Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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Riordino ospedali, tutti contro Fiore e Vendola

ospedale

La commissione Sanità ha espresso parere favorevole, con il voto contrario del centrodestra e dell’Udc, al Regolamento di riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia per l’anno 2010. “Il tempo passa e arrivano le scadenze – ha esordito l’assessore Tommaso Fiore - Il 15 marzo è la data in cui devono essere avviati i processi di adempimento relativi al Piano di rientro e dobbiamo tenere fede agli impegni presi”.

Poi, irremovibile, l’assessore ha spiegato: “Opereremo con gradualità su alcuni provvedimenti che non possono essere immediatamente attuati per questioni logistiche. Revisioni di tagli in eccesso saranno presi in considerazione a giugno, ma in questa sede non posso che attenermi al programma governativo. Gli emendamenti presentati da questa commissione che rappresentano un cambiamento secco al Piano di rientro, saranno approfonditi quindi solo in una seconda fase, concordandoli con il governo nazionale”.   Inevitabili i mugugni del Pd. “L’assessore – ha detto il consigliere Pino Romano - ribadisce una sostanziale immodificabilità della delibera di dicembre. Quando abbiamo incardinato il regolamento però, ci eravamo impegnati in questa sede ad una rivisitazione del regolamento a saldi invariati dei posti letto complessivi. I nostri suggerimenti non sono battaglie di campanile, mirano invece ad ottenere un disegno logico e consequenziale al Piano di rientro”.   Ha cercato di mediare il consigliere PD Antonio Maniglio: “Le osservazioni dei consiglieri sono comprensibili. Cerchiamo di trovare nel merito qualche soluzione, altrimenti sarebbe stato meglio dire, come per il Piano di rientro, ‘Prendere o lasciare’ e si era invece data l’impressione che qualche modifica era possibile introdurla. C’è la necessità di dare una risposta alternativa alla chiusura di 18 ospedali. L’assessore dice: ‘Non è questo il tempo’ e io mi permetto di dissentire, perché bisogna avere almeno un’idea, una proposta, un cronoprogramma rispetto ai servizi alternativi alla degenza ospedaliera”.   “La riflessione tecnica – ha sottolineato Fiore -  deve essere ‘smacinata’ in corso d’opera. In questo momento però ho bisogno che la commissione licenzi un testo che mi permetta di lavorare, altrimenti rischio di arrivare a Roma il 17 con una bolla di sapone”. Sebbene alcuni consiglieri del centrosinistra si siano dichiarati “critici” nei confronti di questo regolamento (la dichiarazione di voto del PD affidata al consigliere Gerardo De Gennaro è stata: “Votiamo a favore del regolamento per disciplina di partito, ma ne siamo già pentiti”), Fiore è riuscito ad “incassare” il parere favorevole della commissione ribadendo che “alcune situazioni, come il reparto di Ostetricia di Ostuni che sarà difficile trasferire a Fasano, sono prettamente tecniche. E come tali saranno accolte subito dal Regolamento perché cercherò di accogliere tutti gli emendamenti ‘accoglibili’. Mi impegno poi a valutare tutti i problemi messi in luce oggi, tentando di applicare correttivi in corso d’opera da sottoporre ai tavoli romani”

Palese: 3 motivi per il nostro no - “Sono tre i motivi principali per cui il centrodestra in Terza Commissione ha votato contro il regolamento di riordino della rete ospedaliera pugliese: manca la riduzione degli sprechi mentre si riducono solo i servizi e si chiudono 18 ospedali; manca una proposta complessiva di riforma del sistema; manca una riforma della governance della spesa”. Il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, spiega così il motivo per cui tutto il centrodestra in Commissione Sanità ha votato contro i provvedimenti presentati dalla Giunta Vendola ed illustrati dall’assessore alla Sanità, Tommaso Fiore.“Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico – aggiunge Palese - La Giunta Vendola nella prima legislatura ha sbagliato tutto in materia di sanità e nella seconda sta perseverando in errori strutturali che purtroppo potranno solo peggiorare una situazione caratterizzata da debiti, tasse, ticket, chiusura degli ospedali, clientele. Diciamo da mesi alla Giunta Vendola che sarebbe bastato ridurre la spesa per beni e servizi dell’1% rispetto a quella sostenuta nel 2009, per salvare i 18 ospedali che invece vogliono chiudere; diciamo da mesi che manca una proposta complessiva di riforma organizzativa funzionale del sistema sanitario e che non si riesce a capire quale sarà il futuro dei 18 ospedali; diciamo da mesi anche che nei provvedimenti della Giunta non vi è alcuna riforma di governance della spesa sanitaria. Ne deriva che tutto il sistema continua a restrare completamente fuori controllo e che questi ennesimi sacrifici imposti ai cittadini pugliesi con la chiusura degli ospedali e la riduzione dei servizi, che si sommano alle tasse regionali aumentate e ai ticket sulle ricette anche agli esenti, saranno del tutto inutili. Non condividiamo nulla di quello che questo Governo Regionale sta facendo e non è possibile che 6 anni di sprechi, clientele, disservizi, debiti, tasse e malcostume portato alla luce anche dalle inchieste giudiziarie, non bastino ad indurre la Giunta Vendola a mettere mano ad una coraggiosa e indispensabile riforma che potenzi gli ospedali e i servizi ai cittadini”.

Riordino ospedaliero: la posizione del Gruppo PD -Il gruppo consiliare del PD ha rlasciato la seguente nota a firma di Pino Romano, Filippo Caracciolo, Gerardo De Gennaro, Giovanni Epifani, Antonio Maniglio. “Il piano di riordino ospedaliero è monco e creerà grandi difficoltà ai cittadini pugliesi. Da tempo avevamo chiesto, registrando un consenso unanime, che insieme alla chiusura dei 18 ospedali fosse presentato un progetto alternativo che indicasse con chiarezza i servizi sostitutivi da attivare con l’indicazione dei tempi. A questo mirava l’emendamento all’art. 4 che prevedeva la riconversione in strutture intermedie di una serie di ospedali. Tale proposta era ed è una base di partenza indispensabile per avviare, dopo la stagione dei tagli, la seconda tappa della riorganizzazione del sistema sanitario regionale. L’assessore Fiore, e di ciò prendiamo atto, ha assunto l’impegno che porterà il tema delle riconversioni e delle nuove attivazioni dei servizi prima dell’estate. A noi pare, tuttavia, che tra la pubblicazione della delibera del riordino ospedaliero e la seduta odierna della commissione, quasi tre mesi, ci sia stato il tempo utile per produrre una proposta integrativa che, almeno per grandi linee, indicasse le opzioni fondamentali. Non averlo fatto contribuirà ad abbassare il livello di efficacia del servizio sanitario, oltre che creare problemi politici al centrosinistra nel rapporto con i cittadini. Ecco perché, accogliendo le obiezioni dell’assessore sul rischio di non incassare 400 milioni, abbiamo proposto un incontro di una delegazione bipartisan della terza commissione con il governo nazionale per verificare la fattibilità o meno delle nostre proposte, in modo da far emergere con nettezza le responsabilità di ognuno. Prendiamo atto che questa strada si è ritenuta impraticabile e che il piano di riordino, nonostante le cabine di regie e le richieste di suggerimenti, bisognava approvarlo così come licenziato dalla giunta. A saperlo avremmo alzato la mano in tre secondi, e due mesi fa, senza perdere tempo. Ciò detto cogliamo l’impegno dell’assessore a riaprire il confronto tra qualche mese. Proponiamo che in quella occasione ci si presenti con una proposta organica che tenga insieme gli interventi per potenziare la medicina territoriale, lo stato di attuazione degli interventi di edilizia sanitaria, la programmazione dei nuovi ospedali intercomunali.”