Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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Il Mondo diventa villaggio

testimoni_bannerSeconda giornata del Convegno Testimoni Digitali

E' entrato nel vivo dei lavori, la seconda giornata del convegno Cei Testimoni Digitali. Molte le esperienze locali che hanno trovato spazio nel racconto e nella testimonianza. Il mondo della rete di internet con i suoi social network sono la base di una nuova presenza cristiana nella società. A discutere dei temi del convegno sono stati chiamati esperti di varie università italiane che hanno messo in luce le potenzialità dei mezzi e le loro implicazioni nella società.

Sono soprattutto i giovani a mettersi in rete e a utilizzare le varie piattaforme per nuove forme di relazioni con i loro coetanei: I “riservati” che ne fanno un uso “limitato e disincantato”; gli “ipersocievoli” sempre “connessi con la propria rete di contatti”; i “collezionisti”, con un uso “quasi compulsivo” per esibire i propri contenuti e allargare la cerchia di amicizie; i “conviviali” che vogliono “incrementare” e ”approfondire” le proprie relazioni: questi i quattro profili dei giovani che utilizzano i social network, soprattutto Facebook, delineati in una ricerca condotta dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.La rete è anche una grande opportunità per la chiesa per arrivare ai molti lontani che non si avvicinano. “Non si può aspettare che la gente arrivi da sola, ma bisogna andarla a cercare non solo nei luoghi in cui sappiamo di trovarla, come i sociale network e il nuovo spazio digitale, ma anche utilizzando quegli argomenti capaci d’incuriosire i nostri possibili ascoltatori, in particolare quelli più lontani dalla Chiesa”. È iniziato così l’intervento a “Testimoni digitali” di p. Roderick Vonhogen, parroco olandese fondatore di “The Star Quest Production”, un network capace di raggiungere 250 mila persone. Nella sua testimonianza il sacerdote ha presentato “sette consigli” per l’evangelizzazione nei nuovi media. I primi due sono appunto la “volontà di andare incontro all’ascoltatore” e la capacità di “incuriosire”. “Da qui – ha precisato il sacerdote – la decisione di organizzare programmi che, partendo da fenomeni di massa come Harry Potter e dalla presenza nel romanzo di simboli religiosi, arrivassero a parlare di fede. La maggior parte delle persone che seguono questi programmi non è, infatti, cattolica”. Tra gli altri consigli: la necessità di vivere l’evangelizzazione “non come un processo statico ma come un cammino” da “vivere insieme come gruppo”, arrivando così a creare una “comunità o, meglio, una famiglia” in cui “stimolare la partecipazione degli ascoltatori perché rappresentano una ricchezza”, di cui è necessario “prendendosi cura”. La seconda giornata si è conclusa con l'intervento del Cardinale Bagnasco che ha invitato i convegnisti ad essere Sale di sapienza e lievito di crescita. La rete ha affermato Bagnasco è un modo per non far sentire solo l'uomo, nessuno deve essere privato dalla vicinanza di Dio. Bisogna trovare un nuovo alfabeto dell'umano, parole nuove che sappiano comunicare con l'uomo.