Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
TEXT_SIZE
Banner

Foggia, sanità: non ci sono soldi ma manca il personale

sanitaFoggia – DA UNA parte le difficoltà economiche, dall’altra la mancanza di personale nelle strutture di cura pubbliche. Non sta certo vivendo un periodo facile l’ Asl di Foggia, alle prese con buchi di bilancio e necessità di fare cassa. Secondo la relazione dell’azienda sanitaria foggiana, il passivo si aggirerebbe sugli 80 milioni di euro. Colpa soprattutto delle spese legali, dove si spendono circa 400mila euro l’anno dovute principalmente a cause di lavoro, ma anche pagamenti arretrati a fornitori e farmacisti.

Tutto mentre si affaccia l’ombra dello sperpero di denaro. La prova sarebbe l’affitto di un palazzo su Corso Giannone a Foggia, dove ogni mese vengono spesi circa 10.000 euro senza che si conosca la reale destinazione dello stabile. A ciò si aggiunge la ormai disperata situazione delle cliniche private, diventate ormai la vera emergenza che la direzione di Piazza Libertà deve fronteggiare al più presto. A rischio in Capitanata vi sono 500 posti di lavoro, alla luce anche della delibera regionale dello scorso 19 febbraio con cui la Asl del capoluogo dauno ha ridotto in maniera retroattiva il tetto di spesa alle strutture accreditate, riferito all’anno 2009.

TAGLI E MANCANZA DI PERSONALE – I tagli applicati dall’Asl rientrerebbero negli interventi di razionalizzazione e contenimento delle spese messe in atto nel disperato tentativo di recuperare debitoria ed evitare il commissariamento, che per il momento ha interessato solo 4 regioni in Italia (Lazio, Molise, Calabria e Campania) escluse dal Governo dal beneficio dei Fondi Fas (Fondi per le Aree Sottosviluppate) fino a quando non ripianeranno i debiti.
Il tutto mentre, però, nelle strutture pubbliche manca il personale necessario a offrire un servizio adeguato al cittadino. Ai reparti di Oncologia e Riaminazione Universitaria degli Ospedali Riuniti di Foggia, infatti, mancherebbero medici e infermieri. L’Oncologia è attiva ormai da un anno e mezzo ma solo per il day hospital e necessiterebbe di una decina di medici e una ventina di infermieri. Il reparto di Rianimazione universitaria, che potrebbe rappresentare un valido sostegno al reparto di oncologia, è invece bloccato e mai entrato in funzione per mancanza di personale. Al momento infatti vi sono solo 4 infermieri e il primario, il dott. Sante Romito, con solo sei letti disponibili. Una situazione che sta sfiorando il paradosso, mentre a perderci è come al solito l’anello debole della catena della società: i cittadini.