Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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Il giallo della pineta di Padre Pio

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Di chi è  la proprietà? I documenti non aiutano a risolvere la situazione

La ingarbugliata questione della “pineta di padre Pio” torna ad agitare il mondo politico locale. Vecchia di un lustro, la vicenda si è caratterizzata finora per il silenzio di molti e diverse anomalie, che non hanno aiutato e non aiutano di certo la chiarezza, soprattutto sul versante trascrizione degli atti per accertare la reale proprietà del sito, alcuni esposti anonimi e qualche infuocata puntata in consiglio comunale negli anni scorsi.
Argomento spesso cavalcato anche da qualche ex amministratore in passato nei comizi elettorali, prima che un incomprensibile velo di oblio si impadronisse dell’intera vicenda. Oggi, a squarciare questa cortina di fumo, arriva da Bari il sollecito della Regione Puglia, che torna a chiedere lumi al comune di San Giovanni Rotondo, sulla questione. Torna, perché lo aveva già fatto una prima volta nell’ottobre 2009, ma senza ricevere alcuna risposta in cambio. Così l’ufficio osservatorio abusivismo e contenzioso dell’assessora - to all’assetto del territorio-servizio urbanistica, è tornato, nel febbraio scorso, alla carica con il sindaco di San Gio vanni Rotondo: “Si fa presente, che sono ormai trascorsi oltre tre mesi, nonostante l’evidenziato carattere d’urgenza della richiesta, e si sollecita pertanto la trasmissione di una dettagliata relazione in merito”. Un sollecito al quale il Comune della città di san Pio dovrà dare, a breve, seguito, relazionando in misura adeguata. E lo dovrà fare anche nei confronti di un consigliere comunale di opposizione, Vito Sollazzo, del Pdl, che l’8 aprile scorso ha depositato anch’egli al protocollo del comune garganico una analoga richiesta, facendo così salire a due i con sessi istituzionali desiderosi di avere delucidazioni in merito. Ma perché tutti vogliono conoscere la reale situazione della proprietà – pubblica o privata- della pineta di Padre Pio? Perchè è una storia infarcita di luci ed ombre e riguarda una zona a ridosso del costone montagnoso che sovrasta la cosiddetta zona internazionale, all’altezza del poliambulatorio “Giovanni Paolo II” in via Cappuccini, a pochi metri in sostanza dal santuario di Santa Maria delle Grazie, sulla cui proprietà è in atto una disputa tra chi considera la zona demanio pubblico, e chi, vedi il comune, zona di proprietà privata. Tanto che la stessa oggi è oggetto di una lottizzazione di edilizia privata, dietro regolare permesso di costruzione rilasciato proprio dal comune di San Giovanni Rotondo due anni fa. La disputa sulla proprietà dei terreni, fu già oggetto, in verità, di una seduta del consiglio comunale, il 15 febbraio del 2007. In quella occasione la opposizione avanzò la richiesta di inviare il verbale del Consiglio, riportante le dichiarazioni rilasciate dagli intervenuti al dibat tito, alla Procura della Repubblica.