Ultime Notizie
Testimoni digitali, a Roma 1200 delegati delle comunicazioni diocesane
Si è aperto con le parole di Giovanni Paolo II, che invitavano alla preghiera, il secondo appuntamento della Chiesa Italiana che riunisce tutti i comunicatori delle 220 diocesi. Il Convegno dal titolo Testimoni Digitali ha riunito ben 1200 delegati provenienti da tutta Italia. Un confronto aperto sulle sfide della comunicazione che vede la Chiesa Italiana investire molte energie per una migliore presenza e testimonianza cristiana nella società.
Si è parlato di reti e spazi aperti per poter offrire meglio il messaggio che la Chiesa cuastodisce e che è chiamata da sempre a comunicare. Il convegno è anche un'occasione per poter mettere a conoscenza di tutti le potenzialità che le diocesi hanno acquisito in questi anni. La Chiesa Italiana è presente nell'agorà delle comunicazioni con vari strumenti. In primo luogo le testate dioceane, ben 187, che raggiungono ogni giorno ben un milione di persone. Poi, è sul digitale terrestre con la TV SAT 2000 e la rete delle radio InBlù. Ha un servizio di Informazione religiosa( Agenzia di Stampa) è vari siti internet, oltre a quelli istituzionali. Ma quello che fa la differenza è la moltitudine di mezzi comunicativi realizzati da associazioni, parrocchie e tv locali che rendono la presenza nei media un valore non delegabile. Mons. Crociata, Segretario generale della Cei, ha tratteggiato le linee guide per i prossimi dieci anni, valorizzando quello che è stato realizzato dopo il convegno Parabole mediatiche, ma incoraggiando gli operatori della comunicazione ad essere dei veri animatori nelle realtà locali. L'intervento del direttore de La Stampa Mario Calabresi ha aperto i lavori: "L'informazione è ‘nell’aria’, la si può sentire perfino negli altoparlanti al supermercato e c’è la sensazione che sia uguale ovunque. Ma così non è”. Per il direttore del quotidiano di Torino “La Stampa” Mario Calabresi "il giornale è chiamato anche oggi a un compito fondamentale: dare un senso, una chiave interpretativa degli eventi, offrire dei punti fermi sui quali i lettori possono comprendere a fondo la natura degli eventi”. Nel suo intervento al Convegno “Testimoni digitali”, Calabresi ha ricordato che secondo una recentissima ricerca americana “il 95% di tutta l’informazione che c’è oggi nella rete arriva dalla carta stampata, cioè prodotta da giornalismo tradizionale”. E questa, ha spiegato “è una risposta a chi ha teorizzato che non ci fosse più bisogno dei giornalisti”.
Anche se i giornalisti in questi anni “hanno avuto paura della rete, per la sensazione che sia più veloce di loro, che sia fuori controllo e faccia vincere la superficialità e il sensazionalismo”, è fondamentale che “il giornalista approfondisca le sue categorie di lettura della realtà, senza farsi guidare dalla rete. La giornata si è conclusa con la visita privata alla Cappella Sistina, dove il direttore Paolucci ha parlato che la comunciazione visiva è ben rappresentata da Michelangelo con la sua grande opera d'arte.
Ultime
- Digitale Terrestre: il Corecom interessa anche la Protezione Civile
- Per non dimenticare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
- San Marco in Lamis: al via il rifacimento delle strade del centro abitato
- L'Amministrazione Comunale approva il "Question Time del Cittadino"
- San Marco in Lamis, Corpo Forestale sequestra oltre 100 quintali di legna
















