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Piano di Rientro, Fazio: “per la Puglia ancora tempo “
In Puglia il rapporto è di tre posti letto ogni mille abitanti mentre attualmente in provincia di Foggia la media è di 4.5 posti letto. Dati che non giocano a favore degli ospedali di Monte Sant’Angelo, San Marco in Lamis e Torremaggiore. In compenso, in un precedente incontro l’assessore Fiore aveva comunicato che in Capitanata dovrebbero essere rafforzate le strutture ospedaliere dei cinque centri maggiori, ovvero Foggia, San Giovanni Rotondo, San Severo, Lucera e Manfredonia.
Il presidio di Lucera sarà il punto di riferimento specialistico per l’area dei Monti Dauni, mentre sul Gargano dovrebbero essere attuate delle riconversioni per potenziare le residenze sanitarie ed i centri di riabilitazione.
I TAGLI NEI PICCOLI OSPEDALI, NELL’ASL/FG: MONTE S.ANGELO, TORREMAGGIORE E SAN MARCO IN LAMIS – L’operazione “taglia-costi” DElla Regione, al fine di evitare la sanzione di 500 milioni per lo sforamento del Patto di Stabilità nel 2006 e nel 2009, non è piaciuta come detto al centrodestra. 18 ospedali da dismettere e tutti quelli con meno di 50 posti letto da riconvertire, assorbendoli in strutture di livello superiore: passa dalla revisione della rete ospedaliera buona parte del piano di rientro che la prossima settimana approderà in consiglio regionale dopo aver passato l’esame delle commissioni. Per quanto riguarda i nosocomi, vengono anche previsti gli accorpamenti dei reparti “doppione” e la riduzione dei ricoveri inappropriati.
Nella manovra la giunta regionale prevede 2.200 posti-letto da tagliare entro il 2012, abbassando il rapporto posti letto- abitante da 4 a 3 ogni mille. In pratica, ora in Puglia ci sono 215 ricoveri ogni mille abitanti, mentre bisognerà portarli a quota 170. Dei 2.200 letti, oltre 1.400 saranno tagliati quest’anno (1.224 per acuti e 197 per post-acuti) e saranno tutti di strutture pubbliche. I restanti 800 posti saranno tagliati entro il 2012: 370 saranno ancora nel pubblico, altri 300 nelle cliniche privato e 130 nelle strutture ecclesiastiche convenzionate (fonte: Gazzetta del Mezzogiorno).
Risparmi arriveranno anche dal contenimento della spesa per il personale. La Regione, infatti, intende instaurare il blocco del turn-over (la non sostituzione del personale in uscita) per tutto il triennio. I risparmi potrebbero aggirarsi sui 18 milioni nel 2010, 32 milioni nel 2011 e 52 milioni nel 2012. Inoltre, viene inserito il ticket di 1 euro su ogni ricetta per disincentivare il ricorso all’acquisto di farmaci non indispensabili.
L’APPROVAZIONE DEL PIANO DI RIENTRO – Si ricorda che era stato approvato lo scorso 13 settembre dalla Giunta regionale pugliese (riunitasi presso lo stand della Regione Puglia presso la Fiera del Levante) lo schema del ddl relativo al Piano di rientro 2010-2012 Sanità. Compresi nel ddl relativo al Piano di rientro 2010-2012 Sanità tre articoli che, rispettivamente: sospendono gli effetti delle internalizzazioni, in attesa dell’emanazione della sentenza della Corte Costituzionale ( fermo restando i procedimenti amministrativi già avviati); blocco turn-over e rispetto del tetto di spesa, vietando qualsiasi prestazione sanitaria al di fuori di questi.
FAZIO: “ ULTERIORE TEMPO ALLA PUGLIA MA NON OLTRE IL 15 DICEMBRE” – -Alla Regione Puglia potrebbe essere concesso dal Governo “un ulteriore tempo, non oltre il 15 dicembre 2010, per integrare con adeguati correttivi, la documentazione già inviata, al fine di procedere con la sottoscrizione dell’accordo del Piano di rientro” dal deficit sanitario. Così il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, al Question time alla Camera. Come riporta l’agenzia Asca i Piano di rientro sanitario predisposto dalla Regione Puglia non e’ ancora stato firmato perche’ ”in fase istruttoria non e’ stato ritenuto dai tavoli tecnici di monitoraggio adeguato e idoneo a riorganizzare e qualificare il servizio sanitario regionale”. Queste almeno le dichiarazioni del ministro Fazio, rispondendo, nel corso del Question Time ad una interrogazione di Franceschini del PD, secondo il quale il governo ritarda la firma del piano ”per motivi politici, usando due pesi e due misure rispetto ad altre regioni come il Piemonte, con conseguenze che ricadranno sui cittadini pugliesi”.
Ha spiegato Fazio (fonte: Asca) lo scorso agosto ”i ministri interessati si sono detti disponibili al differimento al 15 ottobre, a condizione che la Regione stessa, in riferimento a due leggi regionali oggetto di impugnativa di fronte alla Corte Costituzionale, sospendesse entro il 6 agosto i procedimenti amministrativi e sospendesse queste leggi entro il 30 settembre, non emanasse ulteriori provvedimenti legislativi sulla medesima materia e integrasse il piano con le necessarie misure compensative sul piano finanziario nel caso di pronuncia della Consulta favorevole alla regione. Questa condizione e’ stata ritenuta dal governo indispensabile per non vanificare il processo di razionalizzazione della spesa.
Il 28 settembre e il 12 ottobre – ha ricordato Fazio – si sono tenute due riunioni tecniche, da cui e’ emerso che pur in presenza di una sostanziale coerenza degli interventi sanitari proposti non e’ stato risolto il problema connesso alle avviate procedure di stabilizzazione del personale. I rappresentanti della regione non hanno escluso che i provvedimenti abbiano continuato a produrre effetti. Appare elusa quindi la richiesta governativa di sospensione in attesa della Consulta, sicche’ il gruppo tecnico interministeriale ha ribadito la propria valutazione di non conformita’ alla legge regionale 12/2010”. In questa situazione, tuttavia, ha concluso il ministro, ”da parte governativa si sta valutando l’opportunita’ di concedere alla Puglia ulteriore tempo, non oltre il 15 dicembre 2010, per integrare con adeguati correttivi la documentazione gia’ inviata ai fini di procedere con la sottoscrizione dell’accordo e con il piano di rientro”.
CRITICHE AL GOVERNATORE - “Il centrosinistra smetta di fare politica e polemica sul Piano di Rientro, adempia alle prescrizioni del Governo e firmi una volta per tutte il Piano che il Governo stesso, per bocca del ministro Fazio, ha detto ieri di essere pronto a firmare”. Lo dichiara il vicecapogruppo vicario del Pdl alla Regione Puglia, Massimo Cassano.
Friolo: “Sinistra irresponsabile, pronta a distruggere la sanità pugliese” – “Il collega Losappio, invece di tentare di scaricare sul centrodestra rientrando nel suo ruolo di mazziere della maggioranza, si decida una buona volta a riconoscere che, se la nostra Regione è messa nelle condizioni di dover implorare l’adesione del Governo ad un suo piano ‘lacrime e sangue’ di chiusura di ospedali e tagli di posti-letto – ha detto il consigliere regionale PDL Maurizio Friolo – lo deve soltanto alle sue scellerate politiche, sanitarie e non solo, della passata legislatura, che ci hanno riempito di debiti nel contempo peggiorando i servizi ai cittadini”. “E magari anche ci spiegasse come pensa di pagare nei prossimi mesi gli stipendi agli operatori sanitari di ruolo senza i 500 milioni del Governo nazionale, che finora ha avuto nei confronti della Regione Puglia una straordinaria pazienza, riaprendo i termini della definizione del Piano che le consentirebbe di recuperare quelle irrinunciabili risorse fino al 15 dicembre”.
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