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Il Pd: «Vendola ora vada negli ospedali»
«Il riordino e la chiusura degli ospedali, la reintroduzione del ticket sui farmaci, la cancellazione delle esenzioni per cassintegrati e disoccupati seppelliscono le scelte positive degli anni passati. In tal modo ci si ricollega, dal punto di vista del diritto alla salute dei cittadini, alla sanità di Fitto»: è quanto afferma il vicepresidente del consiglio regionale pugliese, Antonio Maniglio (Pd).
«Non sono le parole a essere dure ma la realtà dei fatti. A partire dal primo gennaio ammalarsi costerà di più e trovare un posto letto libero, soprattutto in alcuni reparti (chirurgia e ortopedia), sarà come vincere al lotto - aggiunge Maniglio - non è polemica politica. In questi giorni ho verificato personalmente che ci sono reparti ospedalieri che stanno scoppiando per un sovraccarico di ricoveri; ciò costringe il personale sanitario a turni massacranti e può mettere a rischio la salute dei pazienti. Già oggi, inoltre, prima della chiusura dei piccoli ospedali, ci sono casi di ricoveri a 90 km dal comune di residenza».
«Non c’è bisogno di essere profeti - afferma ancora l’esponente del partito democratico - per vedere che tra qualche giorno si moltiplicheranno i disservizi e i disagi per i cittadini e che monterà una legittima protesta. Proprio come nel 2003-2005. Naturalmente conosco l’obiezione scontata a questa realtà dei fatti: il piano di rientro ci è stato imposto dal governo nazionale e siamo obbligati ad assumere queste misure impopolari per non perdere 500 milioni di euro». «Tutto vero - prosegue Maniglio - salvo una postilla: premesso che il patto di stabilità l’abbiamo sforato e forse potevano tentare di rientrare prima; premesso che forse, dinanzi alle posizioni ricattatorie del governo nazionale, potevamo sfidare Fitto e Tremonti ad assumersi loro la responsabilità di fare scelte così devastanti, mi chiedo: quanto interessa al pensionato o al cassintegrato o al malato se ciò che decidiamo in Puglia è colpa di Berlusconi? Il popolo che sta nelle corsie degli ospedali e negli ambulatori o che sta in lista d’attesa capirà solo che sono giochi di palazzo, e che nei palazzi di Bari e di Roma si litiga a danno dei cittadini».
«Ecco perché - sottolinea - guardo con pessimismo a quello che accadrà nei prossimi mesi. Soprattutto chi è stato in campo vicino agli ospedali e ai distretti, e ha sostenuto lo scontro con Fitto, si ritroverà in grandi difficoltà. Penso che sia necessaria una riposta politica del centrosinistra. È illusorio pensare che scelte che incideranno nella carne viva delle persone possano essere gestite solo dal bravissimo assessore Fiore». «È Vendola, insieme ai consiglieri - conclude Maniglio - che deve scendere in campo e andare a spiegare, nei luoghi dove abbiamo seminato il seme della rivolta e della speranza, che la Puglia ha le mani legate. Fitto lo fece nel 2002, assumendosi le proprie responsabilità a viso aperto. Non capisco perché non possa farlo il presidente Vendola che sulla partecipazione, sull’ascolto e sul coinvolgimento popolare ha fondato la sua identità politica».
Fonte: La Gazzatta del Mezzogiorno
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