Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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Unità d’Italia: i cattolici soci fondatori

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A S. Marco in Lamis un convegno con l’ex Ministro Giuseppe Fioroni.

SAN MARCO IN LAMIS - Si svolgerà lunedì 14 Marzo alle ore 16.00 nell’Auditorium della Biblioteca comunale di S. Marco in Lamis, un convegno di studio sul ruolo e il contributo dei cattolici nei 150 anni di storia nazionale.

Ad intervenire all’importante assise saranno il Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Foggia Giovanni Cipriani e l’onorevole Giuseppe Fioroni, già Ministro della Pubblica Istruzione. La manifestazione, organizzata nell’ambito del Laboratorio di Formazione Sociale, si avvale del patrocinio del Comitato Cittadino per il 150° dell’Unità d’Italia.

Il sentimento religioso cattolico del popolo italiano è stata la spina dorsale della nostra storia nazionale che ha preceduto l’unità istituzionale e politica. “I cattolici- ha affermato il cardinale Bagnasco – si devono sentire, a giusto titolo, 'soci fondatori' di questo Paese, alla luce delle sfide che siamo chiamati ad affrontare, per consentire a ciascuno di sentirsi parte di un 'noi' capace in ogni tempo di superare interessi particolaristici, e di sprigionare energie insospettate e slanci di generosità".

Sul contributo dei cattolici nella storia italiana è intervenuto anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che in più occasioni ha sottolineato come “anche dopo la formazione dello Stato unitario l’intero mondo cattolico, sia pure non senza momenti di attrito e di difficile confronto, è stato protagonista di rilievo della vita pubblica, fino ad influenzare profondamente il processo di formazione ed approvazione della costituzione repubblicana”.

I cattolici non devono sentirsi spettatori passivi di una ricorrenza che celebra l’unità come valore aggiunto ad una storia fatta di valori e di un’identità cristiana che ha riunito da sempre tutto il popolo italiano. La storia di uomini e di santi, come S. Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena che forti della loro fede, hanno dato un contributo alla crescita religiosa e allo sviluppo sociale e perfino economico della nostra Italia.

L’Italia, quindi, non è un’invenzione del 1861, ma solo in quella data trova compimento anche l’unità istituzionale, preceduta dall’unità geografica, linguistica, culturale, artistica e religiosa degli italiani.

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