Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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Libia, basi aeree in allerta, anche Amendola

amx_1Basi aeree italiane e Marina militare in allerta per affrontare la crisi libica. La portaerei “Garibaldi” è salpata da Taranto alle 14 di oggi diretta alla base di Augusta (Siracusa), con a bordo aerei a decollo corto e appontaggio verticale. Il dispiegamento della Garibaldi rientra in quelli che possono essere i contributi della Marina Militare per la difesa aerea di operazione navali inerenti la crisi libica.

Sono invece sette le basi aeree che l’Italia può mettere a disposizione in relazione alla situazione in Libia. Lo ha detto il ministro della difesa, Ignazio La Russa, in Parlamento. Le basi sono quelle pugliesi di Amendola e Gioia del Colle e poi Sigonella, Aviano, Trapani, Decimomannu e Pantelleria. Al momento, viene precisato, «lo scenario prevede solo un supporto logistico», ma agli stati maggiori sanno bene che la situazione potrebbe mutare già nelle prossime ore. E mentre alla Difesa si susseguono le riunioni in vista degli esiti del vertice convocato a Palazzo Chigi, l'Aeronautica militare ha allertato tutte le proprie strutture in previsione di un possibile impiego di carattere operativo sia dei velivoli che degli elicotteri.

Gli F16 del 37° stormo di Trapani, ma anche gli Eurofighter di base a Gioia del Colle e i cacciabombardieri Amx di Amendola, in Puglia, i Tornado, secondo quanto riferito all'Adnkronos da fonti militari, potrebbero essere chiamati a svolgere un ruolo attivo alla luce della Risoluzione approvata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che comprende tutte le misure necessarie a proteggere i civili.

Il passato coloniale italiano in Libia potrebbe alla fine far propendere per un ruolo di supporto logistico, ma non sono comunque escluse possibili missioni operative per assicurare il rispetto della “No Fly Zone” ed impedire il decollo dei caccia del colonnello Gheddafi.