Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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Nucleare? Attendere prego

centrale_nucleareIl nucleare non è ancora pronto

Le campagne pubblicitarie inducono nelle teste del cittadini l’idea che sia ora di tornare all’energia nucleare. Gli italiani si erano espressi contro già nel 1987, e hanno sempre ribadito, nei sondaggi, la loro generale contrarietà all’atomo. Oggi si cerca di far pensare che il contesto sia cambiato, che è giusto cambiare idea e che Chernobyl è ormai lontana.

Chi non vorrebbe una forma di energia potentissima (un kg di uranio arricchito fornisce tutta l’energia di cui un italiano ha bisogno nella sua intera vita), sicura, priva di inquinanti o di emissioni nocive in atmosfera ed inesauribile e a buon mercato?

Il contesto non è cambiato rispetto a 25 anni fa, anzi, semmai è peggiorato rispetto alla scelta atomica.

La tecnologia è ancora sostanzialmente quella degli anni ‘40. Non esistono impianti nucleari di quarta generazione.I miglioramenti non hanno impedito incidenti come quello dl Tokainiura (Giappone 1999), nè che i reattori francesi siano spesso arrestati per problemi.

Il problema delle scorie non è ancora risolto: non esiste al mondo nemmeno un sito definitivo per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi. Pensare che un giorno sarà disponibile una tecnologia adatta significa addossare alle prossime generazioni un fardello che nessuno ha il diritto di affibbiare.Non si sa poi bene dove costruire un centrale in un Paese che è sismico, soggetto a rischio idrogeologico e vulcanico, densamente popolato e quasi privo di pianure e di grandi corsi d’acqua.

Una centrale EPR (di ultima generazione) necessita di oltre 65 metri cubi al secondo di acqua e non si sa nemmeno se il Po possa sostenerla in eventuali periodi di secca. Resta il mare, con tutti i problemi di inurbamento residenziale che si possono immaginare.

Il ricorso al nucleare è una scelta di grossi gruppi industriali supportati dalle banche d’affari, che non tiene in nessun conto l’ambiente e le esigenze dei cittadini (in Italia la gran parte dei comuni si è dichiarata denuclearizzata). Certo, è lecito fare i soldi sul nucleare, ma li si fanno anche sulle mine antiuomo o sulle armi senza che ciò susciti cori d’entusiasmo.

Efficienza energetica nella produzione e negli usi finali dell’energia, migliore coibentazione di case e palazzi (1/3 dei consumi totali, che può essere ridotto dei 50-70% senza perdite di benessere, ma solo costruendo meglio e isolando termicamente), eliminazione degli sprechi, risparmio energetico, decentramento: questi sono i comandamenti da seguire oggi.

Aspettando magari un nucleare senza scorie o l’idrogeno che verrà.