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La terra trema ancora, tre scosse in provincia di Foggia

La terza scossa alle ore 21.20 con magnitudo 3.3
Una scossa di magnitudo 4.4 è stata registrata ed è stata nettamente avvertita dalla popolazione della provincia di Foggia alle 14:20. Lo si apprende dal Dipartimento della protezione civile che sta facendo verifiche sulla presenza di eventuali danni a persone o cose. La scossa è stata avvertita fino a Bari.
E' da stanotte che la terra sta tremando tra la dorsale adriatica e le isole Eolie.
Una scossa di terremoto di magnitudo 2.6 è stata registrata alle 3:04 in provincia di Perugia. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma è avvenuto a 4,8 km di profondità e le località nei pressi dell’epicentro sono state Bevagna, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria, Montefalco e Trevi. Al momento non risultano danni a persone o cose.
Un'altra scossa di terremoto di magnitudo, 2,2 è stata registrata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia alle 5.13 a largo delle isole Eolie ad una profondità di 127 chilometri. anche in questo caso non si registrano danni a cose o persone.
L'epicentro del terremoto verificato in Puglia alle 14.20 di oggi, di magnitudo 4.4 è stato localizzato tra Foggia, Carapelle e Ortanova, nel foggiano. Lo rende noto il Dipartimento della Protezione Civile.
Si è registrata molta paura tra la gente nel foggiano per la scossa di terremoto. Numerose persone si sono riversate per strada, gridando. I centralini delle forze dell’ordine e dei Vigili del fuoco sono stati presi d’assalto dai tanti che chiedevano informazioni. Al momento - secondo le prime notizie – non si registrano danni o persone rimaste ferite.
LA CONFERMA DELLA PREFETTURA DI FOGGIA: NESSUN FERITO NE' DANNI
La prefettura di Foggia ha confermato che, in seguito alla scossa di terremoto, non ci sono state segnalazioni di feriti o danni a cose, anche se si sta monitorando la situazione. La polizia municipale di Orta Nova, uno dei paesi più vicini all’epicentro del sisma, ha riferito che si è trattato di un movimento sussultorio durato 4-5 secondi che ha provocato momenti di paura, ma la gente è rimasta nelle proprie abitazioni.
LA SCOSSA AVVERTITA ANCHE NEL POTENTINO E NAPOLETANO
E' stata avvertita distintamente da molte persone nella zona del Vulture-Melfese e dell’Alto Bradano e a Potenza la scossa registrata alle 14:20. In particolare, a Potenza il centralino dei Vigili del fuoco ha ricevuto diverse telefonate.
Diverse le telefonate che sono pervenute sia ai vigili del fuoco che all’Osservatorio Vesuviano da parte di abitanti del Napoletano allarmati per il sisma: i cittadini hanno soprattutto chiesto conferme e se il tutto fosse legato ad un’eventuale attività del Vesuvio.
ORE 15:20 - UNA SECONDA SCOSSA MENO INTENSA
Una seconda, più lieve, scossa di terremoto ha seguito quella di magnitudo 4,4 avvertita alle 14,20 in Capitanata con epicentro nel territorio di Foggia. Subito dopo questa prima scossa la seconda (registrata alle 14:33) ha raggiunto una magnitudo 2,2, con lo stesso epicentro, ed è stata distintamente avvertita, come la precedente, anche a Carapelle, Ortanova, Rignano Garganico e Ordona. In entrambi i casi non risultano danni a cose o persone anche se le verifiche sono ancora in corso.
ORE 15:56 - AMATI, SOLO QUALCHE MALORE DA SPAVENTO
«Feriti non ce ne sono. Da tutte le verifiche compiute finora risulta che solo due persone nella città di Foggia hanno fatto ricorso alle cure del 118 per malori da spavento». Lo afferma l’assessore alla Protezione civile della Regione Puglia, Fabiano Amati. «Stiamo continuando – spiega Amati – ad effettuare, attraverso tecnici specializzati, tutte le ulteriori verifiche che attengono la staticità degli edifici più importanti e finora stiamo ricevendo notizie confortanti anche per quanto riguarda questo aspetto».
ORE 19:30 - DAI CONTROLLI EFFETTUATI NESSUN DANNO. ISPEZIONATE LE DIGHE
Si sono concluse le verifiche daparte della Protezione civile regionale pugliese nei comuni interessati dalla scossa di terremoto registrata alle 14.20 nel Foggiano. Non si registrano feriti o danni. I controlli sono stati eseguiti ad Accadia, Alberona, Anzano di Puglia, Ascoli Satriano, Bovino, Candela, Canosa di Puglia, Carapelle, Castelluccio dei Sauri, Castelluccio Valmaggiore, Cerignola, Deliceto, Foggia, Lucera, Manfredonia, Margherita di Savoia, Ordona, Orsara, Orta Nova, Panni, Rignano Garganico, San Ferdinando di Puglia, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Severo e Troia.
Controlli, fa sapere l'assessore Amati, sono stati compiuti anche sulle dighe che si trovano nella zona interessata dalla scossa e lungo le tratte ferroviarie. «La situazione dunque è sotto controllo - conclude Amati – non esiste alcuna emergenza anche se i vigili del fuoco stanno proseguendo nelle attività di puntuali verifiche statiche a scopo precauzionale».
ORE 21:20 - REGISTRATA TERZA FORTE SCOSSA NEL FOGGIANO, NESSUN DANNO
Una nuova scossa di terremoto è stata registrata nel Foggiano. Lo rende noto l’assessore regionale alla Protezione Civile Fabiano Amati. Si tratta di una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 con una profondità di 26 chilometri, segnalata alle ore 21.20 nella zona tra Foggia, Carapelle, Ortanova.
L'ultima forte scossa nel Foggiano 62 anni fa
Risale a 62 anni fa l’ultima forte scossa di terremoto nell’area del foggiano colpita oggi dal sisma di magnitudo 4,4. «E' un’area a sismicità elevata, dove in passato sono avvenuti terremoti molto forti», ha detto il funzionario di sala sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Antonio Piersanti. L'area dell’epicentro, compresa fra Foggia, Carapelle e Ortanova, rientra nella classe 2 della classificazione sismica del territorio.
La scossa maggiore mai registrata, di magnitudo 6, è del 6 dicembre 1875; la seconda in ordine di intensità, di magnitudo 5,6, è avvenuta il 18 agosto 1948 ed è ancora nota come «il terremoto della Puglia settentrionale». Da allora, ha detto ancora Piersanti, «non si sono più registrati terremoti di intensità maggiore». L’ultimo degno di nota è stato quello di magnitudo 3,6 del 10 ottobre 2007.
La rottura della faglia è avvenuta a circa 30 chilometri di profondità, anche se questo parametro «è uno dei più difficili da stimare in questo momento», ha osservato il sismologo. Il un meccanismo, ha proseguito, è simile a quello della faglia californiana di Sant'Andrea, con i due lati della faglia che scorrono l’uno sull'altro con un movimento orizzontale. Complessivamente la faglia è orientata perpendicolarmente rispetto agli Appennini: «per questo il terremoto di oggi è molto diverso da quello dell’Aquila o di Colfiorito».
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