«La Puglia - dice Di Palma - può e deve puntare sugli oneri di servizio pubblico per garantire la mobilità in luogo di quella ferroviaria ai passeggeri penalizzati dalla interruzione determinata dalla frana. La Puglia per rimanere in Europa può e deve rifarsi allo strumento normativo esistente che permette al presidente della regione di proporre al governo la istituzione di un tavolo tecnico per definire modalità operative per le tratte da finanziare (in questo caso Brindisi e Bari per Roma e viceversa)». 

«Laddove ci siano delle difficoltà a duplicare voli già esistenti che farebbero concorrenza a quelli attuali, chiaramente - continua - l'aeroporto su cui puntare per i voli da effettuare con il contributo pubblico potrebbe essere quello di Grottaglie, già operativo per l'attività cargo e in quello di Fiumicino che rimane lo scalo di destinazione tenuto conto che i voli onerati permettono di avere degli slot aggiuntivi a quello già in uso. 

D'altronde nella legge finanziaria del 2003 l'allora ministro dei trasporti Pietro Lunardi aveva previsto per l'aeroporto di Grottaglie collegamenti aerei con Roma e Milano in regime di oneri di servizio pubblico ma non fu mai pubblicato il relativo bando. Resta da individuare la disponibilità economica che la regione può ultizzare tenuto conto che per tali esigenze si può fare riferimento a fondi comunitari.

In fondo al novero delle possibilità (qualora i politici continuassero ad essere distratti) c'è sempre poi quella relativa a Ryanair che ha aperto in Puglia due basi (Bari e Brindisi) e che potrebbe essere coinvolta, almeno fino a fine emergenza, per operare voli tra gli aeroporti pugliesi e Roma Ciampino a tariffe low cost. Ma tutto questo richiede impegno e volontà politica. E stando alla tempestività dei nostri (dopo 32 giorni la prima mossa ufficiale oggi) c'è da stare tranquilli: nulla si farà e la gente continuerà a viaggiare da terzo mondo e ad arricchire la nostra amata Alitalia.
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ORE 12.32 - FITTO: VENERDI' CDM DICHIARA STATO EMERGENZA
«Il Consiglio dei Ministri di venerdì prossimo dichiarerà lo stato di emergenza per i territori interessati dalla frana di Montaguto», avvenuta il 10 marzo in Campania, nell’avellivese, e che paralizza i collegamenti ferroviarii nel tra la Puglia e Roma. Lo annuncia il ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto. «Il Governo, attraverso l’efficiente azione della Protezione Civile – afferma il ministro in una nota -, ha assicurato quanto necessario a fronteggiare nell’immediato l’emergenza dell’ennesimo fenomeno franoso e ha consentito in pochi giorni di individuare i siti nei quali stoccare i detriti affidando al commissario i poteri necessari a questo scopo».

Secondo Fitto, la polemica contro il Governo è «strumentale» ed è solo «uno schermo di fumo» per cercare di «celare le responsabilità vere di chi ha amministrato quei territori. Per quasi cinque anni, infatti, l’emergenza è stata affidata alla responsabilità della Regione Campania che disponeva di tutti i poteri necessari ad affrontare e risolvere un evento la cui lenta evoluzione era perfettamente prevedibile». 

«E' per me un’amarissima circostanza – aggiunge il ministro - dover ammettere che una cosa così al Nord non si sarebbe verificata: al Nord in cinque anni, con una disponibilità di risorse pari a quella che alla Campania deriva dai fondi nazionali e comunitari per i rischi idrogeologici e con i poteri straordinari affidati, il problema sarebbe stato risolto». 

«La polemica Nord-Sud – conclude Fitto – utilizzata per agitare gli animi dei cittadini pugliesi e campani è stucchevole e deve essere combattuta per quello che essa è: espressione di una cultura politica che costituisce un’insopportabile zavorra per lo sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno».

ORE 14.08 - PALESE: SINISTRA SE LA PRENDA CON BASSOLINO
«La sinistra pugliese se la prenda con Bassolino e la Regione collabori col governo centrale, che venerdì dichiarerà l’emergenza». Lo afferma il capogruppo di Fi-Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, a proposito della frana che blocca la tratta ferroviaria tra la Puglia e Napoli-Roma. «Al netto della demagogia e del populismo di chi oggi dalla Puglia 'promette' di incatenarsi alternativamente a Palazzo Chigi o sui luoghi della frana di Montaguto, grazie all’intervento del ministro Fitto il Consiglio dei Ministri venerdì dichiarerà lo stato di emergenza per i territori colpiti dalla frana, unica via – dice Palese – per dare alla Protezione Civile e al commissario, uomini, mezzi e tempi veloci di intervento». 

La Regione Puglia, «pur essendo la più colpita e danneggiata dalla frana per il sostanziale stato di isolamento ferroviario, è – per Palese – anche la meno coinvolta». «Chi è responsabile per i mancati interventi ordinari del passato e per i ritardi nella richiesta di stato di emergenza, è la Regione Campania, dove il presidente Caldoro – secondo Palese – essendosi a malapena insediato non può essere in alcun modo ritenuto colpevole, mentre il presidente Bassolino si è limitato a scrivere una inutile lettera al presidente Berlusconi prima di Pasqua. In questi 5 anni era evidentemente troppo impegnato a sperperare i soldi per gli interventi ordinari e a sommergere i cittadini da cumuli di rifiuti per accorgersi del dissesto idrogeologico che di giorno in giorno a Montaguto si è trasformato in disastro». 

«Se vogliono incatenarsi, quindi, Vendola, Amati e compagni, – conclude – devono farlo dinanzi a casa di Bassolino non certo sotto Palazzo Chigi che ora sta sostituendosi alle inadempienze del passato della Regione Campania per fare tutto il possibile».

ORE 14:20: LE QUATTRO RICHIESTE DI BORDO (PD) AL GOVERNO
L'emergenza provocata dalla frana di Montaguto sarà oggetto del 'question timè con il governo alla Camera dei deputati mercoledi 21 aprile sulla base di un’interrogazione presentata dal deputato del Pd Michele Bordo.
Il parlamentare definisce “una vergogna nazionale l’assoluta inerzia del governo a fronte di una delle più gravi emergenze ambientali dell’ultimo decennio”. Nell’interrogazione Bordo avanza quattro richieste: dichiarare lo stato di emergenza; ripristinare con urgenza il collegamento ferroviario tra la Puglia e Roma e, nelle more, garantire agevolazioni tariffarie agli utenti della linea ferroviaria Lecce-Napoli/Roma per il disagio subito; ripristinare la statale 90 'delle Pugliè; finanziare e realizzare interventi strutturali per il contenimento della frana e l’attenuazione degli effetti sul territorio.
“L'assenza dello Stato – conclude Bordo – deve essere colmata dalla presenza, la più evidente possibile, delle istituzioni regionali e locali, dei cittadini di Puglia e Campania. La loro mobilitazione civica è l’unica soluzione per cercare di attirare l’attenzione di un governo intriso di leghismo e antimeridionalismo”.

14:40 - L'ASSESSORE AMATI: SOSPENDO AZIONI PROTESTA
L'assessore alle Opere Pubblichedella Regione Puglia, Fabiano Amati, ha deciso di sospendere le iniziative “eclatanti” di protesta che ieri aveva annunciato di voler mettere in atto per sollecitare interventi per far fronte ai danni causati dalla frana di Montaguto.
La decisione di sospendere le iniziative è stata presa da Amati poichè l’assessore è venuto a conoscenza del fatto che la Protezione Civile ha inviato per l’approvazione alla presidenza del Consiglio dei ministri il provvedimento con cui si dichiara l’emergenza sulla frana di Montaguto, assegnando quindi al Commissario De Biase i poteri straordinari.
“A questo punto – sostiene Amati – aspettiamo le determinazioni della presidenza del Consiglio, alla quale mi permetto di assegnare l’ulteriore termine di venerdì prossimo, eventualmente utile a riunire il Consiglio dei ministri, e pertanto sospendo l’ultimatum già assegnato per dare corso ad eclatanti azioni di protesta”.
“In queste ore – aggiunge Amati - ho notato una vanitosa, bipartisan e quanto proficua gara ad assumere iniziative di sollecitazione mediatica da parte di tutti, che fa superare alla Regione Puglia e all’assessorato da me guidato lo stato di solitudine in cui c'eravamo ritrovati: sino a qualche ora fa sembrava che questa storia interessasse soltanto il presidente Vendola e l’assessore Amati”.
''In questa vicenda leresponsabilità – sottolinea Amati – non si contano, comprese quelle di autorevoli esponenti politici pugliesi del centro destra in compagnia di altrettanto autorevoli esponenti campani del centro sinistra, che per un verso o per l’altro grazie a questa vicenda hanno scoperto che l’Italia vive in un clamoroso e costante rischio idrogeologico”. “E che forse – aggiunge - quando non si fa fino in fondo il proprio dovere o per motivi elettorali si impedisce l’approvazione del Par Fas non si compie una buona azione, visto che in quel provvedimento e su questa materia sono disposti investimenti per 100 milioni di euro”.

ORE 17:09 - EMILIANO E FERRARESE, NOI ATTENDEREMO SULLA FRANA IL RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO
In una lettera congiunta, il presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, ed il sindaco di Bari, Michele Emiliano, fanno sapere che, come annunciato, venerdì 16 aprile alle 11 aspetteranno sul luogo del disastro della frana di Montaguto un rappresentante della presidenza del Consiglio che confermi loro «l'avvenuta dichiarazione dello stato di emergenza e l’intervento della Protezione Civile, come anticipato oggi dal ministro Fitto». 

«Dobbiamo rilevare – sostengono Ferrarese ed Emiliano nella nota – che sono già trascorsi 43 giorni dal 10 marzo, data della frana, e forse solo venerdì prossimo saranno attivati i poteri speciali per poter affrontare il problema. La tempestività è stata lenta quanto una lumaca». 

«E' vero – è detto ancora nella lettera – che la regione Campania sarebbe dovuta intervenire negli ultimi cinque anni, ma alle responsabilità della Regione Campania va affiancata la responsabilità del governo per non essere intervenuto in sostituzione della stessa Regione, come fatto in altre occasioni (vedi rifiuti)». «Qui non si tratta di una polemica sterile nord-sud – conclude la nota – ma della constatazione che l'attenzione del governo è maggiormente rivolta alle aree del nord».

ORE 17:45 - SCHITTULLI, IL GOVERNO HA DATO ASCOLTO AGLI APPELLI
Il presidente della Provincia di Bari e presidente dell’Unione Province Puglia, Francesco Schittulli, ringrazia il governo e, in particolare, il ministro Raffaele Fitto per aver accolto tempestivamente i numerosi appelli giunti nelle ultime ore da diversi esponenti istituzionali, fra cui anche quello dell’Upi, dichiarando lo stato di emergenza per i territori interessati dalla frana di Montaguto che dal 10 marzo scorso ha interrotto i collegamenti ferroviari fra la Puglia e Roma. «La lettera inviata dall’Upi Puglia ai sottosegretari Letta e Bertolaso e al ministro Fitto, al fine di individuare modalità e tempi rapidi per risolvere il problema della frana, ha avuto un riscontro immediato. Questo – afferma Schittulli –  dimostra sensibilità e attenzione del governo di fronte a problematiche gravose e serie che interessano il Sud». 

«Dichiarare lo stato di emergenza per i territori colpiti dalla frana è, infatti, la strada più efficace – sostiene Schittulli – per attivare interventi immediati». «Di fronte ad emergenze del genere – conclude il presidente della Provincia di Bari – il populismo e le strumentalizzazioni politiche non hanno nessun significato. Bisogna, invece, far fronte comune per chiedere ed ottenere una pronta soluzione dell’emergenza e, soprattutto, attivarsi affinchè tali non situazioni non accadano più».

ORE 18:40 - BERTOLASO, LA MANCATA MESSA IN SICUREZZA DELLA FRANA E' RESPONSABILITA' DELLA REGIONE CAMPANIA
E’ evidente “da un lato il costante sforzo profuso da questo Dipartimento per il definitivo superamento della situazione di criticità in rassegna, dall’altro l’esclusiva responsabilità della regione Campania per la mancata messa in sicurezza del fronte di frana che ha successivamente determinato la riattivazione della stessa e i conseguenti, gravi, disagi arrecati alla popolazione residente nel territorio della regione Puglia”. Lo scrive in una lettera il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, in merito alla situazione di criticità nel territorio del comune di Montaguto, in provincia di Avellino, a causa della riattivazione del movimento franoso. 

La lettera è stata inviata al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, all’assessore alle opere pubbliche, risorse naturali e difesa del suolo della Regione Puglia, Fabiano Amati, al ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, al sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta, al prefetto di Avellino, al Commissario delegato Mario Pasquale De Biase, all’amministratore delegato della Rete Ferroviaria Italiana Spa Mauro Moretti, al presidente dell’Anas Spa Pietro Ciucci. 

“E' peraltro ben singolare leggere in questi giorni affermazioni di impossibilità a intervenire da parte di chi è stato designato, in ossequio a quanto disposto dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, a gestire tale situazione di criticità dopo che gli aspetti tecnici operativi erano stati concordati con tutti i soggetti interessati - continua Bertolaso - Nel prendere atto di quanto sopra, e tutto ciò premesso, informo le signorie vostre che entro la settimana corrente il sottoscritto effettuerà un sopralluogo nelle località interessate dal movimento franoso per assicurare, immediatamente dopo la deliberazione del Consiglio dei Ministri, tutte le necessarie determinazioni ed iniziative al fine di risolvere in tempi serrati una situazione che gli enti locali dal 2006 ad oggi, nonostante il pieno supporto di questo Dipartimento nazionale, non sono stati in grado di fronteggiare”.

“Spiace inoltre rilevare - spiega - l’atteggiamento del competente assessore in indirizzo che, nei giorni in cui si accinge ad avviare gli interventi nell’ambito della 'Galleria Pavoncellì, resi possibili grazie alla proficua e costruttiva collaborazione tra la regione Puglia e questo Dipartimento, annuncia azioni di clamorosa protesta senza verificare e valutare le ragioni che hanno prodotto la situazione attuale della frana di Montaguto”.



ORE 20:11 - BOCCIA, INCREDIBILI RITARDI
«La situazione lungo i binari della ferrovia che collega la Campania con la Puglia, nonostante siano trascorsi ben 35 giorni dalla frana di Montaguto, Š drammatica». È quanto afferma il deputato del Pd Francesco Boccia secondo il quale «se la Protezione civile ha individuato le responsabilità, a maggior ragione ci aspettiamo un intervento rapito per ripristinare le normali condizioni del servizio». 

«Bertolaso ha annunciato un sopralluogo e questo è positivo perchè tutti conoscono le sue capacità – prosegue Boccia – Ma non si può tacere che fino ad oggi non è stato fatto nulla, tanto che i collegamenti sono ancora interrotti». «Anche la prevista deliberazione del Consiglio dei Ministri, non avrà certo l’effetto di una bacchetta magica» e dunque, conclude l'esponente del Pd, «chiediamo che inizino immediatamente gli interventi, almeno per togliere la terra che copre ancora i binari».