Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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Nella “ferita” del costato di Cristo

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Mons. Castoro: “Rivolgiamo i nostri passi verso di lui con la consapevolezza che, seguendo le sue orme, raggiungeremo il Cristo”.

Poco dopo le 17.00 del 19 aprile 2010, le reliquie mortali di S. Pio di Pietrelcina hanno varcato il portone centrale del Santuario S. Maria delle Grazie che fu voluto e costruito dal Santo cappuccino. Un appuntamento atteso da anni e realizzato nel giorno in cui i frati cappuccini della Provincia Monastica, si ritrovano per il capitolo generale.

Un lungo e variegato corteo di Vescovi, tra cui anche il nostro Arcivescovo Francesco Pio Tamburrino, di sacerdoti, di frati e collaboratori del Santuario hanno accompagnato le spoglie mortali di S. Pio verso la nuova dimora nella Chiesa inferiore del Santuario a Lui dedicato. Una commozione rotta da un incensante applauso, tra due ali di folla, che allungavano la mano per poter toccare il sarcofago. La bellezza della nuova cripta voluta dai frati cappuccini rompe qualsiasi polemica sulla decisione di trasferire le sacre reliquie. Il posto dove riposerà per sempre S. Pio è al centro della nuova Chiesa di Renzo Piano. Nella colonna principale da dove partono le arcate che sorreggono la Chiesa Superiore. Padre Rupnik ha voluto raffigurare la colonna principale con il Cristo e l’angelo, e in mezzo è stata realizzata un’apertura la cui forma richiama la ferita del costato di Cristo identica a quella rappresentata nella scena dell’apparizione di Gesù risorto agli Apostoli. Attraverso questa “ferita” i fedeli potranno vedere e toccare il sarcofago del Santo. Ci sono diversi testi nelle Fonti Francescane medievali e nell’Epistolario di Padre Pio da cui trae significato la scelta di collocare san Pio da Pietrelcina nella ferita gloriosa di Cristo. Si realizza così testualmente la parola di san Paolo: «…la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio». Numerose le autorità civili e militari che non hanno voluto mancare allo storico appuntamento. Durante la solenne Concelebrazione Eucaristica, presieduta dal presule di Manfredonia- Vieste- S. Giovanni Rotondo Mons. Michele Castoro è stato consacrato anche l’altare della Chiesa inferiore. “Siamo Chiesa che si raduna attorno a Cristo- ha esordito Mons. Castoro nell’omelia. Questo altare è segno di Cristo, pietra viva. Su questo altare, Cristo stesso si farà presente nel mistero dell’Eucaristia. Accanto a questo altare riposerà Padre Pio, un uomo che ha edificato la sua esistenza proprio sulla Roccia, che è Cristo Signore”. Mons. Castoro ha continuato dicendo che “la stessa traslazione, dunque, acquista valore con la dedicazione dell’altare, così come la nuova collocazione di Padre Pio acquista significato nella vita di Cristo e dalla vita di Cristo di cui ci parla in maniera eloquente questa luminosa cripta. Siamo in un angolo di Paradiso. Non solo per la bellezza artistica dei mosaici, che esprimono un livello alto di arte, ma perché qui tutto ci parla di Gesù! Anzi, qui è Gesù che ci parla, riproponendoci con il linguaggio delle immagini il suo Vangelo”. Alla celebrazione eucaristica era presente anche Padre Marko Rupnik accompagnato dai suoi collaboratori del laboratorio del centro “Aletti”. È stato il padre Provinciale fr. Aldo Broccato a terminare la solenne liturgia con i ringraziamenti a tutte le autorità e in modo particolare ai devoti di Padre Pio che con la loro generosità hanno permesso a Padre Rupnik di realizzare la maestosità della nuova cripta. Fr. Aldo Broccato ha detto tra l’altro che “A questo punto possiamo ben dire che questa Celebrazione, con la consacrazione dell’altare e la collocazione dell’urna del corpo di san Pio nel pilastro centrale dell’edificio, si dà compimento al rito di dedicazione di questa chiesa. Essa rappresenta, però, anche il culmine di un percorso che il nostro santo Confratello ha iniziato quando, ancora adolescente, come lui stesso racconta, «il Signore» volle favorire la sua anima di una celeste «visione» nella quale incontrò «un uomo maestoso e di una rara bellezza, splendente come il sole» che gli promise, in cambio di una dura lotta contro il maligno, la «vittoria» finale e una splendida corona”. E da oggi S. Pio è venerato nella gloria di Cristo ben rappresentata dai mosaici di Padre Rupnik.

 

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Foto di Antonio DANIELE