Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
TEXT_SIZE
Banner

Il lumino di Padre Pio

DSCF7312di Antonio Daniele

La notte più lunga per i devoti del Santo del Gargano

Una notte illuminata non solo da un cielo stellato di inizio autunno. Una notte riscaldata non solo da un leggero vento di scirocco. La notte più  lunga per i devoti di Padre Pio da molti anni è illuminata dalle migliaia di lumini accesi sui balconi delle abitazioni.

Un gesto semplice e umile che ci ricorda non solo il trapasso dalla vita terrena a quella celeste di un uomo, ma in quella luce è racchiuso tutto il senso della nostra fede. Quella luce ci ricorda l’alba della creazione. In quella luce si fa presente il chiarore della notte Santa di Pasqua. Nella luce accesa al cero pasquale nel giorno del battesimo riceviamo la luce di Cristo che illumina e genera la nostra fede. Allora accendere quel semplice lumino sulla finestra o sul balcone non è un solo gesto di pietà popolare. Non ricordiamo solo un uomo, anche se dichiarato Santo dalla Chiesa. In quella luce accesa c’è il richiamo alla nostra santità di vita, che in una notte di Settembre è illuminata dalla vita e dalla santità di un umile frate, che non ha fatto altro di cibarsi della luce di Cristo attraverso la preghiera e i sacramenti. Oggi San Pio da Pietrelcina dice ad ognuno degli otto milioni di persone che hanno pregato sulla sua tomba in questo anno di ostensione, che la vera luce è nel Cristo Risorto. Padre Pio amava ripetere ai suoi fedeli che “è meglio un giorno senza il sole, che un giorno senza la messa”. Qui c’è tutto il senso della luce dei cristiani. Una vita non nutrita dalla Parola e dal Corpo di Gesù è una vita spenta. Accendiamo, quindi, il lumino sul balcone, ma ricordiamoci che la vera luce è solo nel nostro Signore Gesù Cristo.